sabato, 10 ottobre 2026

SABATO NERO PER LO SPORT, IL PALABALDINELLI SI ALLAGA PER LA PIOGGIA E LA TRIBUNA DEL SANTILLI VITTIMA DI UN TIMBRO: ALTRO CHE EUROPA, OSIMO CAPITALE... AFRICANA DELLO SPORT!

Un palasport da 3480 posti bloccato da infiltrazioni croniche causate da 20 anni di mancata manutenzione del tetto e di almeno 6 anni di allarmi non ascoltati: salta la sfida del basket prima ancora del riscaldamento. Al Santilli i genitori delle giovanili violano i sigilli della tribuna pur di non stare sotto l'acqua in arrivo. Una giornata da dimenticare per le strutture cittadine proprio mentre la politica continua a brindare a "Osimo 2028"

Di Sandro Pangrazi | 10-ott-2026 5 min di lettura
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SABATO NERO PER LO SPORT, IL PALABALDINELLI SI ALLAGA PER LA PIOGGIA E LA TRIBUNA DEL SANTILLI VITTIMA DI UN TIMBRO: ALTRO CHE EUROPA, OSIMO CAPITALE... AFRICANA DELLO SPORT!
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di Sandro PANGRAZI
 
Una giornata totalmente da dimenticare; una di quelle che lasciano il segno e che riaccendono vecchi e mai sopiti malumori.
Il sabato dello sport osimano si trasforma in un bollettino di guerra che investe in un colpo solo le due discipline più amate della città: il calcio e il basket.
Se sul parquet del PalaBaldinelli è stata l'incuria strutturale a farla da padrona, dietro le quinte del pallone si respira un'aria pesante che sa di lassismo istituzionale.
In un caso e nell'altro (mancate manuntenzioni e mancate regolarizzazione delle pratiche più elementari) sotto accusa ci finisce l'Assessorato allo Sport, chissà dove affaccendato.
Un uno-due micidiale che interroga i tifosi e, soprattutto, l'Amministrazione che dovrebbe gestire le sorti delle nostre realtà sportive, oltretutto appena certificate da Aces, seppur a pagamento, a livello europeo...
 
Basket: la beffa del PalaBaldinelli, un gigante da 3480 posti colabrodo e la follia del rinvio per pioggia
La notizia più clamorosa della serata arriva però dal basket.
La sfida tra Project Basket Osimo e Cus Macerata, valida per la seconda giornata di Divisione Regionale 1 (Girone B), non ha potuto nemmeno avere inizio.
Chi si aspettava la palla a due è rimasto gelato: il match è abortito prima ancora del riscaldamento a causa delle forti infiltrazioni di acqua piovana cadute direttamente sul parquet!
Una vergogna strutturale che colpisce quello che dovrebbe essere il fiore all'occhiello dell'impiantistica osimana.
Parliamo di un colosso da 3480 posti a sedere, una struttura imponente che all'apparenza molti considerano ancora "giovane", ma che ha in realtà, come l'impianto di risalita, non ha a caso opere entrambe del rimpianto solco Latiniano, ha già festeggiato 20 anni di una non gloriosa attività, essendo stato inaugurato il lontano 20 aprile 2006.
Vent'anni caratterizzati da una progettazione all'epoca avveniristica ma ad oggi almeno discutibile, soprattutto se mai sottoposta a conservazione: quella copertura con il tetto a "V", una vera e propria trappola architettonica, ideale per raccogliere e incanalare le raffiche di pioggia verso l'interno.
Dalla inaugurazione a oggi il palasport sembra non aver mai affrontato serie sessioni di manutenzione, ordinaria o straordinaria, tanto che sono almeno 5 o 6 anni che la struttura, ad ogni nuvola di passaggio, lamenta infiltrazioni sempre più importanti.
Ma stasera si è toccato il fondo: mai si era arrivati al punto di dover rinviare una partita per... pioggia!
Come se invece di un palazzetto dello sport al coperto da oltre tremila posti, il PalaBaldinelli fosse un comune campo sportivo all'aperto, totalmente soggetto ai capricci del meteo.
Alle ore 19 gli arbitri hanno così decretato l'incredibile e definitivo stop.
Ora per il risultato, la palla passa al Giudice sportivo: Osimo rischia la beffa dello 0-20 a tavolino se - come tutto lascia pensare - verranno accertate responsabilità oggettive sulla manutenzione.
Una figura barbina che la nostra città non meritava, oltretutto in questo momento di euforia a pagamento.
 
Calcio: caos al Santilli, tribune "vietate" ma affollate per le giovanili
A fare da spalla al disastro del palasport c'è lo scenario desolante del calcio nostrano, dove la sicurezza sembra essere diventata un optional facoltativo.
L'episodio chiave è andato in scena sul rettangolo verde artificiale del campo sportivo Santilli.
Durante i match che vedevano impegnate le giovanili Giallo-Rosse, si è consumato un vero e proprio strappo alle regole.
Amici, parenti e genitori dei piccoli atleti hanno infranto i sigilli e i divieti di accesso alla tribunetta dell'impianto.
Una struttura che, è bene ricordarlo, è ufficialmente interdetta al pubblico poiché non conforme alle norme di sicurezza e di pubblico spettacolo in quanto priva di banale documentazione, oltretutto da demandare agli uffici .
La gradinata si è così riempita di una trentina di persone, nulla di particolarmente pericoloso ma ugualmente dando adito ad una ingiustificata situazione di rischio, per un paio d'ore, per la incolumità degli incauti presenti.
Un'anarchia dettata forse dalla voglia di vedere i propri figli giocare, ma che spalanca le porte a responsabilità civili e penali pesantissime per i gestori del campo (Osimana) e per chi avrebbe dovuto vigilare e impedire l'accesso (Dirigente VECCHIETTI e ANDREONI, Assessorato allo Sport).
 
 IBAN di Sandro Pangrazi: IT79 J360 8105 1382 3380 9433 812

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Il graffio: Osimo Capitale... Africana dello Sport 2028?
L'ironia della sorte è tagliente, quasi grottesca.
Il tutto si consuma proprio nella settimana in cui i palazzi della politica non hanno ancora concluso di celebrare, in pompa magna, il titolo effimero di Osimo elevata, ben pagando a "Città Europea dello Sport 2028".
Guardando lo spettacolo di questo sabato e toccando ferro per domani, verrebbe da dire che siamo piuttosto di fronte a Osimo Capitale... Africana dello Sport 2028, con tutto il rispetto per il terzo mondo.
Altro che standard europei. Da un lato un palasport da 3480 posti, lasciato marcire, almeno negli ultimi cinque/sei anni, che si allaga costringendo al rinvio manco fossimo sotto al Diana; dall'altro strutture storiche come il Santilli, lasciate in un degrado tale, nonostante una tribunetta modulare quasi nuova, da spingere i genitori a scavalcare i divieti pur di non stare sotto la minaccia della pioggia a guardare i figli.
La cittadinanza sportiva parrebbe stanca di passerelle e proclami: questo sabato nero dimostra che, prima di sognare il 2028, c'è un presente che fa acqua da troppe parti e che va salvato subito.

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