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di Sandro PANGRAZI
C’è un filo rosso, robusto e invisibile che unisce i piccoli uffici comunali della provincia di Ancona ai marmi del Salone d’Onore del CONI al Foro Italico di Roma.
Un filo fatto di delibere, patrocini onerosi, finanziamenti pubblici e, soprattutto, di
tantissime medaglie e ancor più pasticcini.
Oggi pomeriggio va in scena la quarta edizione di
"Marche, una regione da podio", la kermesse romana orchestrata dal promoter Miro RIGA dietro lo schermo dell'
Associazione "L'Olimpo" di Falconara Marittima.
Un'operazione eretta su un paradosso economico e istituzionale costato, sin qui, almeno la montagna di
244.000 euro di soldi pubblici; meccanismo che svela un cortocircuito di opportunità politica, profondo e legalmente blindato, proprio sotto la regia dei massimi vertici della Regione.

Il Decreto Atim di pagamento per l'edizione 2024: Marche, regione da podio
La filiera cortissima del controllo politico
C'è un dettaglio fondamentale che spiega la perfetta circolarità di questa operazione:
il Presidente della Giunta Francesco ACQUAROLI mantiene saldamente a sé, sin dall'inizio del suo mandato, la delega regionale al Turismo.
L'ATIM, l'agenzia nata proprio sotto questa Amministrazione per spingere l'immagine del territorio, risponde direttamente al suo Assessorato.
Di conseguenza, la catena di comando politico ed economico si chiude senza alcuna intermediazione: l'Assessorato guidato da ACQUAROLI detta le linee strategiche della promozione, l'Atim esegue materialmente il volere staccando i mandati di pagamento e il sodalizio privato incassa.
L'eredità di BRUSCHINI e il quarto di milione per l'esclusiva
Il procedimento per l'edizione romana porta tra l'altro, in eredità, una firma pesante: quella del discusso Direttore romano dell'ATIM
Marco BRUSCHINI che a luglio 2024, in un tempismo perfetto, appena un attimo prima delle sue burrascose dimissioni dall'agenzia, fece in tempo ad approvare la convenzione con l'associazione di Riga. Un'eredità contabile passata poi dalle parole ai fatti: l'operazione, come altre, venne infatti liquidata dal successivo
Decreto del Direttore Stefania BUSSOLETTI (numero 18 del 30 gennaio 2025) che ha disposto il pagamento della fattura numero 23 per un importo di
50.000 euro netti, oltre al valore aggiunto del 22% per un pagamento di 61.000 a favore de "L'Olimpo".
Ripetendo copia e incolla la medesima iniziativa, dal 2023 ad oggi, in quattro edizioni consecutive si calcola che la promozione Urbe "ma non orbi" sia sin qui costata ai cittadini marchigiani ben
244.000 euro totali, forse più.
Il bilancio? Ritorno a somma zero, tranne lo scalpo del Tg3 Lazio
Il vero capolavoro si consuma (però o come al solito) dietro le quinte della cerimonia ufficiale, dove la promozione istituzionale lascia spazio alla pura diplomazia del palato.
Tra le voci di spesa messe nero su bianco nel contratto approvato dall'Atim compare esplicitamente il
"catering per la degustazione delle specialità enogastronomiche marchigiane per 400 persone".
I palazzi di Ancona giustificano lo stanziamento definendo Roma
"il miglior megafono per la nostra regione".
Eppure ai tavoli dell'ennesimo sontuoso rinfresco non siedono buyer internazionali o tour operator stranieri: la stragrande maggioranza della platea è composta da una folta delegazione di politici, Assessori e grandi burocrati partiti direttamente da Ancona e dintorni.
In parole povere, la Regione spende decine di migliaia di euro dei propri contribuenti per promuovere le bellezze e i sapori... ai marchigiani stessi, in trasferta a Roma.
L'Olimpo, associazione culturale, sportiva e... "spettacolista" o altro?
Di fronte a un investimento complessivo che con oggi tocca o persino supera il quarto di milione di euro, il ritorno reale per la comunità marchigiana parrebbe anzi è pari a zero. Né l'assessorato al Turismo né l'Atim hanno mai presentato un report o un indicatore statistico in grado di dimostrare un aumento delle prenotazioni alberghiere o dei flussi turistici collegato a questo strampalato pomeriggio romano, oggi con patron Lino BANFI.
L'unica eco mediatica dell'evento, pagato interamente con le tasse dei marchigiani, si riduce a
un rapido passaggio nei servizi del Tg3 Lazio, lasciando i telespettatori e i contribuenti marchigiani a bocca asciutta.
Il ritorno d'immagine, insomma. non è collettivo, ma privato: una prestigiosa passerella nella Capitale pensata su misura per gli stessi amministratori che, guarda caso, non lesinano zeri alla firma dei finanziamenti.
Il "giallo" de L’Olimpo e lo schermo dell'Ente no-profit
È proprio sulla natura giuridica del beneficiario dei fondi che l'intera architettura rischia di crollare.
L'affidamento diretto da parte di Atim (e di una mezza dozzina di Comuni dell'Anconetano e Maceratese) è sempre andato a colpo sicuro da Ancona a Falconara Marittima fino a
"L'Olimpo", formalmente registrata come associazione culturale, sportiva e...
"spettacolistica".
Un neologismo burocratico formidabile, un termine che
nella lingua italiana semplicemente non esiste, ma che rappresenta la vera chiave di volta del sistema.
Se Miro RIGA avesse operato come una normale agenzia di spettacolo (una Srl o una ditta individuale), ecco che Olimpo avrebbe dovuto sottostare all'
obbligatorietà della rotazione degli incarichi, prevista dal Codice dei Contratti Pubblici.
Un Comune o un ente regionale, cioè, non avrebbero mai potuto assegnare lo stesso servizio per anni di fila sempre allo stesso privato senza fare una gara o invitare concorrenti.
Utilizzando lo schermo dell'associazione no-profit, invece, se così verrà certificato dall'inchiesta in corso, il sistema si troverebbe ad aver sfruttato una gigantesca scappatoia: aggirare la rotazione spacciando i contratti per "contributi culturali" o "patrocini onerosi" a un Ente del Terzo Settore, titolare di un format blindato da copyright.
IBAN di Sandro Pangrazi: IT79 J360 8105 1382 3380 9433 812
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I fari della PASI e la scure di INPS ed Entrate sul DURC
Questo castello di carte, tuttavia, è finito in questi giorni sotto assedio giudiziario dopo
l'esposto formale di un'agenzia concorrente del Maceratese, infuriata per il monopolio esercitato nelle piazze marchigiane dall'attivismo di RIGA.
Ad indagare sul filone locale — a partire dal caso pilota del
Premio Loreto Meraviglia — è la
Divisione Amministrativa della PASI presso la Questura di Ancona.
Gli ispettori hanno acquisito i documenti comunali della cittadina Mariana proprio per radiografare lo statuto de "L'Olimpo".
Se la dicitura inventata "spettacolistica" compare nelle carte come compare nei documnenti in nostro possesso, gli inquirenti dovranno valutare se sia stata usata come espediente per operare sul mercato come una vera azienda commerciale, eludendo però i vincoli della rotazione degli appalti.
La sostanza, per la legge, prevale sulla forma: se un'associazione muove centinaia di migliaia di euro e contrattualizza grandi big della musica (come Fausto LEALI lo scorso anno e Bobby SOLO questa estate, sempre a Loreto), parrebbe evidente la qualifica di azienda commerciale a tutti gli effetti.
Ed è qui che potrebbe scattare la trappola speculare di
Inps e
Agenzia delle Entrate.
I verificatori stanno controllando se i lavoratori e gli artisti impiegati nelle rassegne estive siano stati inquadrati correttamente.
Qualora l'Inps dovesse rilevare incongruenze tra le mansioni reali e le agevolazioni previdenziali godute dall'associazione, la conseguenza automatica sarebbe
il blocco immediato del Durc (Documento Unico di Regolarità Contributiva)
Un colpo letale che congelerebbe istantaneamente i futuri pagamenti della pubblica Amministrazione, compresi i 61.000 euro del gran galà romano dell'Atim in corso al Coni.
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