martedì, 14 luglio 2026

OSIMANA ALL'ULTIMA SPIAGGIA: DI QUALE MORTE MORIRE? APRIRE A MARCHESINI O AD UNA CORDATA DI PRESTANOMI?

Il tavolo istituzionale (Osimani) gira a vuoto tra mediatori senza più realtà calcistica (Polenta) e cordate squagliate sul più bello o mai formate (Mait). A 8 giorni dal gong della Lnd il tardivo tentativo di salvataggio certifica anche il fallimento di Palazzo comunale, lasciando alla città solo macerie e un drammatico bivio di resa

Di Sandro Pangrazi | 14-lug-2026 6 min di lettura
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OSIMANA ALL'ULTIMA SPIAGGIA: DI QUALE MORTE MORIRE? APRIRE A MARCHESINI O AD UNA CORDATA DI PRESTANOMI?

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di Sandro PANGRAZI

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L’Osimana è davvero al capolinea e il destino dei colori GialloRossi - vita o morte e nel caso quale tipo di vita - si decide in queste ore in un drammatico dentro o fuori. 
Questo pomeriggio la cordata dei superstiti salirà a Palazzo comunale per esporre la reale situazione strategica al Sindaco Michela GLORIO. 
Sul tavolo della Sala Giunta, a soli otto giorni dal gong della Lega Nazionale Dilettanti fissato per mercoledì 22 luglio alle ore 19, restano soltanto due opzioni, entrambe drammatiche. 
I presenti – dal patron Antonio CAMPANELLI all'ex commercialista Piero MARCHESINI, fino ai pochi imprenditori rimasti e ai rappresentanti dei genitori del settore giovanile – saranno messi con le spalle al muro: indicare e scegliere, senza più giri di parole, di quale morte far morire il club.

IL RINVIO AL FOTOFINISH ODIERNO
A questo "redde rationem" la politica osimana arriva dopo un clamoroso rinvio del fotofinish già fissato per ieri. 
Il vertice tra società e tavolo tecnico e volenterosi, inizialmente programmato per le ore 18 di lunedì 13 luglio, è infatti saltato all'ultimo secondo, slittando di 24 ore a questo pomeriggio. 
Il motivo formale? Un classico pasticcio da burocrazia di provincia, ovvero evitare al Sindaco lo sdoppiamento della personalità, vista la contemporanea convocazione del Consiglio comunale alla stessa identica ora e nello stesso Palazzo. 
Il motivo reale? Un segreto di Pulcinella: in assenza di sostanziali novità sul fronte dei quattrini e delle idee, guadagnare un giorno intero potrebbe essere servito come ossigeno per evitare un suicidio politico a mani vuote.

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TRA IL REBUS MARCHESINI E LO SPAURACCHIO ROMANO
Le due opzioni rimaste sul tavolo fanno entrambe venire i brividi alla piazza. 
La prima ipotesi prevede il subentro in prima persona di Piero MARCHESINI: l'ex commercialista del club, il più consapevole al mondo del dissesto finanziario strutturato proprio sotto la sua gestione diretta dei conti; colui che, nel caso, dovrebbe gioco forza liberarsi dell’ultimo nato Osimo 2011 e intestarsi l’intero malloppo dei debiti fiscali e sportivi. 
Mica uno scherzo: circa 600.000 euro tra l'accumulo di ritardi fiscali e gestione sportiva.
La seconda opzione parrebbe persino peggiore e farebbe vedere l'alternativa del fallimento alle porte come una eutanasia di dolce morte.
Consisterebbe nell’aprire le porte della società alla misteriosa "cordata romana" pilotata chissà perchè dallo stesso CAMPANELLI.
Una operazione, che Dio non voglia, che permetterebbe all'attuale Presidente stipendiato di restare segretamente in sella, magari defilato dietro le quinte. 
Se l'ago della bilancia dovesse propendere per la "soluzione romana", Osimo calcistica farebbe bene a prepararsi sin da subito all'ulteriore peggio in arrivo, trovandoci di fronte ad una sceneggiatura già vista e rivista nel calcio che conta e di periferia, da nord a sud dello Stivale, compresi i meandri di ambito dilettantistico.

IL GRANDE SALVATAGGIO SI SQUAGLIA IN SOLI PESCI PICCOLI
Il piano originario dell’Amministrazione prevedeva di mettere alle strette una cinquina o più di imprenditori di livello medio (tra cui spicca il nome di MARABINI della Paima) per sborsare una quota di 20-30 mila euro a testa, si è subito scontrato con la dura realtà del portafoglio dei pesci piccoli. 
La tanto strombazzata armata dei salvatori, col passare dei giorni, anzichè allargarsi, si è progressivamente assottigliata sino ai mionimi termini accettabili per auto definirsi "cordata". 
Fuori i nomi pesanti, niente SIMONETTI, fuori il rientro, solo pubblicitario, dell'ex Presidente FALCETELLI, mai pervenuti il nome tosto della MAIT, arroccata più che mai in una Fondazione senza senso alcuno per la città. 
La platea si è così ridotta a un ristretto manipolo capace di offrire solo contributi una tantum, ben lontani dal garantire la copertura solida di un progetto di respiro capace di offrire un futuro vero e non solo un sostanziale rinvio delle scadenze.

UN TAVOLO INADEGUATO E ANNI LUCE LONTANO DAL CALCIO
L’intera operazione-salvezza, messa in piedi tardivamente dal Sindaco GLORIO, sconta fino in fondo pure il peccato originale di una totale inadeguatezza rispetto alla complessità drammatica della vicenda. 
L'incarico di mediatore, affidato mercoledì 8 luglio all'avvocato Antonio OSIMANI, ha prodotto, alla prova dei fatti, novità pari a zero. 
Il mandato è stato gestito da personaggi certamente animati da buona volontà ma lontani anni luce dalla realtà del calcio moderno; e questo, se possibile, aggravato nonostante il contributo "sul campo" di vecchie glorie GialloRosse, ormai andate, come Adriano POLENTA e Franco FALCETTA. 
Una risposta da dilettanti inviati allo sbaraglio nel tentavivo di contrastare un crac societario invece vero quanto terribilmente serio.

LA COLTELLATA FINALE DEL CONTO BLINDATO
La trincea dei pochi investitori rimasti al tavolo di questa sera costituisce, a conti fatti, l'ultima coltellata alla vecchia società morente, si spera almeno in grado di non farsi prendere in giro dagli avvenimenti.
Se il futuro dell'Osimana dovesse schivare sia l'ingresso solitario di MARCHESINI che l'assalto esterno gradito a CAMPANELLI, rimarrebbe in piedi la sola via di uscita di far restare in piedi l'attuale quadro societario in crisi.
Ci si augura che il Sindaco non vorrà mettere in mano cifre in contanti a CAMPANELLI e lasciare la provvista finanziaria racimolata in mano allo stesso OSIMANI o a persona di fiducia, per la copertura degli impegni più urgenti, vedi insoluti Iva.
O tagliare a CAMPANELLI qualsiasi altro stipendio futuro.
Clausole di minima ma di acciaio che certificherebbero la sola sopravvivenza sino al 30 giugno 2027, in una categoria sportiva che difficilmente potrà essere ancora il campionato di Eccellenza Marche.
Ma che avrebbe il pregio, senza prezzo, di prendere tempo e garantire un anno di vita in più ai vecchi colori.
In attesa di un altro miracolo. Ma questa è la storia che verrà.

https://www.dottromaldini.com/

 

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