INNOCENTE ALLA VERIFICA INTERNA, EPPURE DIMESSO IL CAPO DI GABINETTO: UN ATTO PRUDENZIALE VALIDO SOLO PER PISTARELLI?
A dicembre la macchina regionale non riscontrò alcuna irregolarità, ma per l'amico avvocato scattò comunque il passo indietro. Se nel partito del Governatore il semplice chiacchiericcio basta per far saltare le teste, perché la stessa regola non vale ora per il resto di FdI Marche?

Editoriale di Sandro PANGRAZI
A OSIMO OGGI abbiamo deciso di arrenderci alla fede.
Mettiamo la mano sul fuoco sulla versione del Presidente della Regione Marche, Francesco ACQUAROLI: gli crediamo sulla parola, fino all’ultima virgola.
Non abbiamo alcun motivo di dubitare.
Il Governatore ha ricostruito i fatti con una linearità disarmante: a dicembre 2025 gli arrivano delle "voci".
Da amministratore scrupoloso, attiva subito la macchina amministrativa regionale per fare le dovute verifiche.
E cosa riscontra l'efficientissimo apparato della Regione? Nulla. Zero. Nessuna irregolarità.
Tutto in regola, tutto pulito. Documenti in ordine e coscienza tranquilla.
E qui scatta la forza della sua narrazione, a cui noi vogliamo credere ciecamente: pur in presenza di verifiche che avevano certificato che a carico dell'amico PISTARELLI non c’era nulla, il Presidente decide comunque di chiedergli un passo indietro.
Una mossa da statista della prudenza.
Siamo disposti a convenire, naturalmente, che sul versante penale ed amministrativo il Governatore sia totalmente estraneo ai fatti e innocente come un neonato.
Su questo non ci piove.

Ma il punto, caro Presidente, si sposta tutto sul piano politico.
E qui la toppa parrebbe peggio del buco.
Perché se è vero che non sapeva, la situazione diventa persino più imbarazzante per chi governa la Regione.
Ci viene a raccontare di essere stato turlupinato, tenuto all'oscuro e raggirato da un collega di partito di oltre trent'anni e, per giunta, Capo di Gabinetto da più di cinque anni come PISTARELLI?
Delle due l'una:
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O il Governatore ha una rete di relazioni e di controllo politico così debole da non accorgersi di quello che gli succede nel cortile di casa da un trentennio;
-
O la sua catena di comando e fiducia è totalmente fuori controllo.
In entrambi i casi, l'inconsapevolezza non è un'attenuante: è una certificazione di inadeguatezza.
Noi di OSIMO OGGI continuiamo a crederle, Governatore.
Crediamo che lei non sapesse nulla.
Ma un capo di governo che si fa abbindolare per anni dal suo collaboratore più stretto, e che si sveglia solo a dicembre 2025 grazie a qualche "voce" - trasparenza per trasparenza sarebbe interessante conoscerne la fonte - non dimostra di essere un amministratore accorto.
Dimostra di essere un amministratore politicamente molto vulnerabile.
Accettiamo la sua versione, ACQUAROLI.
Ma stia attento: quando a governare non è la politica ma l'ingenuità, a saltare non sono le poltrone di contorno, ma la credibilità di un'intera Regione.
Dopo di che, se è indiscutibile che un pubblico amministratore non è tenuto per legge ad avvisare la Procura se dispone unicamente di voci, sospetti o segnalazioni generiche e prive di riscontri concreti (l'obbligo penale, articolo 361 cp, scatta solo a fronte di notizie di reato circostanziate) restano da capire le ragioni del passo indietro chiesto e ottenuto da PISTARELLI.
Perchè se è vero che in Fratelli di Italia le voci, i sospetti, ancorchè infondati (come nel caso dell'ex Capo di Gabinetto) bastano e avanzano per far scattare dimissioni da nomine e incarichi... con lo stesso metro cosa dovrebbe dire, oggi, PISTARELLI (e i cittadini) rispetto al chiacchericcio che pervade Fdi Marche da un capo all'altro della regione?
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