L'ULTIMO DRIBBLING DI GEGE' DI GIACOMO, L'UNICO CHE RIUSCI' A CACCIARE PANGRAZI
Si è spento a 90 anni il tecnico che ha scritto la storia del calcio GialloRosso. Ripercorriamo l'era del tandem Di Giacomo-Principi: dai miracoli dell'Helvia Recina alla disfatta di Francavilla. Una personalità ingombrante che ad Osimo cambiò perfino i destini del giornalismo locale

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di Sandro PANGRAZI
Si è spento a 90 anni, nella sua Porto Recanati, Beniamino “Gegè” DI GIACOMO.
Per il calcio nazionale resterà per sempre uno dei volti-simbolo della Grande Inter di Helenio HERRERA, capace di sollevare al cielo lo Scudetto e la Coppa dei Campioni.
Ma per Osimo, la sua scomparsa segna la fine di un’era irripetibile.
DI GIACOMO non è stato solo un tecnico di passaggio; è stato un totem che, in tandem con l'indimenticato "Presidentissimo" Silvano PRINCIPI, ha trasformato l’Osimana in una realtà capace di emozionare, vincere e segnare profondamente il costume cittadino.
Il binomio indissolubile: Gegè e il "Presidentissimo" Principi
Non si può raccontare la storia dell'Osimana di quegli anni senza celebrare il legame viscerale tra Gegè e Silvano PRINCIPI.
Il "Presidentissimo" di Passatempo era l'anima e il cuore pulsante del club, l'uomo che con lungimiranza e passione visionaria scelse di affidare la panchina a un uomo di caratura internazionale.
La loro unione fu il motore dell'intero ambiente: PRINCIPI garantiva la visione e la vicinanza, Gegè portava in campo l'autorevolezza e la competenza del grande ex calciatore di Serie A.
Insieme avevano costruito un'Osimana che era, prima di tutto, una famiglia coesa.
Dall'eccellenza della Serie A al “fango” della provincia
Portare la classe di un uomo che aveva calcato i palcoscenici più prestigiosi d'Europa in una piazza come Osimo sembrava un azzardo, eppure fu un colpo di genio della presidenza PRINCIPI.
Gegè portò con sé un bagaglio di esperienza che trasformò i GialloRossi.
La sua caratura tecnica e la sua mentalità da professionista elevarono il livello dell'intera squadra, rendendo l'Osimana una realtà temuta e rispettata su ogni campo marchigiano.
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Il miracolo dell'Helvia Recina (29 maggio 1978)
Il primo atto della leggenda osimana si compie nel 1978.
Lo spareggio contro l’Anconitana è una battaglia, non solo sportiva, senza esclusione di colpi.
La gara non bastò a decretare il vincitore e, come voleva il romanticismo (e la crudeltà) di quell'epoca, il verdetto fu affidato alla sorte.
La celebre monetina da 100 lire premiò l’Osimana o almeno così fu deciso che dovesse andare: per la città fu l'apoteosi, la promozione in Serie C2.
Quel giorno, nell'abbraccio tra DI GIACOMO e il Presidentissimo al triplice fischio, si sintetizzò il trionfo di una programmazione coraggiosa.
La doccia fredda di Francavilla (9 giugno 1979)
Se il 1978 fu l’anno della gloria, il 1979 portò con sé il peso del calcio nella sua versione più amara.
L'ultima giornata di campionato, in quel di Francavilla a Mare (Chieti) contro una squadra che non aveva nulla da chiedere... ma in realtà motivata dalla solita Ancona del solito Presidente MAIANI (recentemente scomparso) si trasformò in un incubo sportivo: un netto 4-1 che interruppe bruscamente il sogno Giallo-Rosso di approdare nientemeno che in C/1, nell'anticamera del calcio professionistico nazionale, in un epoca in cui il Calcio era ancora una cosa terribilmente seria.
Anche in quel momento di grande dolore sportivo (e non solo), DI GIACOMO e PRINCIPI rimasero i solidi pilastri su cui poggiava l'umore dell'intera città, gestendo la cocente delusione con la dignità dei grandi, pronti a ripartire nonostante l'amarezza del risultato.
E poi altri anni, altre epoche, altri campionati minori ma sempre la stessa dedizione e competenza.
Non c'è dubbio come per Osimo Gegè non fu un allenatore ma l'allenatore.
Quando il Mister “spostò” il giornalismo osimano
DI GIACOMO, da buon stratega di ogni particolare, non si limitava ad allenare; lui governava l’intero ambiente, protetto dalla fiducia inossidabile del Presidentissimo e dei tifosi, all'epoca numerosi davvero.
Lo sanno bene i cronisti di allora ed io in particolare.
Alla fine degli anni '80, a causa di una visione divergente sulla cronaca locale, Gegè non esitò a chiedere la mia "testa": chiese ed ottenne che quel giovane giornalista del Corriere Adriatico, presso lo storico caposervizio Sergio ROSCANI, cambiasse aria e si occupasse di altro.
Fu, col senno di poi, un "allontanamento" provvidenziale che a caldo mi bruciò non poco ma che cambiò radicalmente, in segno positivo, il destino professionale di Sandro PANGRAZI; prima spingendomi verso il successo nella cronaca nera e politica con Corriere Adriatico e quindi alla fondazione del miracolo editoriale OSIMO OGGI che ancora ci sopravvive.
Un gesto d’imperio che oggi ricordiamo con un sorriso, come l'ennesima prova del potere magnetico e della personalità incontenibile di Gegè.
Nella sua dipartita, a 90 anni, un ringraziamento sincero a Gegè DI GIACOMO che insieme a Silvano PRINCIPI e un gruppo di preziosi collaboratori hanno reso Osimo una piazza calcistica indimenticabile.
Ciao Mister!
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