AL SANTILLI TRIBUNETTA VIETATA DA UN SEMPLICE CARTELLO, I TIFOSI LA "CONQUISTANO" PER NON BAGNARSI
La struttura da 78mila euro, montata nel 2024 e passata per quattro gestioni, è formalmente interdetta per un cavillo burocratico della Commissione spettacolo. Nel pomeriggio i nuvoloni neri hanno spinto le famiglie a scavalcare i divieti, sotto gli occhi della vicina Polizia Locale, proprio nei giorni in cui la città festeggia la nomina a "Città Europea dello Sport 2028"
Di Sandro Pangrazi
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10-ott-2026
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4 min di lettura

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di Sandro PANGRAZI
Un paradosso tutto osimano che - complice il tempo minacciante pioggia - si è consumato a pochi metri dalle finestre del Comando della Polizia Locale in via Molino Mensa.
Al campo sportivo "Santilli", durante un match giovanile del pomeriggio, è andata in scena una pacifica quanto inevitabile "forzatura" da parte delle famiglie e dei tifosi.
Con il cielo che prometteva catinelle d'acqua da un momento all'altro, il buon senso pratico ha spazzato via i timori burocratici: la nuova tribunetta coperta da 78.000 euro, dotata di circa cento seggiolini Giallo-Rossi, anzi 99, è stata letteralmente "conquistata" e occupata dal pubblico per trovare riparo.
Peccato che, dal punto di vista formale, l'accesso alla gradinata fosse tassativamente interdetto, delimitato da una striscia di plastica bianca e rossa e da un cartello perentorio: "Attenzione: zona non calpestabile. Divieto di accesso".
Un diaframma troppo sottile, però, per fermare mamme e papà desiderosi di seguire i propri ragazzi senza inzupparsi d'acqua, stanchi di rimanere in piedi a bordo campo.
Le sedute coperte, gialle e rosse, della tribunetta modulare del Santilli, non utilizzabili ma di fatto sdoganate.
Un'odissea politica: da opera elettorale al divieto d'accesso
Il vero retroscena emerso in queste ore rende la vicenda ancora più emblematica delle lungaggini nostrane.
La tribunetta modulare del Santilli, oggetto del contendere, nasce originariamente come una classica opera pre-elettorale della prima metà del 2024.
Da allora, la struttura ha attraversato indenne una vera e propria staffetta istituzionale: da PUGNALONI è passata prima per le mani dell'amministrazione PIRANI, ha superato la gestione del Commissario prefettizio Grazia BRANCA ed è arrivata fino ai giorni nostri sotto la guida dell'attuale Sindaco Michela GLORIO.
Nel corso di questo tragitto, lungo quasi tre anni, la tribuna è stata di fatto ampiamente utilizzata dal pubblico, entrando nella consuetudine del sabato e delle domeniche sportive osimane legate al settore giovanile Giallo-rosso.
Il cortocorticuito è scattato solo a distanza di tempo, con l'ultima e tardiva "scoperta" del vincolo della Commissione di Vigilanza, che ha riscontrato la mancata conformità con le rigide norme di sicurezza sui locali di pubblico spettacolo, imponendo lo stop.
Il pasticcio burocratico e gli uffici competenti
Una pezza peggiore del buco, considerando che la sanatoria rientra nell'ordinaria amministrazione.
Oltretutto, trattandosi di un impianto sotto i 200 posti, non servirebbero lunghe trafile.
Basterebbe che il Dipartimento del Territorio, guidato dal dirigente Manuela VECCHIETTI, sbloccasse una banale pratica.
Sotto la sua direzione opera nello specifico il Servizio Manutenzioni Immobili e Impianti, guidato dall'ingegner Alessandro MENGONI, che si occupa fisicamente delle strutture sportive e che dovrebbe provvedere a redigere la perizia asseverata per poi trasmettere la Scia telematica (segnalazione certificata di inizio attività) tramite il Suap (sportello unico per le attività produttive).
Poche carte che però tardano ad essere allineate nei corridoi comunali.
Nel frattempo, sul campo sintetico del Santilli si applica la filosofia del "occhio non vede, cuore non duole": l'Osimana si gira dall'altra parte per evitare tensioni, mentre a pochi passi la Polizia Locale osserva impassibile il silenzio assenso.
Resta però un rischio legale enorme per i gestori dell'impianto in caso di controlli o infortuni su una tribuna formalmente interdetta da un cartello comunale.

Attenzione, zona non calpestabile...
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Tempesta su Osimo Città europea dello Sport 2028
La vicenda si trasforma inevitabilmente in una polveriera politica per la giunta GLORIO.
Le opposizioni civiche, Su la Testa in primis, si preparano ad andare all'attacco prendendo di mira l'indirizzo politico dell’Assessorato allo Sport, guidato dal Vice Sindaco Paola ANDREONI.
Il tempismo parrebbe a dir poco beffardo: le polemiche sulla tribunetta rioccupata a "furor" di popolo sotto i nuvoloni carichi di pioggia, esplodono proprio nei giorni in cui la città "festeggia" l'ufficialità della nomina a Osimo Città Europea dello Sport 2028.
La critica del movimento civico Latiniano è netta: si spendono energie e risorse per accaparrarsi titoli europei da esibire al Coni, mentre non si riesce a coordinare il lavoro degli uffici tecnici per sanare una pratica ereditata da ben quattro gestioni differenti, costringendo i cittadini a ignorare i cartelli di divieto pur di non bagnarsi e vedere una partita di calcio giovanile.
La palla ora passa di nuovo alla Giunta: quanto ci vorrà prima che la politica dia la "sveglia" agli uffici e sani questo imbarazzante autogol?
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