"L'HO UCCISA!", ORRORE A LORETO: 35ENNE TUNISINO ACCOLTELLA LA PROPRIA EX
La tragedia si è consumata ieri notte in un appartamento di via Bramante, parrebbe sotto gli occhi di nessuno: motivo del contendere l'affidamento del figlio, 8 anni, in quel momento con la nonna. Luigia Fortunato, operaia, 33 anni, originaria di Cerignola (Foggia) ma da tempo residente nella cittadina mariana, ritrovata esanime nel corridoio di casa. L’aggressore intercettato dai Carabinieri del Norm di Osimo a pochi metri dal delitto

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L'irruzione e la lite in via Bramante
Ieri sera, intorno alle 22, una violenta disputa familiare si è consumata all'ultimo piano di una palazzina al civico 194 di via Bramante, a Loreto, nella prima periferia residenziale e commerciale della cittadina.
Un 35enne tunisino si è presentato alla porta dell'ex convivente, Luigia FORTUNATO (33 anni, originaria di Cerignola ma da tempo trasferitasi nelle Marche), con il pretesto di riallacciare la storia e pretendendo di riprendere il figlio di 8 anni.
La discussione è degenerata in pochi istanti a causa di vecchi rancori legati proprio all'affidamento del piccolo.
L'aggressione mortale nel corridoio
Al culmine del litigio, l'uomo ha impugnato un'arma da taglio infierendo ripetutamente sulla giovane madre.
I fendenti hanno lasciato la 33enne esanime e agonizzante sul pavimento del corridoio, senza lasciarle scampo.
Fortunatamente, il bambino non ha assistito alla scena poiché in quel momento si trovava al sicuro, a casa della nonna materna.
Lo choc in strada e la confessione
Dopo il feroce assalto, l'aggressore si è precipitato fuori dall'immobile in evidente stato di alterazione e con i vestiti visibilmente macchiati di sangue.
A far scattare l'allarme al 112 sono stati alcuni passanti e residenti della zona, raggelati dalle parole pronunciate dall'uomo che vagava barcollando: "L'ho uccisa".
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L'arrivo dei soccorsi e il fermo
Il tempestivo intervento delle ambulanze del 118 e delle pattuglie del Norm dei Carabinieri di Osimo si è purtroppo rivelato inutile per salvare la 33enne, di cui i medici hanno soltanto potuto constatare il decesso.
Nel frattempo, i militari dell'Arma osimana hanno intercettato e bloccato il 35enne a pochi metri dalla palazzina.
L'uomo è stato subito trasferito alla vicina caserma dei Carabinieri di Porto Recanati, dove di fronte agli inquirenti ha formalizzato la propria resa, costituendosi e confessando il delitto.
I rilievi della Scientifica e il passato del killer
Mentre una folla di conoscenti in lacrime e la madre della vittima si radunavano sotto lo stabile, gli specialisti del Racis (raggruppamento investigazioni scientifiche dei Carabinieri) hanno avviato i primi rilievi, proseguiti fino a notte inoltrata per raccogliere ogni reperto.
Dai primi accertamenti è emerso che il 35enne era già noto alle forze dell'ordine per problemi di tossicodipendenza e in passato aveva subìto un provvedimento di allontanamento per condotte violente.
Sino alla notte scorsa.
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