IL CENTRO-DESTRA NON RAZZOLA COME PREDICA: SALTATO IL NUMERO LEGALE, NIENTE CINEMA AL TEATRINO CAMPANA
Disertano i lavori il leghista Alessandrini Passarini (rappresentante della Regione) e la professoressa Graciotti (consigliera tecnica dell'Ufficio Scolastico Regionale). Bloccata la delibera per la terza stagione cinematografica invernale

di Sandro PANGRAZI
Non c’è pace per l’Istituto Campana per l’Istruzione Permanente.
L'ultimo incidente di percorso è di poche ore, quando nella mattinata, la prevista riunione del Consiglio di Amministrazione è andata deserta a causa della mancanza del numero legale, segnando di fatto un altro capitolo nerissimo nella gestione dell’antico Ente osimano.
Una seduta che peraltro, causa le note vicende, si preannunciava già di suo come incandescente e fortemente compromessa.
Il CdA, infatti, si è presentato all'appuntamento odierno con la struttura già pesantemente "azzoppata" a seguito della recente e clamorosa sentenza del Tar, che il 14 ottobre ha annullato la nomina del Consigliere Liana CHIAPPA.
Un colpo di spugna giudiziario che ha lasciato l'organismo direttivo di soli quattro effettivi e quindi in un equilibrio a dir poco precario.
Saltata la convenzione per il terzo anno del cinema al Teatrino
A fare le spese di questo blocco istituzionale è una delle "novità" degli ultimi tempi più attese dalla cittadinanza: il rinnovo della convenzione per portare il grande cinema al Teatrino del Campana (attività benemerita e quanto mai necessaria, vista l'indisponibilità del Concerto) arrivata ormai alla sua terza edizione consecutiva.
Tra i punti chiave all'ordine del giorno risultato, di fatto, boicottato, proprio l'approvazione della delibera necessaria per confermare la ripartenza delle proiezioni e - con l'arrivo dell'inverno - della stagione a grande schermo in centro storico.
Tutto congelato, tutto rimandato a data da destinarsi; proprio mentre l'avvio della terza stagione cinematografica era ormai praticamente al via.
Le assenze decisive: il leghista e il "tecnico"
Il motivo dello stallo odierno? Banchi vuoti e assenze pesanti.
Non si sono infatti presentati ai lavori né il rappresentante della Regione Marche, il leghista Alberto Maria ALESSANDRINI PASSARINI, né la consigliera Gabriella GRACIOTTI, selezionata allo scopo tramite il discusso doppio bando, confezionato su misura dall'Ufficio Scolastico Regionale (Usr Marche) in danno di Argentina SEVERINI.
Piuttosto come non rilevare come il Centro-Destra, da sempre in prima linea nel denunciare, ad esempio, le assenze strategiche di LATINI in Consiglio comunale (2024) stia attuando la stessa identica tattica più volte condannata... per la serie "a discore non è fadiga".
Importante però sarà ricordarsi degli avvenimenti, specie quando, questo inverno, non vedrà riuniti gli appassionati del grande schermo.
Due defezioni decisive che hanno fatto saltare la seduta sul nascere, rendendo impossibile il raggiungimento del quorum minimo per rendere valido qualsiasi provvidemento.
Una dinamica che fa discutere, specialmente se si osserva il profilo dei consiglieri.
Se da un lato ALESSANDRINI risponde a un chiaro mandato politico d'area Centro-Destra, dall'altro il "cartellino" stampato sul nominativo della GRACIOTTI rappresenta – o almeno dovrebbe rappresentare – l'unico tassello tecnico e super partes del CdA, prestato al Campana in forza delle competenze scolastiche e didattiche.
Eppure, nei fatti, proprio l'asse combinato e formato dall'esponente leghista e dal profilo tecnico dell'Usr, ha finito per determinare l'ennesima fumata nera.
Il paradosso del Centro-Destra osimano, abile a predicar bene... meno a razzolare
Ci si trova così davanti al più classico dei paradossi della politica cittadina.
Un Centro-Destra pronto ad alzare i toni, a strapparsi le vesti e ad accusare a mezzo stampa la maggioranza targata Michela GLORIO di intralciare e non consentire il regolare svolgimento delle attività del Campana... salvo poi rivelarsi il primo ad applicare la tattica del boicottaggio, lasciando il CdA privo del numero legale, incurante di bloccando e lasciare a terra persino la stagione del cinema che certo non ha colore politico.
Il verbale della giornata si chiude così con un desolante "nulla di fatto".
Tra ricorsi al Tar, sedute andate deserte e sgambetti incrociati, la sensazione è che il Campana continui a rimanere ostaggio, sine die, della contesa politica, mentre la cultura e gli osimani ne pagano spese anche salate.



