venerdì, 25 settembre 2026

ARRIVARE IN AEROPORTO IN TRENO E' FACILE, POSSIBILE ED ECONOMICO, PECCATO CHE SIA SEGRETO!

Un tunnel pedonale collega da 30 anni i binari di Castelferretti direttamente ai check-in, eppure decine di migliaia di passeggeri non ne sospettano neanche l'esistenza. Il corto circuito marchigiano: un'infrastruttura intermodale già pronta e pagata, ma cancellata dalla segnaletica interna per non fare concorrenza ai silos della sosta a pagamento a caro prezzo

Di Sandro Pangrazi | 25-set-2026 4 min di lettura
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ARRIVARE IN AEROPORTO IN TRENO E' FACILE, POSSIBILE ED ECONOMICO, PECCATO CHE SIA SEGRETO!
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di Sandro PANGRAZI
 
Alzino una mano coloro che sanno che si può accedere all'aeroporto "Raffaello Sanzio" anche arrivando comodamente in treno? Probabilmente, in una platea di cento passeggeri marchigiani, le dita sollevate si conterrebbero sino a cinque, forse persino meno. Un dato surreale per chiunque abbia frequentato lo scalo di Falconara Marittima appena qualche volta, magari spendendo una fortuna nei parcheggi a lungo termine o impazzendo sulla Statale, senza mai sospettare l'esistenza di quell'alternativa ecologica, rapida e soprattutto economica.
Un treno diretto. Un binario pronto a portarvi in centro ad Ancona in 15 minuti netti al costo irrisorio di appena 2,60 euro.
Non è l’incipit di un romanzo di fantascienza, ma la realtà quotidiana che avvolge l’aeroporto internazionale "Raffaello Sanzio" di Ancona-Falconara Marittima.
Un'infrastruttura potenzialmente perfetta che soffre però di una patologia tutta italiana: la cecità comunicativa , forse dolosa.
Se da 30 anni e più, novantanove viaggiatori su cento continuano a ignorare questa risorsa, il motivo è semplice: pare che l'aeroporto faccia di tutto per mantenere il segreto!
 
L’illusionismo architettonico e la segnaletica fantasma
Eppure la ferrovia corre parallela, subito dietro i parcheggi recintati; ma è visivamente schermata da un'architettura che gioca una sorta di effetto ipnosi visiva sui viaggiatori.
Chi arriva in auto o in taxi viene infatti incanalato in flussi stradali studiati per guardare esclusivamente alle porte d'ingresso dei terminal, portando l'occhio umano a scartare automaticamente la presenza della linea ferroviaria sul retro.
Ma l'estetica non può essere un alibi di fronte allo scandalo della segnaletica interna.
Una volta varcate le porte del "Sanzio", i cartelli bombardano l'utente di informazioni su dove noleggiare una vettura, dove trovare un taxi o come pagare la sosta.
Le indicazioni per la stazione ferroviaria sono invece praticamente non pervenute, o relegate a timidi e minuscoli pittogrammi che si perdono visivamente nella foresta di cartelli commerciali dedicati ai più cari servizi su gomma.
 
Pecunia non olet: il conflitto d’interessi dei parcheggi
Per comprendere questo paradosso, al solito bisogna seguire la pista dei soldi.
Per una società di gestione aeroportuale, i passeggeri che scelgono la rotaia rappresentano in effetti un "mancato guadagno". I parcheggi interni a pagamento e le commissioni sulle società di autonoleggio costituiscono una delle voci di ricavo accessorio più remunerative e vitali per il bilancio della struttura.
Promuovere massicciamente un treno regionale economico significherebbe, di fatto, svuotare i redditizi silos della sosta a pagamento.
L'intermodalità – tanto sbandierata nei convegni europei sulla mobilità sostenibile – si scontra così con il più cinico dei conti economici aziendali, nonostante la Regione sia parte in causa, minoritaria, della gestione aeroportuale.
 Ferrovie e Aeroporto: due mondi separati in casa
A questo si aggiunge uno storico difetto di fabbrica: la mancanza di reale sinergia istituzionale tra la governance dello scalo e Trenitalia.
La linea ferroviaria su cui poggia la stazione è la Ancona-Orte-Roma e i treni che fermano a Castelferretti sono normali convogli regionali (diretti a Fabriano o Jesi).
Per Trenitalia, quella è sempre stata una tratta per pendolari e studenti, non una "navetta per l'aeroporto".
I treni non sono sincronizzati con i decolli e gli atterraggi dei voli, rendendo il servizio un binario morto per il turismo internazionale, ma magari ancora utile solo a chi ha la fortuna di veder coincidere le lancette dell'orologio.
Solo di recente, con il cambio del nome della fermata (da Castelferretti a Castelferretti-Falconara Aeroporto), il sistema informatico nazionale ha iniziato a mostrare la coincidenza a chi acquista i biglietti online.
Dopo 30 anni troppo poco; di sicuro troppo tardi.
 
Una risorsa sprecata sin dagli anni '90
Mentre l'Italia si interroga su come spendere i fondi del Pnrr per collegare gli aeroporti alle reti ferroviarie, le Marche si confermano una regione al contrario: il collegamento ce l'hanno già pronto, funzionante e pagato da decenni, ma preferiscono nasconderlo sotto il tappeto.
La prossima volta che volerete dal Sanzio, voltate le spalle ai desk dei parcheggi e cercate la passerella vetrata.
Scoprirete che viaggiare comodi e spendere poco, nelle Marche, è possibile.
Basta solo non dirlo a nessuno!

 

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