lunedì, 13 luglio 2026

SCACCO MATTO AI VELOX E AL LASER DI OSIMO, MAI OMOLOGATI E VECCHI DI 15 ANNI: TUTTI I VERBALI NULLI

L'Amministrazione Glorio vede vacillare il proprio "bancomat" stradale: entrate per 255.000 euro, iscritte nel bilancio di previsione 2026-2028, se perseguite ugualmente, destinate a trasformarsi in crediti totalmente inesigibili, carta straccia di fronte alla pioggia di ricorsi in arrivo. Una voragine finanziaria che minaccia direttamente il rimbocco delle previste nuove assunzioni in Polizia Locale

Di Sandro Pangrazi | 13-lug-2026 7 min di lettura
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SCACCO MATTO AI VELOX E AL LASER DI OSIMO, MAI OMOLOGATI E VECCHI DI 15 ANNI: TUTTI I VERBALI NULLI

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Inchiesta di Sandro PANGRAZI

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Trema il comando di Polizia Locale: la "macchina delle multe" del Comune di Osimo, ovvero un vero bancomat, fissato a bilancio per 255.000 euro nel triennio 2026-2028, si regge su materiale "preistorico" vecchio di 15 anni e rischia di far saltare i conti dell'Ente.

L'inchiesta esclusiva di OSIMO OGGI, condotta incrociando i dati del censimento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con le nuove norme, certifica che tutti gli autovelox di Osimo operano con autorizzazioni "fuorilegge", addirittura preistoriche essendo vecchie di 12 e 15 anni, seppur rinnovate. 
Purtroppo l'Amministrazione GLORIO sta continuando a fare cassa affidandosi ad atti amministrativi risalenti a oltre un decennio fa che non equivalgono a una regolare omologazione. 
Nemmeno il tanto discusso "regime transitorio" inserito dal Ministro SALVINI nel nuovo Decreto ministeriale in vigore da ieri, 12 luglio, pure nella discussa parte transitoria nota come "Allegato B", può sanare la fragilità giuridica dei verbali pregressi già emessi e futuri. 
Chiunque riceva un verbale da questi apparecchi obsoleti ha in mano un atto fortemente contestabile. Anzi inattaccabile a forza di legge.
Ecco la mappa della situazione cittadina in 5 passaggi chiarissimi.

Una delle due postazioni fisse di Casenuove, da oggi puro bancomat da archeologia

La mappa dei tre velox "archeologici" sul territorio
L'estratto del registro del Ministero certifica l'età anagrafica amministrativa dei tre dispositivi del Comando osimano che continuano a operare sul territorio.
Telelaser mobile TruCam (matricola TC001298): l'apparecchio usato dalle pattuglie nei posti di blocco (ad esempio in via del Covo e via Marco Pantani) è vincolato ad un decreto ministeriale risalente al lontano 13 giugno 2011. Insomma ha ben 15 anni di vita amministrativa.
Autovelox fisso 106 (matricola 955412) su Via Jesi: posizionato h24 nella frazione di Casenuove all'ingresso del centro abitato. 
Funziona grazie a un decreto del 6 agosto 2014: in questo caso ha 12 anni sulle spalle e può contare su una semplice approvazione dirigenziale.
Autovelox fisso 106 (matricola 958926) sempre su Via Jesi: postazione speculare alla precedente situata sempre a Casenuove, stavolta in direzione uscita. 
Stesso modello e stessa identica carta d'identità burocratica del 2014. Stessa nullità dei verbali emessi.

Perfettamente da rottamare pure il telelaser mobile TruCam matricola TC001298 al lavoro dal 13 giugno 2011...

Verbali fino all'11 luglio: la fregatura per la maggioranza che ha già pagato
I verbali emessi fino a sabato 11 luglio rimangono contestabili entro il termine tassativo di 60 giorni dalla notifica (davanti al Prefetto) o 30 giorni davanti al Giudice di Pace. 
C'è però una pesante beffa per la stragrande maggioranza degli automobilisti, statisticamente almeno 8 su 10: chi si è spaventato e ha già pagato la sanzione – usufruendo magari dello sconto del 30% nei primi 5 giorni – è ha ricevuto formalmente la patente di "fesso". 
Per legge, il pagamento in misura ridotta estingue l'infrazione, blocca ogni successiva azione legale ma impedisce anche di chiedere il rimborso di somme versate sulla base di una richiesta fatta da un autovelox privo di omologazione.

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Cosa succede dal 12 luglio con il Decreto SALVINI
Dalla giornata di ieri, 12 luglio, è entrato in vigore il nuovo Decreto ministeriale che sine die introduce, tra le pieghe, anche il famigerato "allegato B". 
Si tratta di una lista di prototipi storici che ottengono un "regime transitorio" (che in Italia equivale al concetto "per sempre") per permettere ai Comuni di continuare a usare i vecchi velox solo approvati ma non omologati, in attesa che vengano definite le nuove procedure di omologazione. 
Di fatto una scappatoia politica per evitare lo spegnimento di massa dei dispositivi in tutta Italia (circa 1.200 apparecchi) e salvare momentaneamente le Amministrazioni locali dal blocco totale dei controlli.

Perché il paracadute dell'allegato B è un inganno e non si applica a Osimo
Tuttavia, la furbizia burocratica dell'Allegato B non sana il difetto originario evidenziato dalla magistratura. 
La Corte di Cassazione (ordinanza numero 10505/2024) ha già stabilito che la semplice "approvazione" in possesso dei velox di Osimo (decreti del 2011 e 2014) non equivale all'omologazione richiesta dall'articolo 142 del Codice della Strada. 
Anche se il decreto ministeriale di SALVINI tenta di tenere entrambi i piedi in un'unica staffa, ovvero concedere un salvagente temporaneo ai vecchi dispositivi, è palese che una norma ministeriale non possa scavalcare una legge dello Stato e - men che meno - l'orientamento della Suprema Corte. 
I verbali emessi da questi strumenti "preistorici" restano quindi fragili e impugnabili davanti al Giudice di Pace, con vittoria di spese a carico dell'Amministrazione GLORIO.

Effetto a cascata sul Bilancio comunale 2026-2028 e fondi a rischio
Se i cittadini decideranno saggiamente di fare ricorso in massa, si produrrà a cascata un disastroso effetto sui conti dell'Ente comunale ma inversamente assai benefico per le tasche degli osimani. 
L'Amministrazione GLORIO ha già iscritto a bilancio preventivo un flusso costante di entrate annuali pari a 85.000 euro (255.000€ nel triennio fino al 2028) derivanti proprio dai velox. 
Questa cifra, ufficialmente monumentale che ha fatto di Osimo il Comune più tartassante delle Marche tra quelli non capoluoghi di provincia) serviva a compensare il pesante deficit TARI di 1.147.285 euro causato dalle utenze morose. 
Senza più questi ingressi sicuri, il castello di carte contabile rischia ora di traballare: tremano ad esempio gli stanziamenti da 581.000 euro per il piano straordinario degli asfalti e rischia pure il blocco delle nuove assunzioni di due agenti, da far arrivare in sostituzione dei prossimi vigili pensionandi.

La bella notizia: ecco perché il Comune non compra nuovi velox omologati: il paradosso dei laboratori fantasma
Davanti a questo caos, sorge spontanea una domanda: perché il Comune di Osimo (e i Comuni di tutta Italia) non rottama i vecchi apparecchi e ne acquista di nuovi già omologati? 
La risposta svela il vero paradosso nazionale, tipico del Bel paese: oggi in Italia non è possibile acquistare tecnologia omologata… semplicemente perché non esiste sul mercato! Il Codice della Strada prevede che l'omologazione avvenga tramite test stringenti in laboratori accreditati (vedi articolo 192, comma 2) ma il Ministero non ha mai accreditato queste strutture, né emanato i decreti attuativi necessari. 
Di conseguenza, anche se la Giunta osimana decidesse di spendere soldi pubblici per comprare un velox nuovo di zecca, acquisterebbe comunque un apparecchio provvisto della sola "approvazione", rischiando persino una contestazione di danno erariale, avanti la Corte dei Conti, per aver sostituito un dispositivo illegittimo con un altro altrettanto contestabile. 
I Comuni preferiscono quindi "marciarci sopra" con l'Allegato B, scommettendo sul fatto che l'85% dei cittadini-fessi continuerà a farsi mungere per paura e pagare le multe senza fare ricorso.
Fatevi furbi!

https://www.dottromaldini.com/

 

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