FORNO CREMATORIO: ANCONA PAGA, FANO SOSTITUISCE, PESARO COMANDA: IL CAPOLAVORO DI DILETTANTISMO DELLA GIUNTA SILVETTI
Il trionfalismo di facciata di Silvetti nasconde il panico da danno erariale a un anno e mezzo dalle Comunali: per schivare lo spettro del referendum cittadino, il Sindaco di Forza Italia svende un asset strategico e si consegna disarmato all'accordo al ribasso imposto dal Centro-Sinistra pesarese, trasformando il capoluogo nel finanziatore a fondo perduto dell'utility fanese. Il tutto senza vantaggi per i cittadini anconetani e marchigiani
Di Sandro Pangrazi
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06-ott-2026
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5 min di lettura

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di Sandro PANGRAZI
Altro che "accordo strategico" o "risparmio da un milione di euro".
Quello firmato a ottobre dalla Giunta SILVETTI sul forno crematorio è il certificato di morte della programmazione politica del capoluogo, una clamorosa resa amministrativa travestita malamente da colpo di genio finanziario.
Se la gestione pubblica fosse un’azienda privata, oggi ad Ancona i libri sarebbero già stati portati in Tribunale per fallimento conclamato.
Comprare un macchinario di tasca propria con le tasse dei contribuenti, accorgersi di non avere la minima idea urbanistica di dove metterlo dopo ben due marce indietro forzate, e infine regalarlo ai "cugini rossi" di Pesaro pur di non finire dritti alla Corte dei Conti: ecco il bilancio di una telenovele grottesca che declassa Ancona a periferia e lascia i cittadini, in primis dorici e quindi dell'intero mercato regionale, con un pugno di mosche in mano.
E a Nord, giustamente, BIANCANI (Pd) e soci brindano all'affare inaspettato.
La strategia del "compra oggi, progetta domani"
La cronistoria di questo disastro gestionale nasce da un peccato originale di totale dilettantismo programmatico.
Nel 2024 la maggioranza di Centro-Destra decide che il tempio crematorio si deve fare.
Ottimo, sulla carta: la richiesta è in crescita costante e la città ha il dovere di essere autosufficiente.
Ma anziché blindare i progetti e verificare la reale idoneità dei siti, l'amministrazione fa l'esatto contrario: ordina, contrattualizza e paga subito il costosissimo macchinario alla ditta Ciroldi di Modena.
Insomma ad Ancona hanno comprato prima la frusta e poi pensato al cavallo; nella fattispece, via libera al motore senza però avere la minima certezza di dove costruire la macchina.
Il valzer delle retromarce e i soldi andati in fumo
Il seguito è la cronaca del perfetto manuale di come non si gestisce il territorio.
Prima si punta sul Cimitero delle Tavernelle, calando il progetto dall'alto: bastano le proteste dei residenti del quartiere e lo spettro del referendum cittadino per far tremare le gambe alla Giunta, che revoca tutto a inizio 2026.
Si vira allora in fretta e furia sulla zona rurale di Bolignano.
Altre proteste, altro comitato, ma soprattutto un’altra amara sorpresa tecnica: il terreno collinare è geologicamente fragile e le imponenti opere di contenimento strutturale farebbero schizzare i costi alle stelle, mandando in frantumi il budget.
Il risultato? Progetti stracciati e oltre 82.000 euro di denaro pubblico letteralmente andati in fumo tra perizie inutili e varianti fallite.
Il braccio di ferro a Nord e le armi spuntate di Silvetti
Nel panico da stallo burocratico e sotto la minaccia del danno erariale per il forno acquistato e rimasto imballato, a prendere polvere in magazzino, SILVETTI tenta la carta della disperazione: spedire l’impianto a Fano, promettendo un ingresso "in quota parte" nella governance societaria per salvare la faccia.
Una balla colossale. La cassaforte del cimitero dell'Ulivo si chiama Adriacom Cremazioni, una joint-venture blindata al 50% tra Aset (Fano, Centro-Destra) e Aspes (Pesaro, Centro-Sinistra).
Al tavolo delle trattative SILVETTI andrà a sedersi totalmente disarmato: ha l'urgenza assoluta di sbarazzarsi del macchinario e ha già cancellato ogni alternativa ad Ancona.
Il sindaco di Pesaro, Andrea BIANCANI, forte del suo potere di veto societario e politico, di certo non farà regali a una Giunta avversaria.
Insomma il verdetto è già scritto: Ancona entrerà come socio fantoccio di ultra-minoranza, raccogliendo solo le briciole degli utili e lasciando il controllo del business saldamente in mano a pesaresi e fanesi.
La beffa del "regalo" tecnologico: Fano sostituisce uno dei due impianti, Ancona paga
A Fano e Pesaro non credevano ai loro occhi quando hanno visto arrivare il Babbo Natale dorico.
L'operazione, infatti, non porterà alcun vantaggio infrastrutturale o impianto extra per i cittadini marchigiani: il forno nuovo di zecca pagato dagli anconetani servirà semplicemente a rimpiazzare e rottamare una linea vecchia di Fano, che necessitava comunque di un costoso rinnovamento tecnologico.
Tradotto: Ancona paga l'aggiornamento strutturale alle utility del Nord, risolve una spesa di manutenzione ad Aset e Aspes, e in cambio abdica al suo ruolo di capoluogo.
Dilettantismo tattico: lo sconto-elemosina e il beneficio solo per cani e gatti
Il capolavoro del dilettantismo si consuma però sulla realpolitik elettorale.
Un’amministrazione previdente pone in opera un lavoro divisivo all’avvio del mandato, dando anni di tempo alla popolazione per digerire il fatto compiuto.
La Giunta SILVETTI, anche strategicamente parlando, ha fatto l'esatto contrario: ha trascinato i piedi e si è trovata la bomba a orologeria di un referendum cittadino da 4.000 firme a ridosso delle elezioni comunali del 2028.
L'accordo al ribasso con Fano non è strategia, è uno scudo elettorale d'emergenza per non provare a non perdere la poltrona.
E ai cittadini dorici cosa resta? Un misero sconto-elemosina di circa 30 euro sulla tariffa base della cremazione, una manciata di spiccioli interamente polverizzata e moltiplicata dai rincari del trasporto funebre necessari per fare 60 chilometri di autostrada verso nord.
Oltre al danno di aver perso i soldi pubblici, la beffa della trasferta forzata.
Ma l'ironia della sorte è ancora più spietata: mentre gli umani di Ancona viaggeranno per l'addio ai propri cari, l'unica vera novità sul territorio potrebbe essere la riconversione del vecchio forno dismesso di Fano per la cremazione di cani e gatti.
In soldoni: Ancona spende, Fano si rinnova, Pesaro comanda, i cittadini pagano l'autostrada e gli unici a ringraziare davvero la politica al contrario di SILVETTI saranno gli amici a quattro zampe.
La Corte dei Conti sarà altrettanto entusiasta?
IBAN di Sandro Pangrazi: IT79 J360 8105 1382 3380 9433 812
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