giovedì, 02 aprile 2026

FRATELLI MA NON SORELLE D'ITALIA: DOPO LA MARIANI E PETETTA, L'ADDIO DELLA RAFFAELI

Dalle preferenze della Mariani (Osimo) allo strappo della Petetta (Senigallia), fino alla resa della Raffaeli (Loreto): dietro il declino della partecipazione politica femminile in FdI si nasconde la mano di una vecchia guardia che non molla la poltrona, preferendo il vuoto politico al rinnovamento e l'immobilismo al merito.

Di Sandro Pangrazi | 02-Apr-2026 3 min di lettura
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FRATELLI MA NON SORELLE D'ITALIA: DOPO LA MARIANI E PETETTA, L'ADDIO DELLA RAFFAELI

Tutto in tempi moderni ebbe inizio con Maria Grazia MARIANI. Nel 2020 portò in dote ad ACQUAROLI ben 913 voti, nonostante la scelta del partito di affiancarle in extremis, in lista, Renato FRONTINI — all'epoca non ancora "giardiniere" ufficiale del non ancora Governatore - già figura ombra del potere nascente. 
Il copione per lei fu spietato: prima sedotta per il consenso, poi abbandonata una volta utilizzata al meglio dal partito.

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l vizio del comando non è cambiato. Quaranta chilometri più a nord, un mese fa, è stato il turno di Cinzia PETETTA. L'Assessore alle Pari opportunità di Senigallia ha sbattuto la porta in faccia al "maschio dominante" di FdI, denunciando un ostracismo fatto di silenzi e accusando i vertici provinciali di averla trattata come un’intrusa in casa propria. 
Risultato identico: candidatura rispedita al mittente e quanto al futuro del percorso politico… si vedrà.
Oggi arriva il "terzo indizio" che chiude il cerchio. Belinda RAFFAELI, onesta esponente della destra lauretana, alza bandiera bianca da sotto il Santuario: non sarà lei la candidata Sindaco di Loreto il prossimo 24 maggio. 
Una scelta lucida per evitare a se stessa, e al partito, la partecipazione a un "macello" politico già scritto nella pietra.
Il suo addio, affidato ai social, è un manifesto di amarezza: 
“Ci sono giorni in cui andare avanti pesa... stanca di restare coerenti quando attorno vedi scorciatoie e silenzi comodi. A un certo punto smetti di remare”. 
Parole che pesano come macigni e che descrivono un partito dove la coerenza è diventata un lusso insostenibile.
E ora, cosa farà Fratelli d’Italia a Loreto? La strategia sembra tristemente scontata: mettere la "Fiamma" in naftalina e restare alla finestra a guardare l'esito del duello annunciato tra il Sindaco PIERONI (dirottato dal Socialismo a Forza Italia) e lo sfidante civico LONGHI (la RAGAINI parrebbe fuorigioco), lasciando l’elettorato libero di disperdersi tra vincitori e perdenti. Un film già visto troppe volte, a Loreto e non solo. Per info, per restare in provincia, chiedere ad Osimo.
Il vero nodo resta una regia malata, anno dopo anno sempre più profondamente fuori contesto, lontana dal contatto con la realtà. 
Questi tre casi (anzi cinque considerando Osimo bis) non sono anomalie, ma la realtà di una provincia che vota a Destra ma resta prigioniera di una classe dirigente vecchia o inadeguata (nel caso di Ancona, entrambe le cose), arroccata sulle proprie posizioni da quasi mezzo secolo. 
Cos’altro deve accadere affinché i cittadini di Centro-Destra possano finalmente liberarsi da questi falsi governanti?

https://www.dottromaldini.com/

 

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