LA CHIAPPA NON LASCIA MA RADDOPPIA, CDA COMPLETATO CON LA RIPROPOSIZIONE CORRETTA DELLA NOMINA DI LUGLIO
A soli 15 giorni dallo stop del Tar, il Consiglio comunale ha sanato il vizio procedurale sulle Commissioni e riconfermato il rappresentante della minoranza a Palazzo Campana. Tra il trasloco fisico a Destra di Gabbanelli, i 54 minuti di una doppia sospensione e il bluff sulle conseguenze di un voto difforme a sentenza inutilmente agitato dal pokerista Magi (FdI), il Centro-Destra incassa il colpo su tutta la linea. Annunciato un nuovo round al Tar per febbraio

di Sandro PANGRAZI
Nonostante le fumose barricate alzate dal Centro-Destra e gli spettri di nuove battaglie legali in arrivo, agitati in Sala Gialla, il Consiglio comunale di Osimo è dunque tornato a ricomporre il CdA dell'Istituto Campana.
A soli quindici giorni dall'azzoppamento formale, con l'uscita forzata a seguito della pronuncia del TAR, Liana CHIAPPA è rientrata dalla porta principale nel Consiglio di Amministrazione della storica istituzione osimana.
La candidata del gruppo Misto, riproposta dal Consigliere Simone GABBANELLI, è stata rieletta con 13 voti a favore, 8 contrari e 2 astensioni di sostanza (quelle del Sindaco e del Presidente del Consiglio), sanando il vizio di forma sulle Commissioni consiliari contestato dai giudici amministrativi il 14 ottobre.
Per le minoranze di Centro-Destra, uscite battute su tutto il fronte, si era formalizzata invece la candidatura di Manuel MORICHI (in sostituzione del candidato originario Gianlorenzo PANGRAZI) mentre la maggioranza ha blindato la delibera, in vista del preannunciato nuovo ricorso al Tar, grazie alla ufficiale uscita di GABBANELLI dalle Commissioni, in qualità di rappresentante della maggioranza originaria, avvenuta il 22 ottobre scorso.
"Se t'archiappo... tre culi e mezzo!"
"Se t’archiappo... tre culi e mezzo!". Il celebre detto osimano calza a pennello per l'ultimo capitolo della saga di Palazzo Campana. Solo che stavolta la "Chiappa" delle minoranze non solo non lascia, ma raddoppia: dalle mezze misure si passa direttamente al culo intero...
Al termine di un aspro confronto verbale che ha infuocato l'aula, la candidata del Gruppo Misto è stata infatti riproposta dal consigliere "pentito" Simone GABBANELLI e blindata di nuovo dai voti di gran parte della maggioranza.
A fare da contorno, due astensioni dal sapore tutto politico: quelle del Sindaco Michela GLORIO e del Presidente del Consiglio Eliana FLAMINI.
Due distinguo beffardi, significativi nella forma ma del tutto ininfluenti nella sostanza dei numeri.
Il trasloco di Gabbanelli e la ricostruzione dell'Assessore alla Cultura Pellegrini
La seduta si era aperta, anche visivamente, con il colpo di scena del trasloco fisico del consigliere GABBANELLI, migrato dai banchi della ex maggioranza per andare a posizionarsi alla Destra della Sala Gialla, proprio a fianco, gomito a gomito, dell'ex Sindaco Francesco PIRANI.
Una mossa per ribadire alle minoranze di essere ufficialmente un "collega" d'opposizione, seppur di versante Sinistro.
A seguire, l'Assessore alla Cultura Mauro PELLEGRINI ha ripercorso le motivazioni della sentenza del Tar del 14 ottobre – che aveva bocciato la delibera del 2 luglio per la mancata decadenza di GABBANELLI dalle Commissioni in quota Michela Glorio Sindaco, vicenda sanata appena la scorsa settimana con una seduta propedeuitica ai lavori di ieri sera.
PELLEGRINI si è limitato a ricordare l'ordinaria amministrazione della prassi: anche un singolo consigliere del gruppo Misto ha pieno titolo per formulare una candidatura, così come il resto dell'aula la piena facoltà di esprimersi a favore o contro o astenendosi.
Maratona con doppia sospensione: ben 54 minuti a porte chiuse
La discussione ha poi subito un doppio freno a mano con due colpi di scena in sequenza.
Il primo è arrivato dalla richiesta di sospensione di 10 minuti avanzata dal consigliere Adolfo ROSSINI (Uniti per Michela Glorio Sindaco), protrattasi in realtà per ben 34 minuti.
Appena ribadito l'appello, ecco il secondo alt del consigliere Matteo SABBATINI (Pirani Sindaco) che ha chiesto e ottenuto altri 20 minuti di stop.
Risultato? Un totale di ben 54 minuti di misteriosi vertici, abboccamenti e fumate grigie a porte chiuse nei corridoi del Palazzo (di cui ci occuperemo a parte) prima di riaprire le danze.
Il bluff di Magi e la scelta di Morichi
Tra una sfilza di interventi polemici, la seduta è scivolata nel comico con l'estemporanea uscita del Consigliere Giorgio MAGI (Fratelli d'Italia), che ha tentato la carta dell'intimidazione ricordando ai colleghi che il Consigliere è un pubblico ufficiale e che agire in difformità da una sentenza equivale a interferire con la legge, arrivando persino ad agitare lo spettro di una fantomatica interdizione dai pubblici uffici e della decadenza dei "colpevoli".
Un vero e proprio bluff, dato che il Consiglio non stava riproponendo la stessa nomina, ma approvando una delibera del tutto nuova che, correttamente, recepiva i rilievi del Tar.
MAGI ha comunque preteso che l'avvertimento venisse messo agli atti dal segretario GIORGIO, preannunciando il sicuro ritorno in tribunale.
Dopodiché si è passati alla formalizzazione della scelta di Manuel MORICHI quale rappresentante di FdI e Piraniani in sostituzione di Gianlorenzo PANGRAZI, confermando in pieno le anticipazioni della vigilia di OSIMO OGGI.
Il voto finale e la blindatura per il TAR
Infine si è arrivati al voto, ormai una pura formalità: a distanza di 15 giorni dall'uscita dal CdA, Liana CHIAPPA è dunque rientrata nel ricompletato Consiglio di Amministrazione con 13 voti a favore, 8 contrari e le 2 astensioni annunciate.
Il prossimo passaggio, se MAGI e soci saranno di parola (ma è probabile che lo sia, vista l'eseguità della spesa, appena 650 euro di contributo unificato e avvocato gratis fornito dalla Fiamma) sarà di nuovo al Tar, con ogni probabilità a febbraio, ma stavolta con una delibera e condizioni procedurali praticamente blindate a prova di ricorso.
Per quanto riguarda il Presidente GIACCO, piuttosto - se il ripristino del Consiglio di Amministrazione consente al Campana, dopo mesi di stallo, di tornare alla normale attivitù (tra cui l'attivazione della convenzione per strutturare il teatrino a cinema, forte di un implementato contributo comunale elevato da 1.000 euro al mese a 5.000) - occorrerà procedere ad una nuova votazione, essendo l'atto precedente, come già avvenuto nel 2023, invalidato dal voto annullato alla CHIAPPA.
Pura formalità a costo zero.



