PISTARELLI & BORDONI: CAPI DI GABINETTO, CAPI D’IMPUTAZIONE E CAPI FAZIONE
Tra il video "a caldo" di Acquaroli e il silenzio di Latini: due gestioni opposte per due fallimenti fiduciari paralizzanti e imbarazzanti, vedi la Bordoni 'civica' ad Osimo e ben salda nello staff Udc ad Ancona, chi ne esce davvero peggio?

di Sandro PANGRAZI
C’è modo e modo per gestire le macerie della propria classe dirigente.
E se l’arte della politica risiede anche nella capacità di incassare i colpi quando la fedeltà dei fedelissimi si squaglia, il confronto tra il potentino Francesco ACQUAROLI e l’osimano Dino LATINI offre uno spaccato perfetto su come due modi opposti di reazione finiscano per raccontare la stessa medesima debolezza.
https://www.facebook.com/reel/1641847180713417 (Video imbarazzato del Governatore ACQUAROLI)
Da una parte c'è il confermato Governatore ACQUAROLI, travolto nell'immagine dall'inchiesta giudiziaria che ieri mattina ha portato all'arresto del suo ex potente Capo di Gabinetto Fabio PISTARELLI, ex cacciato a dicembre senza tanti giri di parole.
Dall'altra c’è l'ex Presidente del Consiglio Regionale Dino LATINI, tradito non dal codice penale, ma dal codice d'onore della sua creatura civica per mano di Monica BORDONI, ex senza riconoscenza da agosto.
Storie diverse, esiti devastanti. Ma se proviamo a tirare le somme di questo quinquennio, stilare una classifica su chi ne esca peggio diventa un'impresa ardua.
ACQUAROLI E IL "VIDEO PROGRAMMATO": IL TEATRINO SUL TRADIMENTO DELL'EX
In casa Regione Marche, il manuale della gestione della (attesa) crisi, secondo Francesco ACQUAROLI, si è concretizzato in un videomessaggio a caldo sui social.
Nessun interlocutore, nessuna domanda dalla stampa, nessuna conferenza aperta.
Solo uno schermo freddo, uno sguardo tirato e un discorso ritagliato al millimetro, mandato a memoria, che puzza di strategia comunicativa studiata da tempo.
Nel video, ACQUAROLI parla con il tono dell’innocente ferito, invocando il "tradimento" dell'ex braccio destro.
Ma la narrazione scricchiola. Scricchiola perché PISTARELLI non era più nel Gabinetto già da prima di Natale, "accompagnato" garbatamente alla porta con il velato consiglio di trovarsi qualcos'altro da fare.
Dettaglio non da poco: si può davvero rivendicare la prerogativa del "tradimento subito" da un fedelissimo quando quell'uomo era già stato allontanato senza se e senza ma, con tanto di tagliente e motivata intervista a "Corriere Adriatico", quasi a voler stendere un tardivo cordone sanitario non appena la bomba mediatica fosse scoppiata?
La retorica del Governatore che "cadrebbe dalle nuvole" appare così per quello che è: un tentativo di autoprotezione politica che scarica ogni responsabilità morale e di scelta sul singolo, facendo finta che avergli consegnato per anni le chiavi della Presidenza sia stato un semplice colpo di sfortuna.
LATINI E IL SILENZIO DIGNITOSO: QUANDO IL 'GOLPE' È DOMESTICO
Spostandoci all'ombra del picco osimano, il caso LATINI-BORDONI segue tutta un'altra sceneggiatura.
Qui la magistratura non c'entra, ed è forse questo l'aspetto politicamente più urtante.
Per Dino LATINI l'addio della Bordoni, consumatosi quest'estate dopo ben 17 anni di collaborazione, non i 5 di PISTARELLI in Regione, non è arrivato tramite avviso di garanzia, ma sotto forma di una pugnalata politica direttamente alla schiena: l'abbandono dopo quasi un ventennio e la nascita sotto le Cinque Torri dell'ennesima lista civica concorrenziale, all'insegna del "faccio tutto e bene da sola", suona come l'ennesimo tentativo velleitario di acquisire terreno politico attraverso il travaso di qualche centinaio di voti dal bacino elettorale sempre verde di Su la Testa.
Un'autonomia e una 'furia civica' rivendicate con orgoglio ad Osimo, mentre ad Ancona si mantiene ben saldo il piede (e lo stipendio) nello staff regionale dell'Udc.
LATINI, a differenza di ACQUAROLI, almeno ci ha messo dignita scegliendo la strada del silenzio. Nessun video strappalacrime, nessun j'accuse pubblico.
Un silenzio intriso di onore tradito certo, ma anche il silenzio sordo di chi assiste all'implosione del proprio feudo politico, consapevole che il nemico più pericoloso, come al solito, è stato allevato e nutrito proprio all'interno della propria "stanza dei bottoni".
CHI VINCE LA PALMA DEL PEGGIOR INCASSO?
Quale sia la pillola più amara da ingoiare resta questione di punti di vista:
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Per ACQUAROLI, l'impatto d'immagine è devastante sui tetti della Regione, tanto da obbligarlo, a breve, parrebbe evidente, a traslocare armi e bagagli in Parlamento, abbandonando la nace che affonda al proprio destino. Anche perchè la narrativa del rigore e della trasparenza è destinata a non reggere e infrangersi contro gli appalti del sisma e le manette al suo uomo ombra.
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Per LATINI, invece, il danno è tutto territoriale e identitario: il fallimento della delega fiduciaria ha generato un "mostro politico locale" destinato a fargli la guerra in casa propria, ancorchè con risultanze solo utopiche, tutte da verificare.
Due stili opposti — la recita social dell'offeso contro il mutismo di chi incassa in silenzio — per una sola grande verità: quando la scelta degli uomini di fiducia risponde solo a logiche di cerchio magico, il conto, prima o poi, arriva sempre.
E a pagarlo sono sempre i leader.
Potremmo chiuderla qui, non fosse che, arrivati a questo punto, la domanda resta aperta: chi ne esce davvero peggio tra i due Presidenti?
Siccome a OSIMO OGGI piace far riflettere chi legge, vi lasciamo con tre possibili chiavi di lettura.
Scegliete quella più appropriata o che semplicemente fa più al caso vostro:
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La morale d'autore:
"Tra chi confeziona video social per rivendicare l'orgoglio del tradito e chi ingoia il rospo nel silenzio per contenere i danni, la lezione è una sola: il potere attrae, ma la scelta della squadra distrugge.
Chissà se alla prossima tornata i nostri leader guarderanno prima: alle spalle o ai sondaggi?
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La sfida ai lettori:
"Meglio il pianto social di un Governatore che si scopre 'tradito' a cose fatte o la stoica consegna del silenzio di un Fondatore che vede nascere l'ennesima spina nel fianco in casa propria?
La classifica del peggior fallimento fiduciario è aperta."
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La stoccata lapidaria:
"Morale della favola: gli avversari ti combattono a viso aperto, ma sono sempre gli ex fedelissimi a presentarti il conto più salato.
Tanti auguri ai Presidenti per le prossime nomine e/o campagne elettorali in arrivo: ne avranno un discreto bisogno.



