ASILO DEGLI ORRORI: IDENTIFICATE LE DUE MAESTRE DEL FARFALLEGRE
L'ordinanza del gip Carlo Masini ha stretto il cerchio attorno a Daniela ANGELANI (60 anni, di Offagna) e Gabriella LISI (53 anni, siciliana residente a Castelferretti), incastrate dai filmati dei Carabinieri di Agugliano dopo la denuncia shock di una collega di sostegno a termine: ecco come i militari sono riusciti a isolare i singoli episodi di violenza fisica e le punizioni umilianti all'interno del nido di Polverigi, rompendo un silenzio colpevole durato ben sei mesi

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di Sandro PANGRAZI
Mentre la comunità locale fa i conti con lo sconcerto per le indagini della Procura di Ancona, l'attenzione pubblica di Polverigi e dell'intera provincia di Ancona si concentra sull'identità e sui profili delle due educatrici finite ai domiciliari per le violenze alla scuola dell'infanzia "Farfallegre", ovvero maltrattamenti aggravati e abbandono di minori.
Con la diffusione dei dettagli dell'ordinanza firmata dal gip Carlo MASINI, emergono i nomi, i volti e i ruoli delle due donne accusate di aver trasformato le aule di via Dante Alighieri, 7 in un teatro di vessazioni sistematiche, incastrate dalle telecamere nascoste dai Carabinieri di Agugliano dopo mesi di colpevole silenzio.
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Chi sono le due insegnanti poste ai domiciliari
Al centro della vicenda giudiziaria ci sono due figure storiche della struttura di Polverigi, gestita dalla Cooperativa Opera Pia coniugi LESTI.
La prima è Daniela ANGELANI, 60 anni, residente a Offagna: un'insegnante di lungo corso e ormai prossima al pensionamento.
La seconda è Gabriella LISI, 53 anni, originaria della Sicilia ma da tempo stabilita a Castelferretti.
Entrambe si trovano ora ristrette presso le rispettive abitazioni dopo la notifica del provvedimento restrittivo, con i loro nomi che da 24 ore rimbalzano tra le famiglie del paesino (appena 4.547 abitanti), scatenando sconcerto e panico tra i cittadini e i genitori che, inconsapevolmente, avevano affidato loro i propri figli.
Ai domiciliari la maestra d'asilo Gabriella LISI, 53 anni, originaria della Sicilia ma residente a Castelferretti
L’origine dei fatti e la denuncia, anonima e tardiva, di una insegnante di sostegno precaria
Il profilo delle due indagate ha inizia a incrinarsi solo a maggio 2026, quando una doppia lettera-esposto scritta al computer, ricca di particolari conoscibili sono da una addetta ai lavori, viene recapitata in tempi diversi; prima nella cassetta della posta della Polizia locale e quindi al Comune di Polverigi.
L'autrice, che i Carabinieri di Agugliano identificheranno subito, è un'insegnante di sostegno a tempo determinato di Farfallegre, con un contratto triennale in scadenza giusto a giugno.
La donna descrive condotte gravissime commesse dalle colleghe di ruolo, episodi registrati già a partire da dicembre 2025.
Un silenzio colpevole durato sei mesi e forse motivato dal timore reverenziale e dalla paura di ritorsioni sul lavoro da parte del quadro dirigente della cooperativa, data la natura precaria del suo impiego.
Di fatto la donna ha trovato il coraggio di denunciare i maltrattamenti solo a poche settimane dal termine del proprio contratto.
Le prove video e l'identificazione delle condotte
A mettere a fuoco le responsabilità materiali della ANGELANI e della LISI, non si sa se in accordo tra loro, sono state le indagini sul campo condotte immediatamente per tutto giugno.
I Carabinieri della Stazione di Agugliano, installando presidi tecnici interni e pure una telecamera nascosta in giardino per monitorare l'area esterna dell'asilo.
I filmati e i servizi di osservazione hanno così immortalato i volti delle due maestre durante le violenze: schiaffi alla testa, pizzicotti, tirate di orecchie, spintonamenti dai giochi e bambini bloccati a terra con il peso del corpo.
Le immagini registrano anche punizioni umilianti come costringere i piccoli (in tutto otto bimbi tra i 3 e i 5 anni) a camminare scalzi, privarli del cappello sotto il sole o chiuderli nei bagni al buio.
Stessa sorte per l'educatrice Daniela ANGELANI, 60 anni, di Offagna
Il blitz all'alba di mercoledì a casa delle due protagoniste
L'ultimo tassello che ha fatto scattare la doppia misura cautelare viene registrato a fine giugno, quando la telecamera dell'Arma filma anche un caso di abbandono dei minori in giardino: dalle immagini si vedono le maestre restare sedute a scrollare i propri telefoni cellulari, ignorando i pianti e lasciando i bambini incustoditi.
Dopo un mese di assoluto riserbo investigativo, all'alba di mercoledì 22 luglio, all'insaputa generale, i Carabinieri di Agugliano, supportati dai colleghi di Loreto e dal Norm di Osimo per le sole fasi tecniche del prelevamento, si sono presentati a casa di Daniela ANGELANI e Gabriella LISI notificando l'ordinanza di custodia cautelare quando le due donne si trovano ancora nelle proprie abitazioni.
La diffusione delle foto e la linea della difesa
La notizia e l'identità delle maestre diventano in breve di pubblico dominio già al mattina di venerdì, scatenando la stupore e la rabbia dei genitori che fino a quel momento non sapevano e neanche immaginavano nulla.
Di fronte alla messa a fuoco dei fatti, i legali delle due donne hanno scelto strategie diverse in vista dell'interrogatorio di garanzia, programmato lunedì 27 luglio, davanti al Giudice per le indagini preliminari.
L'avvocato Francesco NAPOLITANO, sentito a caldo dalla stampa, difende l'assoluta innocenza di Daniela ANGELANI, parlando di uno choc fortissimo per una professionista senza mai una contestazione in decenni di carriera.
L'avvocato Italo D'ANGELO, per conto di Gabriella LISI, ha invece preferito trincerarsi dietro il segreto istruttorio, in attesa di esaminare i fascicoli di Farfallegre.
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