OSIMO STAZIONE, MENO APPARTAMENTI, PIÙ AFFOLLAMENTO: LA MATEMATICA BOCCIA GLORIO, MA IL SILENZIO DI FAGIOLI (ERAP) È COMPLICE
Il retroscena del cantiere di via Garibaldi: cancellati i piccoli alloggi per anziani e single. Con la scusa di evitare il "ghetto" (la variante approvata in estate in Consiglio comunale) si riducono i contratti ma si impennano i residenti totali, da una stima di 87 fino a 110. Sorprende il neo-presidente Erap: Fagioli capitola senza muovere un dito di fronte ai desiderata della Sinistra osimana
Di Sandro Pangrazi
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28-set-2026
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5 min di lettura

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di Sandro PANGRAZI
Dunque l’operazione di recupero dell’ex scuola elementare di via Garibaldi, nel cuore di Osimo Stazione – costata oltre 5 milioni di euro di fondi pubblici – è stata ufficialmente stravolta.
La maggioranza di Centro-Sinistra ha approvato in estate la riduzione del progetto Erap, tagliando gli alloggi previsti da un totale di 29 a soli 22.
Una retromarcia imbarazzante che il Sindaco Michela GLORIO ha provato a giustificare parlando di necessità di evitare un "effetto ghetto".
Peccato che la matematica non sia un'opinione: i numeri smascherano il bluff ideologico della Sala Gialla (per assurdo, pur tagliando gli alloggi, in via Garibaldi si passerà ad un saldo complessivo di 23 persone in più); mentre sorprende in negativo l'incredibile passività dei nuovi vertici dell'Ente regionale.
Fagioli e l'Erap: una Presidenza "passacarte"
In tutta questa vicenda, il dettaglio che lascia più sconcertati è il ruolo da spettatore giocato sinora dall'Erap Marche.
Il neo-presidente Tommaso FAGIOLI, nominato da ACQUAROLI ma storico referente di CALENDA per Azione, si era insediato sbandierando promesse di "concretezza e discontinuità".
Ci si sarebbe aspettati che un manager tecnico (FAGIOLI gestisce da un decennio patrimoni immobiliari privati sotto il marchio BUCCOLINI Property Manager), chiamato a gestire con rigore il patrimonio pubblico, accendesse un semaforo rosso davanti alle strampalate pretese della Sinistra osimana.
Invece, il silenzio più assoluto. FAGIOLI ha accettato il drastico cambio di rotta proposto dal Comune senza muovere la minima obiezione strutturale o difendere il piano originario.
L'Erap si è piegata istantaneamente ai desiderata della Giunta GLORIO, rinunciando in partenza al proprio ruolo di garante.
Una governance regionale, insomma, oltretutto di Centro-Destra (anche se con FAGIOLI il dubbio è a dir poco legittimo) che accetta supinamente di tagliare alloggi e stravolgere un piano economico da 5,5 milioni di euro... firma quanto meno un atto di pura complicità burocratica.
Il bluff demografico: il gioco delle tre carte
Veniamo ai calcoli elementari, quelli che evidentemente né il Sindaco né FAGIOLI hanno avuto il coraggio di fare sui propri registri.
Il progetto originario prevedeva 29 appartamenti differenziati per metratura, un mix proporzionale vero, con bilocali per anziani e trilocali per giovani coppie.
Ipotizzando una media sostenibile di tre persone a nucleo famigliare, lo stabile una volta a regime avrebbe ospitato circa 87 residenti.
Con la variante calata dall'alto e avallata dall'Erap, si cancellano invece le soluzioni di piccolo taglio per creare 22 "maxi alloggi" da 90 metri quadri.
Si noti però come gli appartamenti extra-large, per preciso vincolo di legge, vengano assegnati esclusivamente a nuclei familiari numerosi (da cinque o più componenti), tabellina alla mano l'esatto contrario di "ghetto" sostenuto in Consiglio comunale.
Tradotto in cifre: 22 appartamenti per una media di almeno 5 persone significa scaricare sullo stesso stabile di via Garibaldi ben 110 residenti.
Come si può sostenere di voler "alleggerire la pressione" se la nuova soluzione infila nel condominio ben 23 persone a rischio sociale in più rispetto al passato?
Anziani e single osimane: i grandi dimenticati dello Stato sociale
La realtà non detta, ma sotto gli occhi di tutti, è che la scusa "dell'effetto ghetto" serva in realtà a coprire una precisa scelta d'emergenza dei Servizi sociali, a cui FAGIOLI ha preferito non opporsi per evitarsi grane sin dall'avvio della presidenza.
Le graduatorie Erap, come è noto, sono intasate da sfratti esecutivi dove a fare la parte del leone nei punteggi sono le famiglie numerosissime, in stragrande magnanza di origine extra-italiana, unici ormai nel fare figli.
Modificando la struttura per fare spazio solo ai macro-nuclei, si otterrà, politicamente, il risultato di azzerare la lista delle urgenze più esplosive, sacrificando però i diritti degli osimani residenti storici.
Con questa variante, le categorie più fragili di Osimo Stazione – come la vedova anziana con la pensione minima o il giovane lavoratore precario – verranno matematicamente tagliate fuori senza ombra di dubbio.
Per loro, in via Garibaldi, non ci sarà posto: non risulteranno avere abbastanza figli a carico per riempire i "maxi alloggi" richiesti da GLORIO e autorizzati da FAGIOLI.
Sette famiglie lasciate a piedi dall'Ente pubblico
Al di là dei calcoli sociologici e delle giravolte della politica, c'è un dato umanitario e assistenziale drammatico che nessuno può smentire.
Ridurre da 29 a 22 gli appartamenti significa, stringi stringi, lasciare 7 nuclei familiari in più in mezzo a una strada.
Sette risposte abitative concrete che gli Enti pubblici cancellano con un colpo di spugna in un momento di cronica emergenza per le case popolari.
Mentre le liste d'attesa si allungano, l'Erap decide di produrre meno risposte abitative pur spendendo la stessa identica, mastodontica, cifra di denaro pubblico.
Una scelta che grida spiegazioni di fronte ai bisogni reali del territorio.
Un ecomostro che cambia pelle ma non sostanza
Le opposizioni, in Consiglio e soprattutto fuori (Su la Testa), promettono battaglia, incalzando la maggioranza e chiedendo conto a FAGIOLI di questa gestione a dir poco rinunciataria.
Ma intanto per Osimo Stazione il destino sembra segnato: un investimento monstre che, anziché creare un condominio equilibrato, inclusivo e diversificato, rischia di trasformarsi nel più grande polo di concentrazione assistenziale della Val Musone, stile hotel House in miniatura.
Altro che integrazione e tutela della viabilità: questa è pura contabilità politica sulla pelle dei cittadini, pianificata dalla GLORIO e controfirmata dall'Erap senza batter ciglio.
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