PORTO RECANATI, ARRESTATI TRUFFATORI TRASFERTISTI GRAZIE AI VARCHI ELETTRONICI: AD OSIMO LA BUROCRAZIA LI AVREBBE FATTI SCAPPARE!
Finti Carabinieri in azione a Porto Recanati. Bloccati due trasfertisti napoletani, Giovanni Russo ed Emiliano Bortolo: avevano appena ripulito una casalinga di 63 anni. Ad operare i Carabinieri del Norm di Osimo: manette firmate dalla tecnologia messa a disposizione dalla costa maceratese per blindare il territorio. Purtroppo a Osimo lo stesso episodio – come già successo – avrebbe visto i militari restare al buio, privati dal Comune delle password Ocr e quindi della possibilità di intervenire in tempo reale

Il malloppo appena intascato a Porto Recanati, ritrovato in possesso dei due napoletani arrestati: Giovanni RUSSO (36 anni) ed Emiliano BORTOLO (21). La refurtiva, per 4.670€ in contanti e svariati oggetti preziosi è già stata riconsegnata alla 63enne truffata
di Sandro PANGRAZI
Un copione odioso, studiato al millimetro per ripulire, da quel che c'è fino ai risparmi di una vita, con vittima in questo caso una casalinga di appena 63 anni.
Ma stavolta la "trasferta del raggiro" è finita malissimo per l'ennesima coppia di truffatori napoletani, di 22 e 36 anni, intercettati e ammanettati dai Carabinieri del Norm di Osimo mentre tentavano la fuga in autostrada con un bottino di quasi cinquemila euro.
Un'operazione lampo, messa a segno ieri mattina nel cuore della cittadina rivierasca, che ha smantellato l'ennesima "batteria" all'assalto del territorio.
Il perimetro del pericolo si allarga, in scena la "regia napoletana"
Tutto inizia secondo un copione mandato a memoria, super collaudato, operando sul telefono fisso dell'abitazione, in questo caso di Porto Recanati; piuttosto il dato che salta subito all'occhio (e che fa alzare drasticamente il livello di allarme sociale sul territorio) è l'età relativamente giovane della vittima, appena 63 anni.
Non parliamo quindi della classica anziana ultranovantenne e indifesa, ma di una donna ancora nel pieno della propria autonomia cognitiva.
Questo dimostra la spaventosa e micidiale abilità scenica e interpretativa dei truffatori napoletani, degni eredi della bravura di Totò e Mario Merola in quanto a improvvisare e imbastire "sceneggiate" sul momento, descrivendo agli occhi della vittima un dramma familiare così realistico da azzerare le difese psicologiche di chiunque.
Dall'altro capo del filo la voce si presenta infatti come il «Maresciallo dei Carabinieri di Porto Recanati», gettando immediatamente la vittima designata nel panico, insieme alla comunicazione formale della falsa notizia del marito, rimasto coinvolto in una rapina in una gioielleria.
https://www.dottromaldini.com/
Purtroppo, ogni giorno l'Italia centrale e del Nord è letteralmente invasa da "batterie" organizzate dalla Camorra, che sguinzaglia, da Pescara in su, decine e decine di finti Carabinieri alla ricerca di "polli solitari", colpendo ormai a tappeto qualsiasi età e ceto sociale.
Gente assoldata per alzarsi al mattino, già perfettamente istruita sul da farsi, partendo come se dovesse andare in fabbrica o smarcare il cartellino in ufficio; tale e quale alla genesi di un normale turno di lavoro o a raccogliere pomodori nei campi.
Solo che i loro veri "pomodori" da cogliere e spremere sono le persone sole e facilmente aggredibili nell'animo.
Una criminalità predatrice che agisce a colpo sicuro: gente perfettamente consapevole del rischio relativo e lo accetta, certa di farla franca 8 o 9 volte su 10.
L'unica vera avvertenza per loro è evitare le proprie zone d'origine e il Sud in generale.
Sanno bene, infatti, che laggiù il rischio vero, in caso di "incidente di percorso", non sarebbe tanto dato dall'arrivo dei Carabinieri veri, quanto dalle mazzate sicure che la popolazione locale, se allarmata, garantirebbe sul posto ai truffatori.
Di fronte a tanta spietata e lucida bravura scenica, nessuno al Centro-Nord può più considerarsi esente dal rischio di ritrovarsi improvvisamente ripulito di ogni avere custodito in casa.
Un dramma psicologico che segna a vita e il silenzio della vergogna
Mentre la donna è ancora sotto shock al telefono, scatta la seconda fase della trappola. Pochi istanti dopo, infatti, un secondo malvivente si presenta direttamente alla porta di casa della vittima, spacciandosi per un carabiniere in borghese inviato d'urgenza.
Con modi sbrigativi ma apparentemente rassicuranti, riesce a farsi consegnare il denaro contante e i gioielli presenti in casa, spacciandoli come una "cauzione" o un risarcimento necessario per risolvere i guai legali del coniuge.
La 63enne, terrorizzata dalle conseguenze prospettate dal finto militare, ha ceduto al ricatto emotivo, consegnando al napoletano tutto quello che custodiva in casa.
Dietro questi episodi, in genere, per non dire sempre, si nasconde un dramma sommerso che le sole cifre della cronaca non riescono a raccontare.
Nella sola Osimo il pubblico non può neanche immaginare il numero e la qualità delle persone truffate ogni giorno nel silenzio della vergogna; gente di ogni classe sociale che, una volta scoperto l'amaro inganno, fa persino fatica ad accettare l'accaduto. Inevitabilmente scatta una dolorosa forma di "auto-condanna": le vittime si colpevolizzano, considerandosi erroneamente ingenue o stupide per essere cadute nel tranello.
Si tratta invece di vicende tutt'altro che banali, violenze psicologiche a tutti gli effetti, che feriscono nel profondo e segnano a vita l'animo di qualsiasi persona, costringendone molte al silenzio pur di evitare l'aggiunta dell'umiliazione sociale.
L'allarme alla centrale e il "miracolo" dei Carabinieri di Osimo
I truffatori intascano il bottino e scappano a bordo di un'utilitaria, ma a volte non fanno bene i conti con la rete di controllo del territorio.
Intorno alle ore 13, pattuglie già allertate e impegnate sul campo, intercettano il mezzo.
Luogo di appuntamento quasi obbligatorio: il casello autostradale attraverso il quale prendere il volo verso Napoli.
Quell'auto sospetta era però già stata agganciata e segnalata dalle centrali operative come veicolo potenzialmente utilizzato da malviventi in trasferta, gente super specializzata in questo genere di odiosi reati.
Di fronte allo strapotere numerico e logistico di queste "batterie" della camorra – che l'organizzazione malavitosa provvede a rimpiazzare e rispedire al Nord un minuto dopo ogni arresto – i Carabinieri della Compagnia di Osimo, guidati dai loro reparti e in sinergia con le stazioni locali come quella di Loreto, fanno autentici miracoli.
I militari osimani, da tempo, stanno riuscendo ad ammanettare truffatori a buon ritmo e con una media costantemente crescente, opponendo un muro investigativo invalicabile a una pressione criminale che altrimenti rischierebbe di travolgere il territorio.
Il blitz al casello e il paradosso di Osimo: Carabinieri senza password per le OCR
La trappola per i malviventi è scattata, come sempre, nei pressi del casello autostradale dell'A14 "Loreto-Porto Recanati".
I militari intercettano l'auto e la bloccano con un tempestivo blitz prima che possa imboccare l'autostrada e far perdere definitivamente le tracce verso il Sud.
Una mano preziosa la dà la tecnologia dei varchi elettronici con telecamere OCR (lettura ottica delle targhe).
Tuttavia, la sola implementazione delle targhe auto note come sospette nel software del circuito televisivo non può essere sufficiente a garantire un alert decisivo.
I napoletani, non essendo per natura stupidi, conoscono perfettamente il proprio mestiere e difficilmente si avventurano fuori dal loro territorio con mezzi che sanno essere già "bruciati" o a rischio controllo.
La via di uscita più rapida per i truffatori è così costituita dall'utilizzo sempre più frequente di auto prese a noleggio per la specifica circostanza.
Oppure, in caso di trasferte più lunghe – e i casi di truffa agli anziani sono ormai segnalati in tutto il Centro-Nord, con l'unica assenza delle regioni più lontane e geograficamente isolate come il Trentino e la Valle d'Aosta – i criminali scelgono di muoversi direttamente in treno, arrivando sul posto e soggiornandovi per giorni, mimetizzandosi come normali turisti.
Proprio per questo, la collaborazione tra la Polizia Locale (che gestisce i varchi) e i Carabinieri sarebbe, anzi si dimostra vitale e in grado di fare la differenza.
Il caso odierno di Porto Recanati lo conferma in positivo.
Al contrario, purtroppo, di quanto avviene sistematicamente a Osimo.
Va sottolineato con forza, infatti, come proprio a Osimo – pure sede della Compagnia dell'Arma che ha giurisdizione su una decina di Comuni della Val Musone – i Carabinieri incontrano tutti i giorni, nonostante gli inviti all'Amministrazione comunale a porvi rimedio, grosse e inaccettabili difficoltà operative.
...................................................................................................................................
E' ORMAI QUASI DOMENICA, E LA NOTIZIA DELLA SETTIMANA ringrazia un quinto lettore, ancora una volta non osimano, con cui il contributo complessivo del 2026 sale a 162.5€.
Agli altri 3.995 osimani che ogni giorno entrano per informarsi non diciamo nulla se non invitarli ad una piccola "vergogna" non avendo MAI cliccato qui: paypal.me/osimooggiblog Sei invitato ad una piccola riflessione.
N.B. Se ritieni giusto sostenere il giornale della tua città, puoi andare direttamente alle Poste e donare ciò che vuoi ricaricando la carta Poste pay numero 4023 6013 6599 0332 intestata a Sandro PANGRAZI C.F. PNG SDR 58B19 G157O
................................................................................................................................
Il motivo? La mancata sottoscrizione di una convenzione specifica, tra il Comune e i Carabinieri, che consentirebbe ai militari, tramite una banale password, l'accesso diretto e da remoto alle telecamere.
Senza questo strumento, l'Arma non può consultare i dati in tempo reale con lo svilupparsi dei fatti, dovendo dipendere dai tempi e dalle disponibilità della PL!
Un mancato accordo più volte lamentato dalle Forze dell'Ordine e sempre rigettato dall'Amministrazione, ad oggi rimasta clamorosamente sorda alle pressanti e ripetute richieste di sicurezza avanzate da chi rischia la vita sulla strada.
Un cortocircuito burocratico che in passato ha persino garantito la fuga ai napoletani e che solo il fiuto investigativo e i "miracoli" quotidiani dei militari, grazie al sacrificio e all'esperienza, riescono a compensare, come dimostra il recupero odierno dei 4.670 euro e dell'oro sottratti alla casalinga.
I nomi dei trasfertisti e il verdetto del Giudice
Ieri però la fuga dei due complici si è fermata bruscamente davanti alle divise dell'Arma.
Accompagnati in caserma per le procedure di rito, i due trasfertisti campani sono stati identificati ufficialmente: si tratta di Giovanni RUSSO, 36 anni, e Emiliano BORTOLO, 21 anni, entrambi già noti alle forze dell'ordine per reati specifici contro il patrimonio.
Dopo l'arresto in flagranza di reato con l'accusa di truffa aggravata in concorso, per i due si sono aperte le porte della Casa Circondariale di Ancona, a disposizione della Procura della Repubblica.
Nelle prossime ore, presso il Tribunale, si terrà l'udienza di convalida davanti al Giudice per le indagini preliminari.
Il magistrato, valutando la gravità del quadro indiziario e il pericolo di reiterazione del reato tipico delle "trasferte del raggiro", dovrebbe, con la convalida dell'arresto, disporre nei loro confronti la misura cautelare della detenzione in carcere.
Valutando l'opzione, in attesa del processo, del foglio di via dalle province di Macerata e Ancona e/o l'obbligo di dimora nel napoletano.
L'intera refurtiva, recuperata intatta dai militari, nel frattempo è stata già riconsegnata alla 63enne di Porto Recanati, mettendo la parola fine a un incubo che la donna molto difficilmente potrà dimenticare.
https://www.facebook.com/alsolitoposto.osimo



