PALLONE IN SALVO: OSIMANA (E CAMPANELLI) TENUTI IN VITA ARTIFICIALE
Fumata bianca parziale al tavolo comunale: l'operazione di salute pubblica strapperebbe l'iscrizione in extremis al campionato, senza però risolvere alcuna questione societaria, limitandosi ad offrire una scialuppa di salvataggio temporanea. I "volenterosi" si impegnano per un mini tesoretto di 60.000/80.000 euro, affidati ad un Garante, a fronte del taglio dello stipendio al Presidente-lavoratore Campanelli, costretto a restare al proprio posto. Si profila una stagione lacrime e sangue e un 30 giugno 2027 ugualmente drammatico

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di Sandro PANGRAZI
L'Osimana è salva… o almeno questo è quanto ci sarà sbandierato domani sera dai pur generosi registi, messi in campo nell'ultima ora da una Amministrazione comunale divisa sul da farsi.
Di converso anche il discusso Antonio CAMPANELLI (per il momento) può tirare un sospiro di sollievo, restando obbligatoriamente alla tolda di "comando", sempre più da uomo solo, ma con l'aiutino di una scialuppa pubblica-privata con cui affrontare il tempestoso mare 2026-27.
La tanto sbandierata fumata bianca, attesa a Palazzo Comunale per le 18 di lunedì, sembra rivelarsi nei duri fatti una realtà di compromesso assai sbiadito, in grado di coprire a malapena le macerie più urgenti di una gestione societaria a dir poco fallimentare.
Insomma non c’è nulla da festeggiare; l'Osimana resta viva, non morirà mercoledì 22 luglio ma c'è davvero troppo poco per esser ottimisti.
L'operazione di salute pubblica varata in extremis dalla GLORIO e osteggiata al suo interno perfino dall'Assessore allo Sport Paola ANDREONI (ultimamente più attratta dai problemi gestionali del ritrovato basket rispetto al prato verde) non parrebbe una rinascita ma un mero accanimento terapeutico.
Un umiliante funerale sportivo, in avvio del 105° anno di fondazione, non ci sarà.
Fine però delle notizie positive.
Dietro i sorrisi di facciata della politica locale (che già vi anticipiamo) si nasconde lo spettro di un baratro finanziario che nessuno ha saputo o voluto davvero colmare, lasciando sul tavolo solo l'obbligo di tirare a campare con le briciole.
IL BICCHIERE MEZZO VUOTO DEL SALVATAGGIO ISTITUZIONALE
L'operazione di salute pubblica varata in extremis dal Sindaco GLORIO ha strappato, alla fine, il topolino di un unico e misero successo: garantire all'Osimana la firma per l’iscrizione al campionato entro le ore 19 del prossimo 22 luglio.
Evitata la morte sportiva immediata, il malato Giallorosso resta in rianimazione.
Il pur benemerito "tavolo dei volenterosi" – orchestrato dietro le quinte dalla sapiente regia dell'avvocato Antonio OSIMANI e fatto muovere sul campo dalle perlustrazioni dell'«esploratore» Adriano POLENTA – ha purtroppo incassato solo porte in faccia.
Nessun progetto strutturale, nessun cavaliere bianco all'orizzonte.
Solo una sfilza di no significativi che anticipano e certificano la fine di un'era: quella del calcio artigianale, animato da passione e amore dei colori sociali, di una volta.
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DI NUOVO DOMENICA: nella speranza di aver vissuto solo sei mesi e mezzo da incubo! Il saldo annuale 2026 è oggi salito a 181.07€, ovvero .87 centesimi al giorno!
Ai 3.994 osimani che ogni giorno entrano per informarsi e che non hanno riconosciuto l'esigenza di tenere in piedi questa struttura informativa... non diciamo nulla; se non invitarli ad una piccolo atto di "vergogna" per non aver MAI cliccato qui: paypal.me/osimooggiblog Sei invitato ad una piccola riflessione.
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IL GRAN RIFIUTO DELL'OSIMO 2011: OGNUN PER SÉ
Il primo e più doloroso gran rifiuto porta la firma dell'F.C. Osimo 2011, la società cugina fresca di promozione in Promozione, pilotata dai numeri dell'ex commercialista GialloRosso Piero MARCHESINI.
Davanti alla disperata richiesta di aiuto dei fratelli maiores, la risposta è stata un glaciale e democristiano "grazie, ognuno per sé e Dio per tutti".
Nessuna concessione alla ragion di Stato osimana: l'Osimo 2011 ha abbandonato, di fatto, il tavolo istituzionale e scelto di assistere con totale indifferenza al declino del club principale, preferendo coltivare il proprio orticello.
L'UNICA OPZIONE: QUEL CHE PASSA IL CONVENTO
In tutto questo drammatico scenario, le opzioni reali sul tavolo erano soltanto due.
La prima: accettare la stessa proposta di maggio, spietata ma lucida, dello stesso MARCHESINI, ovvero lasciar morire l'Osimana sotto il peso dei suoi debiti per poi rilevarne l'identità cittadina, a costo zero, tra un anno, trasformando nel 2027 l'Osimo 2011 in una neonata "OSIMANA 2011" ripulita da ogni pendenza.
La seconda opzione, quella alla fine preferita per salvare la faccia ed evitare il "linciaggio" politico della piazza: fare con quel che passa il convento, tirando a campare.
Senza alternative possibili, è stata quindi accesa quest'ultima via, oggettivamente l'unica percorribile dato lo status quo.
VIA LO STIPENDIO A CAMPANELLI PER UNA STAGIONE LACRIME E SANGUE
Si è pertanto deciso di utilizzare il mini tesoretto raggranellato dai "volenterosi" e affidarlo direttamente al tavolo tecnico per la gestione delle urgenze burocratiche più imminenti.
I "volenterosi", però, per l'elargizione del proprio contributo economico hanno giustamente posto un'unica, tassativa e pesantissima condizione per non vanificare sul nascere la loro generosità: l'eliminazione immediata della voce "stipendio" per il Presidente-lavoratore CAMPANELLI.
Niente più finti rimborsi o compensi per la gestione ordinaria.
Ottenuto questo paletto, si è proceduto a invitare il patron a iscrivere la società al campionato di Eccellenza.
Si prospetta, ragionevolmente, una stagione lacrime e sangue, da affrontare con quel pochissimo che è rimasto: ragazzi del settore giovanile e qualche calciatore di buona volontà.
Il tutto ben conoscendo due verità macroscopiche: A) la retrocessione sul campo potrebbe essere già scritta a lettere di fuoco; B= il rischio reale è ritrovarsi il prossimo 30 giugno esattamente nelle stesse condizioni odierne.
NIENTE DAI RE DELLA CITTÀ, SPICCIOLI DAI VOLENTEROSI
A qualificare in via definitiva la pochezza dell'operazione è l'ammontare dello sforzo dell'imprenditoria cittadina: le promesse di minima si sono fermate perfino molto prima dei 120.000 euro ipotizzati.
La realtà parla di un range tra i 60.000 e gli 80.000 euro in totale di contributo a fondo perduto.
Il deserto della Osimo "bene" è desolante: a partire dalla Mait di Maria Grazia TONTI in giù (compreso l'inutile "non contributo" della neonata Foundation a nome di Enrica CAMILLETI) nessuno ha voluto sborsare un solo euro per subentrare a una gestione societaria che parrebbe aver accumulato un deficit onnicomprensivo troppo vicino ai 600.000 euro di debiti.
A questo dato si aggiunge, inevitabile, un dato sociologico: il calcio osimano (e non solo) ha perso da tempo il suo collante sociale, diluito nella proliferazione selvaggia di squadre in quasi tutte le frazioni e da un mondo troppo diverso anche solo a 20/30 anni fa.
Domani ci sarà l'iscrizione, sì, ma il futuro resta un'incognita tutta da scrivere.
O forse già scritto.

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