sabato, 17 ottobre 2026

SCONTRI MACERATESE-OSIMANA 2023, CONDANNATI 8 ULTRAS SU 9: A TUTTI OTTO MESI

Giudizio abbreviato per la quota osimana: assolti dal danneggiamento, i tifosi sono stati condannati per lancio di oggetti pericolosi. A febbraio il processo per il nono ultras. In totale 17 le posizioni esaminate, tra cui due tolentinati: tre anni con patteggiamento a un maceratese

Di Sandro Pangrazi | 17-ott-2026 4 min di lettura
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SCONTRI MACERATESE-OSIMANA 2023, CONDANNATI 8 ULTRAS SU 9: A TUTTI OTTO MESI

di Sandro PANGRAZI

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Tafferugli all’Helvia Recina: otto condanne e un patteggiamento
Arrivata la sentenza del Gup per gli scontri della partita Maceratese-Osimana del dicembre 2023. In cinque finiscono a processo, mentre per tre indagati è stata disposta la messa alla prova.

Condannati 8 ultras su 9.
Arriva al primo nodo giudiziario la complessa vicenda legata ai gravi disordini scoppiati allo stadio Helvia Recina di Macerata il 10 dicembre 2023, a margine della sfida valida per il campionato di Eccellenza tra i padroni di casa e l'Osimana. 
Il bilancio emerso al termine dell'udienza preliminare, presieduta dal Gup Daniela BELLESI, conta complessivamente otto condanne con rito abbreviato a otto mesi di reclusione ciascuna (tutte a carico dei supportes Giallo-Rossi, assolti dall'accusa di danneggiamento ma ritenuti responsabili di lancio di oggetti pericolosi); cinque rinvii a giudizio (tra il cui un nono osimano), tre ammissioni alla procedura di messa alla prova e un solo patteggiamento.

In totale sono dunque 17 gli imputati a vario titolo chiamati a rispondere dei fatti avvenuti dentro e fuori l'impianto sportivo maceratese, incidenti registrati circa tre anni fa.

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Le decisioni per la tifoseria ospite
Per quanto riguarda i sostenitori dell'Osimana, il giudice ha inflitto una condanna a otto mesi di reclusione ciascuno con la formula del rito abbreviato per il solo reato legato al lancio di oggetti pericolosi, pronunciando invece l'assoluzione dall'accusa di danneggiamento. 
I tifosi giallorossi interessati dal provvedimento sono Leonardo BALEANI (27 anni), Paolo GALLUZZO (41 anni), Diego SIMONETTI (44 anni), Francesco TRUCCHIA (27 anni), Alessio BALDONI (41 anni), Mattia SIMONETTI (41 anni), Guido BALEANI (38 anni) e Andrea SALVATORI (44 anni).

Cinque rinvii a giudizio, un patteggiamento e tre messe alla prova
Diversa la posizione degli altri nove imputati coinvolti nella maxi inchiesta. Andranno a dibattimento pubblico l'osimano Nicola PROVENZANI (24 anni, il più giovane del gruppo), il tolentinate Andrea PRUGNI (45 anni, presente all'Helvia recina a fianco dei tifosi dell'Osimana) e i maceratesi Giorgio e Paolo BAIONI, insieme ad Emanuele ROGANI. 
La prima udienza del processo a loro carico è stata fissata per il prossimo 15 febbraio.
Sono stati invece ammessi al percorso di messa in prova Lorenzo LAUSDEI e Fabio MARZETTI (della tifoseria maceratese) e un secondo tolentinate Giacomo DOBBOLETTA, anch'egli schierato a sostegno degli osimani.
Ha invece diversamente definito la propria posizione, con un patteggiamento a tre anni di reclusione (pena convertita in lavori di pubblica utilità) il sostenitore locale Filippo MARANGONI. 

La ricostruzione dei disordini e i capi d'imputazione
Secondo la meticolosa ricostruzione effettuata dagli inquirenti della Procura, le fasi antecedenti e successive alla partita (particolarmente sentita da entrambe le tifoserie in quanto anticipo, di un paio di settimane, della finale di Coppa Italia Marche, poi vinta dall'Osimana) furono contrassegnate da momenti di forte tensione, sfociati in veri e propri scontri a viso aperto tra i due gruppi rivali. Durante i disordini vennero utilizzati sassi, transenne di ferro e persino cartelli stradali divelti.
A farne le spese furono anche le forze dell'Ordine impiegate nei servizi di tutela dell'ordine pubblico: il bilancio parla di due agenti di Polizia rimasti feriti nei tafferugli, con prognosi rispettivamente di 10 e 15 giorni. 
I disordini provocarono inoltre ingenti danni a due vetture di servizio della Digos, ai cancelli di recinzione dello stadio e alla segnaletica stradale adiacente. 
Nel dettaglio, al maceratese MARANGONI (il "più colpevole" del pomeriggio con 3 anni di reclusione convertiti, si contestavano la minaccia persino ad un addetto alla sicurezza per forzare un cancello, oltre all'aggressione a un agente utilizzando persino una spranga; mentre ai fratelli BAIONI, pure di Macerata, il reato è stato delimitato al solo danneggiamento delle recinzioni dello stadio.

Un conto salato per una banale domenica di follia
Nel collegio difensivo figurano gli avvocati Luca FROLDI (Macerata), l'osimano Fabio PASQUINELLI, Marco ROMAGNOLI (Tolentino) ed Emanuele URBANI (in sostituzione del collega Olindo DIONISI di Comunanza).

Si chiude così il primo capitolo giudiziario di un pomeriggio che doveva essere solo una festa di sport, appunto anticipo di una sentita finale, e che si è invece trasformato nell'ennesima pagina buia del calcio dilettantistico marchigiano e a cui seguì, per gli ultras osimani, la brutta pagina di Massa Martana (Perugia), sempre in Coppa Italia (il 28 febbraio 2024) con la pesante squalifica del Diana. 
Tra condanne arrivate al pettine e verdetti ancora da scrivere nel processo di febbraio, resta l'amaro in bocca per una scia di violenza che lascia sul campo feriti, danni e pesanti conseguenze penali per i protagonisti dei disordini.

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