TERREMOTO E SANGUE FREDDO, OGGI A MUCCIA: NEL DECENNALE, ACQUAROLI E CASTELLI METTONO LA FACCIA SULLE OMBRE DEGLI APPALTI
A mezzogiorno 10 domande roventi delle minoranze, incendiano la seduta aperta sul decennale: sotto i riflettori il ruolo di Pistarelli e l'incalzare degli interrogativi sui controlli mai effettuati, a partire dai 400 appalti e subappalti della ricostruzione (su circa 5.000) concessi a un unico operatore: la Rest Edile di Enrico Crucianelli

di Sandro PANGRAZI
Un decennale che doveva essere solo memoria, vicinanza ai territori e bilancio delle opere fatte; e che invece si trasforma in un inevitabile ed infuocato banco di prova politico e istituzionale.
La convocazione straordinaria del Consiglio regionale in modalità aperta oggi a Muccia — simbolo del cratere ferito dal sisma del 2016 — nasce per commemorare i dieci anni dalle scosse che devastarono l'entroterra marchigiano.
Eppure, a fare da ingombrante sfondo al doloroso ricordo (che a mezzogiorno vedrà il Governatore Francesco ACQUAROLI e il Commissario straordinario Guido CASTELLI presentarsi davanti le comunità colpite dal sisma), c'è il pesante ciclone giudiziario di matrice antimafia che ha travolto i vertici della macchina amministrativa della Regione.
Al centro della bufera resta la figura dell'avvocato Fabio PISTARELLI e soprattutto l'osservazione che sta prendendo campo tra le forze di opposizione: ovvero il dato, sempre più evidente, che pesa come un macigno sulla tenuta stessa della Giunta guidata dal Governatore Francesco ACQUAROLI: al momento dei fatti contestati e delle anomalie finite sotto i riflettori della Procura, PISTARELLI vestiva a pieno titolo i panni di Capo di Gabinetto della Presidenza.

L'affondo dell'opposizione: dieci quesiti sul tavolo
Proprio dall'assise di Muccia l'opposizione presenterà al Governatore un pacchetto di dieci domande circostanziate per fare piena luce sulla catena, di comando e di controllo, interna a Palazzo Raffaello:
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Chi le aveva segnalato anomalie in merito all'operato del suo Capo di gabinetto Fabio PISTARELLI?
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Quando esattamente ha saputo dei comportamenti anomali dell'avvocato PISTARELLI?
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I fatti che le erano stati rappresentati riguardavano comportamenti generici oppure pressioni su funzionari e specifiche pratiche amministrative?
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Era a conoscenza delle indagini o di un eventuale avviso di garanzia al suo Capo di gabinetto?
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L'organismo di garanzia da lei citato da chi è composto, con quale mandato e su quali documenti ha fatto le verifiche? L'assenza di riscontri fu attestata in una relazione scritta che è disponibile a consegnare al Consiglio regionale?
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Perché non ha avvertito la magistratura che ha poteri ispettivi necessari per valutare le informazioni ricevute?
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Quali criticità aveva rilevato su PISTARELLI prima di prorogargli l'incarico per soli tre mesi? E perché le ritenne compatibili con la permanenza nel ruolo di Capo di gabinetto così vicino alla Presidenza?
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Come è stato possibile che oltre 400 cantieri della ricostruzione finissero in mano a un'unica impresa (la Rest Edile di CRUCIANELLI)? Quali controlli sono stati fatti sui subappalti e sulla reale capacità dell'azienda?
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Quale piano concreto si intende attivare per completare i cantieri bloccati dall'inchiesta, evitando che i costi aggiuntivi e i ritardi finiscano per pesare sulle famiglie?
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Ci sono conferme delle pressioni esercitate da PiISTARELLI su Dirigenti regionali e sanitari (ad esempio per l'ospedale di Torrette o nel Fermano) per favorire singole aziende. E/o come sono stati tutelati i dirigenti che si sono opposti?
L'ombra sui cantieri nel giorno della memoria
Il cortocircuito politico e sociale si consuma proprio sul contrasto tra la solennità del decennale e le rivelazioni dell'inchiesta.
A Muccia oggi si parla di ricostruzione, ma la realtà dei fatti parla di oltre 400 cantieri finiti nell'orbita di un unico monopolio imprenditoriale, quello del 50enne imprenditore tolentinate Enrico CRUCIANELLI (Rest edile Srl in odore di 'ndrangheta ), con interrogativi enormi sulla gestione dei subappalti e sulla tenuta dei lavori e soprattutto sul loro incerto futuro.
La domanda che la comunità marchigiana si pone — e che da Muccia rimbalza in tutta la regione — è come sia stato possibile che la cabina di regia più vicina al Governatore non abbia colto per tempo i segnali d'allarme.
Nel giorno in cui si dovrebbero rassicurare i cittadini dell'entroterra sul futuro dei loro paesi, la priorità diventa capire se e come la macchina regionale sia stata condizionata e - nell'ipotesi non emergano ulteriori responsabilità - come si intenda garantire che i cantieri bloccati non diventino l'ennesima beffa per le popolazioni terremotate.
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