giovedì, 30 aprile 2026

BORRACCE ALLA VODKA E OMERTA' IN GITA: 15ENNE DEL CORRIDONI-CAMPANA IN COMA ETILICO

Professori beffati da un banale stratagemma. Notte di paura ad Ostuni: studentessa del II anno salvata dai medici, dopo ore di omertà delle compagne, da un cocktail superalcolico a base di Vodka e Jägermeister. Mentre la famiglia correva per 500 km verso la Puglia a riprendersi la figlia, emerge il precedente sottaciuto della settimana bianca in Val d'Aosta, a gennaio. Sotto accusa il sistema dei controlli: più prevenzione sulle borracce "corrette" e meno sanzioni a posteriori

Di Sandro Pangrazi | 30-Apr-2026 4 min di lettura
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BORRACCE ALLA VODKA E OMERTA' IN GITA: 15ENNE DEL CORRIDONI-CAMPANA IN COMA ETILICO

di Sandro PANGRAZI

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Borracce piene di vodka e controlli che non vedono, non sentono, non parlano: ecco lo scoop che scuote l’Istituto Corridoni-Campana, uno dei migliori a livello regionale, tour operator compreso. 

Mentre i pullman di 18 seconde classi rientrano in queste ore in città - da Ostuni (Brindisi), sud della Puglia - emerge il retroscena di una notte di terrore - quella tra martedì e mercoledì scorsi -che la scuola ha cercato di gestire nel silenzio. 
Una 15enne in coma etilico mette a nudo un sistema di vigilanza non all’altezza, incapace di prevenire l'abuso di superalcolici tra i giovanissimi, beffato da semplici stratagemmi domestici.

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Lo stratagemma della borraccia "corretta"
Il dramma si è consumato nel segreto di una camera d’hotel ad Ostuni, dove la gita delle classi seconde ha rischiato di trasformarsi in tragedia. 
Una studentessa di 15 anni è caduta in coma etilico dopo aver ingerito un mix micidiale di Vodka e Jägermeister. 
Per beffare i professori durante i controlli nei corridoi, l'alcol era stato travasato in borracce termiche anonime. 
Questi contenitori, oggi onnipresenti tra gli studenti, si sono rivelati il nascondiglio perfetto: opachi e inodore, hanno permesso alle ragazze di bere sotto il naso dei docenti, trasformando un oggetto ecologico in un pericoloso serbatoio di superalcolici.

Appena postata sulla pagina Facebook dell'istituto Campana-Corridoni una foto ricordo dei ragazzi delle II classi in gita ad Alberobello

2. Il muro dell’omertà fino all’orrore
L’aspetto più agghiacciante della vicenda è il tempo perso prima di chiedere aiuto. 
Le compagne di camera, per timore di subire sanzioni disciplinari, hanno cercato di nascondere l’accaduto per ore, minimizzando il malessere dell’amica. 
Il muro di silenzio è crollato solo quando la situazione è diventata disperata: la 15enne, dopo aver vomitato tutto il possibile, ha iniziato a sbavare, mostrando i chiari segni di un collasso imminente. 
Solo di fronte all'evidenza del rischio di una tragedia alle porte, le amiche hanno rotto l’omertà allertando i soccorsi, quando ormai la ragazza era già semi incosciente.

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3. Una corsa disperata lunga 500 chilometri
Mentre la giovane lottava in un letto di ospedale in Puglia, a Osimo scattava l'incubo per la famiglia. 
Avvisati nella notte dalla dirigenza scolastica, i genitori sono partiti immediatamente per coprire gli oltre 500 km che separano Osimo da Ostuni. 
Una corsa contro il tempo terminata solo dopo otto ore di cure intensive in pronto soccorso, quando la figlia è stata dichiarata fuori pericolo. 
La famiglia ha poi ripreso la ragazza facendo ritorno a casa privatamente, mentre il resto della classe proseguiva il tour, rientrando a Osimo solo in queste ore.

4. Il precedente recente della Settimana Bianca in Val d'Aosta
Il caso di Ostuni non è un episodio isolato, ma fa riemergere un precedente inquietante avvenuto appena pochi mesi fa. 
Tra gennaio e febbraio, durante la settimana bianca in Val d’Aosta, si era verificata un’analoga "serata brava" terminata nell'allegria generale nonostante tassi alcolemici fuori norma per dei minorenni. 
In quell'occasione, la vigilanza era apparsa totalmente assente, con persino alcuni docenti accusati di essere rimasti "irretiti" dal clima goliardico del gruppo. 
Una recidiva che dimostra come il problema della sicurezza nei viaggi d’istruzione del Corridoni-Campana sia ormai sistemico.

5. Vigilanza assente e sanzioni inutili
L’unica reazione della scuola al rientro è stata una macchia sul giudizio scolastico della studentessa colpita dal malore. 
Ma la punizione a posteriori appare come un tentativo di coprire le mancanze di una vigilanza che non sa prevenire. 

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Il nodo centrale è la qualità del controllo: i professori accompagnatori, invece di limitarsi a sanzionare, dovrebbero vigilare con occhio critico, ispezionando ad esempio il contenuto di quelle borracce che oggi rappresentano la vera zona franca dello sballo giovanile in gita.

 

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