domenica, 12 aprile 2026

SPY CAM ALLA BONTEMPI CASA: DAL VOYEURISMO ALLA RICHIESTA DI MESSA ALLA PROVA

Un impiegato 43enne di Serra de’ Conti per giorni ha ripreso di nascosto le sei colleghe e le clienti nei bagni dell'azienda di Camerano, catturando 134 video e immagini. Scoperto nell'ottobre 2024, l'uomo alla fine ha ammesso i fatti definendoli uno "scherzo". Ora chiede la messa alla prova con risarcimento alle vittime

Di Sandro Pangrazi | 12-Apr-2026 3 min di lettura
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SPY CAM ALLA BONTEMPI CASA: DAL VOYEURISMO ALLA RICHIESTA DI MESSA ALLA PROVA

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Quello che era iniziato come un torbido caso di cronaca aziendale si sposta ora nelle aule di tribunale, tra ammissioni di colpa tardive e strategie difensive.
Protagonista della vicenda è un impiegato di Serra de’ Conti, oggi 43 anni, accusato di aver trasformato i bagni della prestigiosa azienda di arredamento BONTEMPI CASA (B4 Living) di Camerano in un set per le sue perversioni.

1. La tecnologia al servizio dell'ossessione
I fatti risalgono all'ottobre 2024 quando l’uomo, all’epoca dipendente a tempo determinato, ha messo in atto un piano di spionaggio pianificato nei minimi dettagli.
Ogni mattina, all'inizio del turno, posizionava sotto il lavandino del bagno femminile una microcamera SpyBox SX1, un kit modulare WiFi fai-da-te acquistato online sulla piattaforma Amazon per meno di 40 euro.
L'apparato, dotato di un obiettivo a 180 gradi puntato direttamente verso i sanitari, veniva poi rimosso sistematicamente a fine giornata per evitare i controlli.

2. Il "Grande Fratello" tra le mura aziendali
In poco tempo, questo rituale ha permesso di catturare ben 134 scatti e diversi filmati delle sei colleghe della BONTEMPI, oltre a pose di clienti ignare.
Una violazione della privacy sistematica che ha trasformato un luogo di lavoro sicuro in un teatro di spionaggio intimo, lasciando tracce indelebili nella memoria digitale dei dispositivi sequestrati.

3. La scoperta fortuita e l'intervento dell'Arma
A rompere il meccanismo fu, come spesso capita, la pura casualità: durante una sessione di pulizia dei bagni, un addetto, chinandosi sotto il lavabo, ha notato il marchingegno e ha dato immediatamente l'allarme.
La scoperta ha attivato le indagini dei Carabinieri di Camerano su segnalazione della proprietà.
La tracciabilità dell'acquisto dello SpyBox SX1 su Amazon, legata direttamente all'account dell'impiegato, ha fatto il resto, non lasciando scampo al collaboratore.

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4. Il labirinto legale: dal finto hacker allo "scherzo"
Inizialmente l’imputato ha tentato una difesa disperata simulando un reato: ha denunciato nero su bianco un presunto uso fraudolento del proprio account Amazon da parte di terzi per l'acquisto del kit.
Tuttavia, di fronte all’evidenza delle prove raccolte dall’analisi forense, ha poi capitolato, liquidando l’accaduto come un «semplice scherzo».
Ieri mattina, davanti alla giudice Martina MARINANGELI, la difesa (rappresentata dall'avvocato Massimo SPINOZZI) ha giocato la carta della messa alla prova.

5. Giustizia e risarcimento: il nodo del 2 ottobre
Se accettata, l'ex collaboratore eviterà il processo ordinario per interferenze illecite nella vita privata e simulazione di reato, sottoponendosi a lavori di pubblica utilità.
Tuttavia, le sei colleghe e il titolare della BONTEMPI CASA, costituitisi parte civile con gli avvocati Fabrizio BELFIORE e Michele BRISIGHELLI, attendono risposte.
La decisione, rinviata al prossimo 2 ottobre, dovrà includere un congruo risarcimento economico per le sette persone offese, ponendo fine a un rapporto fiduciario tradito nel modo più degradante possibile.

 

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