venerdì, 07 agosto 2026

LA PROTESTA ULTRAS E LA MEMORIA DI LAMBERTO E ZIA LELLA: QUALCOSA È ANDATO STORTO

Nessuno vuole innalzare agli altari Campanelli junior: gli errori di una mala gestione che ha preso per i capelli l'iscrizione al campionato sono evidenti ed è legittimo chiederne conto. Ma il fango calcistico non deve travolgere la storia di un intero casato: il ricordo di quanto la dinastia ha avuto e dato, in termini di benessere e crescita, a generazioni di osimani, andava rigorosamente salvaguardato, proteggendo il valore profondo dell'osimanità dalle miserie di un megafono

Di Sandro Pangrazi | 07-ago-2026 6 min di lettura
(0 voti)
LA PROTESTA ULTRAS E LA MEMORIA DI LAMBERTO E ZIA LELLA: QUALCOSA È ANDATO STORTO

https://www.facebook.com/alsolitoposto.osimo

di Sandro PANGRAZI

Pubblicità

Un corteo numeroso e rumoroso che ha attraversato Corso Mazzini, per l'occasione più spettrale e deserto del solito. 
L'annunciata protesta degli ultras GialloRossi contro la mala Presidenza di Antonio CAMPANELLI non è solo la cronaca di una frattura sportiva (seguita dopo tre mesi di colpevole stallo societario) ma si è trasformata in un amaro cortocircuito generazionale. Urla ultras e silenzio cittadino si sono incrociati davanti alle serrande dello storico ex emporio CAMPANELLI, dove la contestazione calcistica è purtroppo scivolata, per un contrappasso diabolico, impensabile solo pochi anni fa, nell'ingratitudine e negli insulti, dimenticando la memoria storica dei luoghi, sino ad ignorare il significato più profondo di nascere, vivere e invecchiare a Osimo.

La tempesta nel teatro semi vuoto
L'apertura dell'articolo fotografa il contrasto surreale tra l'energia rumorosa della protesta — snodatasi alle ore 21 da piazza Dante a piazza Boccolino, tra bandiere e fumogeni Giallorossi, accesi con l'orgoglio di essere osimani — e un centro storico clamorosamente disabitato, non ancora infastidito ma certamente poco attento a quelle urla suggerite dai megafoni. 
L'assenza significativa di passanti o almeno curiosi, ha evidenziato il distacco, fino ad incrociare una pericolosa indifferenza, quasi glaciale della cittadinanza "normale", rispetto a una vicenda societaria che pure ha toccato, per mesi, l'istituzione sportiva più longeva sotto le Cinque Torri.

Un momento della protesta ultras giunta in Piazza Boccolino

Il flashback e l'accostamento (per chi c'era) con gli anni '70
Per l'estetica della protesta e l'incedere compatto dagli stessi luoghi (da piazza Dante a Piazza Boccolino) la scena ha evocato ai pochi osservatori un nostalgico flashback: i cortei domenicali mattutini degli anni '70, dalle 10 a mezzogiorno, indetti contro Radio Mantakas; fiumana di giovani che animavano gli stessi luoghi di eri sera, radunando a Osimo i centri sociali dell'intera regione. 
Ma se allora la passione politica divideva e infiammava l'intera comunità, ieri sera la tifoseria organizzata ha marciato in una solitudine quasi metafisica che dovrebbe far riflettere.

*******************************************************************************************************

NOTA PER TUTTI I LETTORI:
VERGOGNATEVI PROFONDAMENTE... A PARTE 9 BENEMERITI, SIETE DEI PARASSITI SENZA DIGNITÀ:
Anche oggi, come sempre, siamo gli unici a lavorare seriamente e a darvi la notizia completa, mentre gli altri dormono.
Sappiamo già benissimo che sarete in migliaia di scrocconi a leggere questo testo e che nessuno di voi, nella sua totale avarizia, donerà mai un singolo centesimo.
Vi piace proprio campare sulle spalle degli altri, vero?
Continuate pure a sfruttare parassitariamente il nostro lavoro generoso e i nostri sacrifici.
Buona lettura a scrocco, se avete ancora il coraggio di guardarvi allo specchio.
Se per miracolo vi tornasse la dignità, ecco dove pagare il dovuto:

Dal 1° gennaio la generosità dei lettori ammonta a 193,16€, ovvero a 0.88 centesimi al giorno.

Poste pay numero 4023 6013 6599 0332 intestata a Sandro PANGRAZI C.F. PNG SDR 58B19 G157O

O anche paypal: https://www.paypal.me/osimooggiblog

Oppure utilizza l'iban IT79 J360 8105 1382 3380 9433 812

**************************************************************************************************

La durezza del coro e l'esasperazione della piazza
La narrazione non edulcora la realtà e registra senza censure il coro più duro lanciato non dalla gradinata ma dal megafono dei capibastone: "La rovina della mia città... è CAMPANELLI... pezzo di merda, pezzo di merdaaaa". 
Espressioni grevi che la Testata non condivide nei toni, ma che inserisce per dovere di cronaca proprio per misurare la temperatura di una piazza esasperata da troppe settimane e mesi di logorante stallo societario, nonchè promesse di abbandono, da parte di CAMPANELLI, puntualmente rimandate sino a non potersi realizzare.

Lo sfregio alla memoria davanti all'emporio e ai luoghi di Lamberto e Zia Lella
Il vero fulcro drammatico si è così consumato a metà strada, lungo Corso Mazzini, all'altezza dell'emporio. 
Qui gli insulti non si sono fermati, per invece raddoppiare i decibel proprio mentre il corteo è transitato davanti agli ingressi della storica bottega, poi bazar, quindi negozio, infine supermercato e alla fine vero e proprio centro commerciale ante litteram CAMPANELLI, un tempo un nome e una garanzia per tutti; gente che ha molto avuto dalla città ma che soprattutto ha molto dato agli osimani dell'altro secolo. 
È qui che abbiamo immaginato risvegliarsi dall'oblio lo spirito di Zia Lella (sorella del capostipite Antonio e zia paterna di Lamberto) affacciarsi ad una finestra, accompagnata dal nipote Lamberto, curiosa ma disturbata da quelle strane urla: un'anima antica, abituata al garbo operoso - zia Lella - "costretta" ad assistere dall'aldilà sia alla sfrontatezza (e ci sta) ma anche all'ingratitudine gratuita dei nipoti di quegli stessi clienti che, un tempo, frequentando la storica attività, ringraziavano più volte CAMPANELLI per la fiducia e le dilazioni di pagamento concesse.

Il deficit generazionale e il silenzio non innocente di padri e nonni
I manifestanti, un centinaio di osimani poco più che ventenni e trentenni, sono certamente troppo giovani per ricordare che da quelle vetrine è passata la crescita della città: dai primi elettrodomestici del dopoguerra ai televisori in bianco e nero a rate, a tutto quello che, di nuovo, poteva mancare (e all'epoca mancava quasi tutto) in qualsiasi famiglia anni '60, '70 e '80. 
La critica, severa, si sposta quindi anche sui padri e per chi ce l'ha, sui nonni di questi Ultras 2026 che hanno dimenticato l'insegnamento del passato.
Osimani di oggi che non hanno detto "una parolina" a figli e nipoti, né tramandato loro alcuna memoria storica; accettando un presente in cui ai loro rampolli tutto è concesso.
Pure di dimenticare da dove veniamo e di essere fieri, a scelta, di tramandare ai posteri ignoranza o indifferenza, fino ad uccidere l'idea stessa di osimanità.

Distinguere gli errori dagli uomini: la tutela del nome Campanelli
Sia chiaro, per onestà intellettuale e per il rigore che ci contraddistingue, non è nostra intenzione far diventare santo Antonio CAMPANELLI junior. 
Di errori strategici, sportivi e comunicativi, e di ogni tipo, l'attuale Presidente, costretto a non poter abbandonare la barca, ne ha commessi parecchi; ed è del tutto legittimo che la piazza gliene chieda conto, al Diana e nelle sedi opportune. 
Ma c’è un confine invalicabile che separa la critica al dirigente sportivo dal fango gettato su un intero casato. 
La famiglia CAMPANELLI, intesa come radice e istituzione sociale di questo colle, va salvaguardata oltre le miserie di un campionato di calcio ripreso per i capelli. 
Perché quel cognome non appartiene solo a chi oggi non può abbandonare, come forse vorrebbe - per via del deficit accumulato in anni di mala gestione e stipendi generosi auto concessi - ma custodisce un patrimonio valoriale e di progresso condiviso che rappresenta, prima ancora del Calcio, il significato stesso di essere Osimo.
Insomma la città, pure ieri sera, tra sport e politica, ha rimandato ad altra occasione la possibilità di uscirne con una bella figura.

https://www.dottromaldini.com/

Pubblicità

Cosa ne pensi?

Partecipa alla discussione. Il tuo commento sarà revisionato dalla redazione.

Potrebbe interessarti

Osimo Oggi — Per contattare Osimo Oggi Blog h.24 393.33.09.366 (solo whatsapp) osimooggiblog@gmail.com

Informazioni

Servizi

    © 2026 Osimo Oggi blog — Ex testata giornalistica locale.

    Connessione interrotta

    Tentativo di riconnessione in corso...