L’ANTI LATINISMO SI FA IN 4, PIRANIANI SPACCATI PER COLPIRE UNITI GINNETTI, ANTONELLI, PIRANI, SABBATINI E PALAZZINI OGNUN PER SE

Ignorando il meccanismo della legge elettorale per la Regione, Progetto 2030 in realtà sta confezionando al nemico storico un grosso regalo che, in concreto, alla fine dei giochi, potrebbe comportare, in riparazione al seggio da Consigliere eventualmente scalzato al Presidente dell’Assemblea, la nomina politica ad Assessore Udc in quota Liste civiche!
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“Marciare divisi, colpire uniti”, giusto come recita la massima del Feldmaresciallo Helmuth VON MOLTKE, per 30 anni Capo di stato maggiore dell’esercito prussiano, nonché stratega militare dai tratti paragonabili a NAPOLEONE.
Due secoli dopo, in vista delle Regionali di fine settembre, la massima sembrerebbe essere stata ripresa e applicata alla lettera dai PIRANI-boys che allo scopo si candidano (o sostengono alleati) praticamente spaccandosi in almeno cinque linee, presentandosi agli osimani ognun per conto proprio.

ANTONELLI con ANTONELLI, GINNETTI con GINNETTI (ma sul fronte opposto con RICCI) ma anche SABBATINI pro BUGARO, PALAZZINI a favore della ROSCIANI ed infine lo stesso PIRANI… al canto del cigno ma volenteroso di ricambiare il favore e quindi a sostegno di Graziano STACCHIOTTI.
STACCHIOTTI chi? Il Consigliere provinciale che agevolò l’autentificazione delle firme, pro liste “Progetto 2030”, per intenderci, alle Comunali del 25 maggio.
Vicenda BUGARO a parte, scopriamo con interesse che Osimo avrebbe la potenzialità di eleggere, oltre ai papabili LATINI e PUGNALONI, addirittura uno, due, tre o perfino quattro alternative… tutte appartenenti al variegato mondo ideato e sostenuto dall’ex Sindaco in fuga da Osimo!

Roba da stropicciarsi gli occhi, non fosse per il fatto che le regole del gioco – che si dovrebbero conoscere alla perfezione prima di iniziare la partita – dettano condizioni neanche avvicinabili dai quattro pretendenti al trono!
Detto che Sirena ROSCIANI, alla fine e tra tutti, si presenta come l’unica ad attribuire almeno un significato logico alla propria presenza in lista (significativamente giunta al perdere la verginità politica al suonar dei 67 anni, quale indipendente in Fratelli di Italia) in quanto “lepre rosa” del favorito anconetano Giacomo BUGARO… degli altri quattro ci sarebbe molto o anche poco da dire, se non liquidare il tutto con la solita architettura “anti LATINI” vagheggiata da almeno 15 anni ma non ancora colta da alcuno.

Anche perché, legge elettorale alla mano e situazione politica in mente, mai come in questa particolarissima occasione storica… LATINI avrà particolari necessità di accumulare voti per portare a casa una terza elezione dopo il 2010 e 2020.
All’Udc, accoppiato con sagacia tutta democristiana al disegno delle Liste civiche comparso a fianco dello Scudo crociato, basteranno infatti gli stessi voti del 2020 – ovvero 14.000 in tutta la regione, forse anche 13.000 o addirittura 12.000 – per strappare il seggio.
Seggio destinato in partenza, sempre in forza alla legge elettorale che si dovrebbe conoscere a menadito (anche se non sembrerebbe), alla circoscrizione in grado di produrre, a ciascuna lista spacchettata provincia per provincia, il voto medio più alto.
E che sarà Ancona a far scattare il seggio all’Udc non ci dovrebbero essere particolari dubbi…

Ma quand’anche avvenisse l’auspicato terremoto sognato da PIRANI, ovvero un LATINI indebolito al punto da vedersi sorpassato dal migliore voto-medio dell’Udc di Pesaro o dall’Udc di Macerata… meglio sarebbe per la carriera di LATINI che, in forza della politica, perderebbe il seggio in Assemblea regionale per acquistarlo direttamente in Giunta quale Assessore del riconfermato ACQUAROLI.
ACQUAROLI per il quale tutti gli scappati di Progetto 2030, tranne caso a parte GINNETTI, fanno il tifo, spendendosi per il voto. Esattamente come LATINI.
Dopo di che sarà interessante pesare quale contributo personale e reale, in termini di consenso e voti da contare, ciascun protagonista riuscirà a portare alla causa.
Serenella ROSCIANI (BUGARO) è ad oggi stimata attorno ai 600/700 voti di preferenza ma in realtà, tra tutti, parrebbe la meno verificabile essendo un volto nuovo, a tutti gli effetti, per la politica. Probabilmente la mancata candidata a Sindaco di Base popolare otterrà, nel segreto delle urne, un voto decisamente migliore rispetto alle previsioni pur buone ma potrebbe anche rimediare un giudizio diametralmente opposto, fino al molto negativo, al momento non sondabile.
Sempre in casa BUGARO, buono l’apporto di voti che potrebbe giungere da Passatempo (territorio storicamente non favorevole alla Destra) attraverso la campagna elettorale di Matteo SABBATINI, delfino di PIRANI, nonchè benedetto anzitempo – per quel che vale oggi – da BUGARO quale candidato-Sindaco di Osimo nel 2030 che un giorno verrà.

Quanti voti a BUGARO, targati SABBATINI dopo quelli della ROSCIANI? 100/150 forse anche 180.
E veniamo al caso ANTONELLI, uno dei meno decifrabili anche agli addetti ai lavori. Dopo aver bussato alla porta di tutti i conventi possibili (persino valutando di candidarsi in vece di GINNETTI con il fronte RICCI), Ciuffo moscio ha infine trovato casa in Noi moderati andando a coprire uno dei troppi buchi di lista propri di questi cespugli, non disponibili a lasciare perdere le elezioni neppure in caso di manifesta inferiorità.
Battaglia persa in partenza, prima ancora del fischio arbitrale: per ANTONELLI sarà un successone vero contare alla fine dei giochi 200/250 preferenze.

Idem con patate per lo sconosciuto Consigliere provinciale Graziano STACCHIOTTI da Agugliano e dintorni. In gara con la lista del Presidente, STACCHIOTTI riuscirà a portare ad ACQUAROLI (tramite l’appoggio del reprobo ma dimentico Francesco PIRANI!) 200/300 consensi osimani. Riga.
Discorso a parte per Achille GINNETTI il quale correndo da solo, ovvero senza concorrenti interni a Sinistra, dovrebbe conservare parte del consenso personale residuo ancora ad appannaggio del socio Lions in città. Tradotto in voti? 400/500 ad Osimo e un terzo in provincia per una stima di 600/700 complessivi ed inutili a raggiungere alcunchè.
Al pari di tutti (o quasi) i protagonisti di questa storia, targata Progetto 2030, odissea nelle urne.
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