venerdì, 27 marzo 2026

DAL CAPANNO DI PALOMBINA AL CLAN DEI NARCOS: CADE IL RAMPOLLO "da ROMANO"

In manette Andrea Stecconi, 24 anni, unico anconetano coinvolto nella maxi retata del Sisco su 28 componenti dell'associazione a delinquere "La sacra famiglia". Il ragazzo, nel mirino sin dall'estate 2023, era uno dei principali collaboratori del cosiddetto "padre", un 28enne maceratese, particolarmente violento, al vertice della capillare organizzazione attiva in tutta la regione

Di Sandro Pangrazi | 27-Mar-2026 4 min di lettura
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DAL CAPANNO DI PALOMBINA AL CLAN DEI NARCOS: CADE IL RAMPOLLO "da ROMANO"

 

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di Sandro PANGRAZI

È di Ancona, esattamente di Palombina, uno dei principali collaboratori del boss 28enne maceratese arrestato l'altra notte nell'ambito dell'operazione “Suburra”. 
Per Andrea STECCONI, 24 anni, il risveglio all'alba di giovedì ha segnato il capolinea definitivo di una carriera criminale che durava da un paio di anni sotto i radar della sezione interprovinciale investigativa del Servizio centrale operativo. 
Stavolta non è finita come nell'estate del 2023, quando il giovane venne svegliato in un capanno del noto stabilimento “da Romano”, gestito dalla sua famiglia, dalla "fregola" dei cani antidroga della Polizia.

Passo falso datato 2023
Due anni fa Stecconi, trovato con un quantitativo non eccessivo di stupefacenti, se la cavò con una denuncia a piede libero, rischiando però di far chiudere l'attività del padre Riccardo per motivi di ordine pubblico. 
Non sapeva, il ragazzo, di essere diventato un'esca: per un paio di anni gli agenti d’élite dello Sisco, inclusi due infiltrati sotto copertura, hanno seguito ogni sua mossa, usandolo come chiave privilegiata per scardinare un'organizzazione capace di gestire droga "a palate" con metodi di una multinazionale. 
L’altra mattina il risveglio alla realtà è stato però amaro: i poliziotti lo hanno incastrato con quasi un chilo e mezzo di roba (esattamente 1,3 kg tra hashish e marijuana) e 18.000 euro in contanti di cui l'anconetano non ha saputo motivare la provenienza.

 

Da Telegram un ordine in diretta monitorato dal Sisco

Un "grossista" regionale: il livello che ha mosso la Direzione centrale Anticrimine
STECCONI è infatti l'unico anconetano implicato nell’inchiesta che ha portato a 28 arresti complessivi (13 nel 2023 e 15 nell'ultima tranche). 
L'organizzazione, autodefinitasi “La Sacra Famiglia”, operava da circa tre anni come un grande distributore regionale per pusher di alto livello, rifornendo le principali piazze rivierasche, da Fano a San Benedetto del Tronto, con ingenti carichi mensili e un fatturato vicino a 200 kg. di hashish e 40 di cocaina. 
È proprio questa caratura "all'ingrosso" ad aver attirato l'interesse del Sisco; senza carichi pesanti e una struttura transnazionale, non si sarebbe mai mossa l'élite della Polizia.

"Ok bro, ti mando il corriere": il metodo Amazon tra selfie e pistole
Il clan aveva scoperto e trasformato Telegram in un market esclusivo. 
Per acquistare dalla Spagna, i clienti dovevano superare una fase documentale ferrea: invio di copia del documento, screen-shot Instagram e un selfie con carta identità in mano. 
Superata lo step della verifica, scattava la consegna. Ma dietro il gergo amichevole dei messaggi ("Bro, possibile 1 kg di coca? per oggi pomeriggio"), si celava un rito brutale: ai nuovi clienti il corriere si presentava mostrando ostentatamente una pistola per scoraggiare anche l'idea di possibili sgarri. 
Una volta stabilita la gerarchia, le consegne seguivano il modello Amazon, con i clienti che lasciavano recensioni su qualità e puntualità del servizio.

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Il “Padre” e i metodi "spicci": la vendetta oltre le sbarre
Al vertice della "famiglia" sedeva il 28enne maceratese soprannominato “Padre”. 
Dalla Spagna ordinava droga, gestiva "assunzioni", stipendi e ritorsioni feroci: dal piano per uccidere il cane di un cliente infedele con polpette piene di chiodi, alla ferocia contro un garante pugliese tenuto in ostaggio per garantire un carico di droga e costretto a lanciarsi da un’auto in corsa, sull'A14, per sfuggire a una vendetta certa. 
Pare che la pericolosità del gruppo fosse tale... da garantire la punizione per eventuali sbecchi anche se l'affiliato si fosse trovato detenuto in carcere.

L'annuncio shock: cercansi Rider a 4.500 euro al mese
A testimoniare il lato surreale e dilettantistico del reclutamento, spicca l'annuncio intercettato su Telegram: "Stiamo cercando ragazzi in gamba per la mansione di rider". 
Requisiti: patente, automuniti e "profilo basso". Condizioni: quattro ore al giorno per 4.500 euro mensili. 
Un’offerta incredibile che ha contribuito ulteriormente a esporre alla visibilità un impero di morte che per tre anni ha inondato le Marche.

Bilancio Finale
L’operazione si è chiusa con numeri che certificano la fine di un impero e le manette ulteriori per sei italiani, un albanese e tre marocchini.
Complessivamente sono state eseguite 15 misure cautelari (9 in carcere e 6 ai domiciliari) nell'ultima tranche, compresi tre "pesci piccoli" rimasti incastrati per essere capitati nel posto sbagliato, nel momento meno opportuno. 
Il sequestro totale dell'operazione "Suburra" ammonta così a 204 kg. di hashish, 5 kg di cocaina e due pistole. 
Per l'unico anconetano del gruppo, invece la strada si ferma qui.

 

 

 

 

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