sabato, 26 settembre 2026

LEGISLATURE ALTERNE IN FRATELLI D'ITALIA: PUGNO DI FERRO SU DI RUSCIO, GUANTO DI VELLUTO PER PUTZU

L'esposto della Regione Marche appena inviato all'Anac, riapre i vecchi faldoni su Saturnino DI RUSCIO per un potenziale conflitto di interessi, muovendo accuse ormai fuori tempo massimo, a più di un anno dalle dimissioni dall'Erap. Un rigore burocratico a scoppio ritardato che si scontra con il silenzio totale riservato ad Andrea PUTZU, prima blindato dal partito attraverso l'insabbiamento della sua reale incandidabilità alle elezioni regionali del 2020 e quindi promosso verso la rampa di lancio del Parlamento 2027

Di Sandro Pangrazi | 26-set-2026 5 min di lettura
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LEGISLATURE ALTERNE IN FRATELLI D'ITALIA: PUGNO DI FERRO SU DI RUSCIO, GUANTO DI VELLUTO PER PUTZU
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di Sandro PANGRAZI
 
Il Comitato assembleare per la legislazione della Regione Marche ha trasmesso ufficialmente all'ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) i faldoni relativi all'istruttoria condotta su Saturnino DI RUSCIO.
L'organo di controllo – composto dai giuristi esterni Claudio CARBONARI, Riccardo SACCHI e Massimo SPINOZZI – ha certificato nei documenti un potenziale conflitto di interessi riguardante i certificati di collaudo firmati da DI RUSCIO per la società privata Visit Italy nell'ambito di un bando regionale per la digitalizzazione dei Comuni.
L'esposto è stato formalizzato in queste ore, a settembre 2026, a distanza di oltre un anno dalle dimissioni dello stesso DI RUSCIO dalla presidenza dell'Erap (ente regionale per l'abitazione pubblica), passo indietro avvenuto a luglio 2025.
Parallelamente, gli uffici regionali non hanno invece aperto alcuna istruttoria interna sulla documentazione presentata per la candidatura del 2020 dall'allora candidato di Fratelli di Italia Andrea PUTZU, sul quale pende una condanna definitiva della Cassazione del 2018 a otto mesi e venti giorni per falso ideologico legato all'autenticazione di firme elettorali non autentiche.
Due pesi, tante misure.
 
 I Fatti: Il Bando Digitale e i Certificati di Collaudo
La documentazione ufficiale attesta che l'ex Presidente dell'Erap ha sottoscritto, in costanza di mandato pubblico, atti specifici su carta intestata della società privata Visit Italy.
Nello specifico, l'istruttoria ha rilevato la firma sul certificato di collaudo del progetto "Visit Falerone", datato 18 febbraio 2025, in cui DI RUSCIO compare sotto la dicitura di "Project Expert".
Procedure analoghe sono state riscontrate dal Comitato tecnico-legale in altri 6 Enti locali.
Il meccanismo analizzato dai tecnici evidenzia che i Comuni hanno beneficiato di finanziamenti regionali da 45.000 euro ciascuno, somme destinate poi a saldare le prestazioni di marketing della società per cui DI RUSCIO prestava la propria opera, generando la contestazione di "oggettivo conflitto di interessi" mossa dal Comitato regionale.
 
Il Nodo Temporale e il Ruolo dell'ANAC
L'aspetto centrale dell'intera vicenda risiede nella linea del tempo: l'esposto formale della Regione Marche è stato inviato all'Anac solo in queste ore, settembre 2026, ma Saturnino DI RUSCIO aveva già rassegnato le proprie dimissioni irrevocabili dall'Ente per l'abitazione pubblica già nell'estate del 2025, oltre un anno prima.
Trattandosi di un'ipotesi di incompatibilità, l'ordinamento prevede che l'intervento dell'Anac sia mirato esclusivamente alla rimozione dell'anomalia nel presente.
Essendo il rapporto pubblico già ampiamente concluso da mesi, l'Autorità Anticorruzione si troverà a gestire, di fatto, una pratica priva di oggetto attuale, il che orienterà il procedimento verso una quasi inevitabile archiviazione per "cessazione della materia del contendere".
 
La Funzione della Consulenza Tecnica
La relazione che ha dato il via all'esposto reca la firma di tre esperti legali esterni, nominati dall'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale per garantire un vaglio tecnico indipendente sulla conformità delle leggi e degli incarichi.
Il parere espresso dal Comitato dei giuristi – Claudio CARBONARI, Riccardo SACCHI e Massimo SPINOZZI – ha certificato l'illegittimità della condotta sulla base di riscontri oggettivi e documentali.
Sul piano istituzionale, questa pronuncia tecnica ha assolto a una duplice funzione: da un lato ha blindato la responsabilità degli uffici della Regione che non avevano vigilato a tempo debito, dall'altro ha fornito la copertura legale necessaria a scaricare il fascicolo all'autorità superiore, esonerando la maggioranza politica da un'aperta difesa d'ufficio e buttando di fatto fumo negli occhi dell'opinione pubblica marchigiana e fermana in particolare.
 
Il Gioco dei Due Pesi e Due Misure vigente in Fratelli di Italia
Dietro i faldoni riaperti a scoppio ritardato si nasconde però la guerra interna a Fratelli d’Italia del Fermano.
La severità dei controlli fluttua infatti a seconda dei protagonisti. da pietra a piuma, stile Mario BREGA in "Bianco, rosso e Verdone", secondo i protagonisti impegnati sulla scena.
Mentre per DI RUSCIO i vecchi documenti sono stati trasformati in un siluro mediatico a scoppio ritardato, il partito di Giorgia MELONI ha adottato una strategia opposta, di totale silenzio, sulla allora candidatura dell'amico Andrea PUTZU nel lontano 2020. 
Nonostante la condanna definitiva per firme false e i dubbi legati ai requisiti della legge Severino, PUTZU ha così occupato il seggio per l'intera passata legislatura, grazie a un'autocertificazione favorita dal beneficio della "non menzione". 
Quando DI RUSCIO ha tardivamente ma comunque sollevato il velo sull'irregolarità, chiedendo la revoca dell'elezione, la Regione si è così chiusa nell'omertà, lasciando cadere la vicenda nel vuoto.
 
Chi Affonda nel Territorio e Chi Va a Roma
La faida interna in Fratelli di Italia ha decretato i suoi vincitori sul campo del potere reale.
Saturnino DI RUSCIO esce da questa partita isolato e privato dei vertici dell'Erap fin dal 2025, colpito financo dai faldoni riaperti a orologeria.
Al contrario, Andrea PUTZU, protetto dallo scudo politico della Fiamma, è stato persino premiato come Capogruppo in Regione e al momento parrebbe in pole position nelle liste dei nominati nel Centro-Destra per un seggio blindato in Parlamento, alle elezioni del 2027, prima ancora di votare! 
È la conferma che in politica le regole sul passato servono solo a colpire i rivali, mentre per gli alleati di ferro i segreti si coprono e le poltrone raddoppiano.

 

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