
CONDANNATO SENZA PROVE: SE UNA CHAT DIVENTA PIU' VERA DELLA REALTA'
Mancano prove fisiche, video e testimoni: il Tribunale condanna un uomo basandosi solo su una chat e sulla percezione soggettiva della vittima. Ma tra conversazioni di dieci minuti e il mancato ricorso ai medici presenti in reparto, la logica del diritto soccombe davanti al desiderio di assecondare il clima di colpevolizzazione del maschio




















