giovedì, 15 ottobre 2026

SMANTELLATA BANDA ALBANESE DEL TRAPANO A MANOVELLA: 16 FURTI NOTTURNI NELLE CASE OSIMANE, SOLO CON I PROPRIETARI A LETTO!

Tre malviventi extracomunitari, residenti tra Roma e Abruzzo, finiti nella rete dei Carabinieri. Dall'8 gennaio al 14 aprile messi a segno ben 16 raid nella sola nostra città presa letteralmente di mira da Klevin PALOKA, Vladimir GERA e Tonin NIKOLLI, rispettivamente 38, 36 e 48 anni, per un bottino complessivo superiore ai 50.000 euro. Un plauso all'attività senza sosta dei Carabinieri, pur privati dell'accesso alle telecamere in tempo reale

Di Sandro Pangrazi | 15-ott-2026 7 min di lettura
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SMANTELLATA BANDA ALBANESE DEL TRAPANO A MANOVELLA: 16 FURTI NOTTURNI NELLE CASE OSIMANE, SOLO CON I PROPRIETARI A LETTO!

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di Sandro PANGRAZI

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Un’offensiva criminale senza sosta, perpetrata in città per oltre tre mesi, stoppata dai militari dell'Arma prima che la scia di colpi potesse allungarsi ulteriormente o estendersi ad altre località. 

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile (NORM) hanno sgominato, giusto la settimana scorsa, una pericolosa banda composta da tre cittadini di origine albanese, ritenuta responsabile di una raffica di furti in abitazione che, per l'intero primo trimestre 2026, ha tenuto con il fiato sospeso l'intera vallata.

I numeri dell'operazione delineano un'attività predatoria sistematica e ben organizzata: dall'8 gennaio al 14 aprile i tre, partendo dalla provincia di Pescara, avevano collezionato ben 19 incursioni tra le province di Ancona, Macerata e Fermo.

Il fulcro dell'azione della banda è purtroppo stato proprio il territorio osimano, teatro di ben 16 dei 19 colpi contestati (i restanti messi a segno tra Recanati, Montecosaro e Sant'Elpidio a Mare).

Un'efficienza criminale spietata, con un tasso di successo dell'85% che ha fruttato ai malviventi un bottino complessivo tra oro, gioielli e contanti stimato in oltre 50.000 euro, con una forchetta da 3.000 a 10.000 euro a furto.

I VOLTI E I RUOLI DELLA BANDA

A finire nella morsa delle indagini condotte dagli uomini del Luogotenente Giuseppe ESPOSTO sono stati tre uomini, tutti di nazionalità albanese, che avevano strutturato un vero e proprio "itinerario del crimine" facendo spola dalle rispettive residenze.

Si tratta del 36enne Vladimir GERA e del 48enne Tonin NIKOLLI, entrambi residenti a Roma, affiancati da Klevin PALOKA, 38 anni, residente a Montesilvano (Chieti), che all'interno del gruppo ricopriva il ruolo chiave di autista e palo, garantendo gli spostamenti e la copertura logistica durante le incursioni negli appartamenti.

PROFESSIONISTI DEL CRIMINE: LO SCHEMA DALL'ABRUZZO A LORETO

Non si trattava affatto di improvvisati, ma di soggetti dal profilo criminale ben delineato, tutti già noti alle forze dell'Ordine per reati contro il patrimonio.

A colpire gli investigatori è stato però lo schema fisso e collaudato con cui la banda organizzava ogni trasferta, l'una uguale all'altra, tutte nel cuore della notte.

Il modus operandi era infatti sempre identico: i due romani GERA e NIKOLLI arrivavano in treno da Roma a Pescara, dove ad attenderli c'era l'autista PALOKA.

Da qui la banda imboccava l'autostrada al casello di Silvi Marina per risalire fino all'uscita di Loreto, porta d'accesso usata per raggiungere rapidamente gli obiettivi prefissati ad Osimo e nei comuni limitrofi.

L'ULTIMO COLPO IN VIA DON STURZO: PRESO DI MIRA L’IMPIEGATO COMUNALE

La complessa vicenda investigativa parte proprio dal fondo della scia di reati, ovvero dal diciannovesimo e ultimo colpo accertato a carico del trio.

Nella notte del 14 aprile i tre malviventi si sono introdotti in un'abitazione di via Don Sturzo a Osimo, prendendo di mira la casa di Arturo BADALONI, noto impiegato dell'ufficio tecnico comunale.

Un'incursione rapida e mirata che sembrava destinata ad aggiungersi alla lunga lista di successi della banda, ma che si è rivelata in realtà il passo falso decisivo per incastrarli.

IL TRAPANO A MANO, IL BLITZ A POCHI CENTIMETRI DAL VOLTO E LA VITA DI LUSSO A ROMA

Identica e collaudata la tecnica utilizzata per penetrare nelle case: l'uso di un trapano a mano per praticare un piccolo foro sugli infissi e sbloccare le maniglie delle finestre senza provocare il minimo rumore.

Piano terra, primo piano o persino i piani più alti non rappresentavano alcun problema per i malviventi, una volta che l'abitazione nel mirino rientrava tra gli obiettivi da colpire.

Una modalità d'azione eseguita quasi sempre con le case occupate dai proprietari, già ritiratisi a letto per il riposo notturno.

Un'invasione della privacy consumata con sconcertante spregiudicatezza: nell'abitazione di via Don Sturzo, mentre l'impiegato comunale dormiva ignaro nel proprio letto, i ladri si sono messi a frugare a fondo nei comodini della camera, muovendosi letteralmente a pochi centimetri dal volto dell'uomo.

Un azzardo continuo e notevole; un vero e proprio mezzo miracolo che in tutte le 19 occasioni sia andata sempre bene ai malviventi: sarebbe bastato pochissimo perchè i padroni di casa, svegliati di soprassalto nel cuore della notte, potessero incrociare i ladri ed ingaggiare una colluttazione dalle conseguenze del tutto imprevedibili e potenzialmente drammatiche.

Ma è andata sempre bene, con soli danni limitati e forti e crescenti preoccupazioni per la sicurezza dei cittadini, messa a rischio persino in casa propria, una volta a letto.

Un sistema predatorio a notte fonda estremamente redditizio, che ha permesso al trio di spartirsi circa 20.000 euro a testa e condurre un tenore di vita nettamente al di sopra delle comuni possibilità. 

Basti pensare che i due "operatori", NIKOLLI e GERA, vivevano a Roma all'interno di un complesso residenziale di grande prestigio nella zona San Gregorio VII-Piccolomini, quatiere Vaticano, sostenendo un canone mensile di solo affitto pari a ben 1.700 euro!

DALLA DENUNCIA A PIEDE LIBERO AI DOMICILIARI... E IL NODO DELLE TELECAMERE

Quel raid di metà aprile in via Don Sturzo, che ha fruttato ai tre malviventi circa 2.000 euro tra contanti e monili d'oro (unico bottino recuperato) è però risultato l'inizio della fine. 

Un bottino mediamente consistente che la banda contava di portare al sicuro, ma che si è invece trasformato nel filo di Arianna a ritroso per incolpare PALOKA, GERA e NIKOLLI dell'intera filiera osimana. 

I Carabinieri, grazie ad indagini vecchio stampo, sono infatti riusciti a mettersi subito sulle loro tracce e a intercettare l'auto in fuga, localizzata a tempo di record, bloccandola all'altezza del casello autostradale di Loreto e recuperando l'intera refurtiva.

In quella prima circostanza, sfuggiti alla flagranza di reato, i tre se la sono cavata inizialmente con la sola denuncia a piede libero. Ma le indagini dell'Arma non si sono fermate: per mesi i Carabinieri hanno raccolto pazientemente le prove della responsabilità del trio sulla quasi totalità dei furti messi a segno in città nel primo trimestre del 2026, colpendo in particolare le frazioni di San Sabino e Osimo Stazione e i quartieri residenziali della città. 

Un quadro probatorio schiacciante che la settimana scorsa ha spinto il Gip del Tribunale di Ancona a firmare l'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, con aggravio del braccialetto elettronico.

Un super lavoro investigativo, quello dei militari dell'Arma, che tuttavia evidenzia per l'ennesima volta un vulnus fondamentale nel sistema sicurezza cittadino.

Il lavoro senza sosta dei Carabinieri del Norm si sarebbe infatti potuto concludere molto più in fretta se gli uomini dell'Arma avessero potuto disporre dell'accesso diretto, in tempo reale e senza il filtro della Polizia Locale, alla visione dei 121 occhi elettronici (tra cui diverse telecamere OCR per la lettura targhe) sparsi sul territorio.

Un patrimonio tecnologico che, in assenza di un canale operativo diretto, per trasformare le riprese in informazioni attive e immediate per chi presidia la strada, si conferma rivelarsi, nei fatti, discretamente inutile.

Un plauso e la gratitudine, giunta ai Carabinieri anche per iniziativa del Sindaco Michela GLORIO, vanno alle donne e agli uomini dell'Arma dei Carabinieri e in particolare ai militari del Norm: grazie alla loro instancabile dedizione, acume investigativo e alla costante presenza sul territorio, la nostra comunità può contare, da lunghi anni, su un fondamentale ed insostituibile presidio di sicurezza e legalità.

 

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