mercoledì, 25 marzo 2026

CARA GIORGIA, BENE DELMASTRO E GARNERO, MA NON DIMENTICHI PUTZU, AGOSTINI E TROPPI ALTRI

Mentre il partito predica il merito, nelle Marche si tollerano i doppi stipendi pubblici di Agostini in Film Commission (8.000€ al mese!), le condanne in Cassazione e le vicende personali per coca, mai smentite, del Capogruppo Putzu. Il silenzio roboante, di ben quattro anni, della Coordinatrice regionale Leonardi completa il quadro di un partito malato non solo a Roma. Urge la ramazza pure ad Ancona per ridare identità a un movimento ridotto a "feudo" per gli amici degli amici, tutti garantiti da Francesco Acquaroli

Di Sandro Pangrazi | 25-Mar-2026 6 min di lettura
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CARA GIORGIA, BENE DELMASTRO E GARNERO, MA NON DIMENTICHI PUTZU, AGOSTINI E TROPPI ALTRI

 

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di Sandro PANGRAZI

Caro Presidente MELONI,
la batosta elettorale al Referendum — incassata nonostante un’affluenza massiccia al 59% — unita all'imminente Pasqua, sembra Le stiano suggerendo le classiche "pulizie di primavera". 
Si tratta di un’operazione discretamente tardiva, visto che sotto i tappeti di Fratelli d’Italia si è accumulata polvere e di tutto da oltre tre anni; ma resta un atto di igiene politica benvenuto se l'obiettivo è salvare la barca del partito dalle onde anomale previste per il 2027.
Ma non le bastano uno straccio e un pò di buona volontà: qui serve la scopa di saggina, quella dura, per rimuovere croste di potere che si sono formate in tre anni di gestione allegra. 
Il grande malato è Fratelli di Italia, il suo partito e partito di tanti italiani; ma un partito che nelle Marche sembra aver perso anticorpi morali, trasformandosi in un rifugio per privilegiati e intoccabili.

  1. La cerchia romana e le ombre societarie
    Per capire da dove iniziare a scuotere le poltrone, basterebbe guardare ai piani alti di Roma. 
    Chieda in queste ore alla già quattro volte "recalcitrante" Ministra del Turismo Daniela GARNERO (in arte SANTANCHÈ), arroccata sino all'ultimissimo nel suo incarico nonostante le "ombre gestionali" da privata cittadina; o al fresco dimissionario Andrea DELMASTRO DELLE VEDOVE. 
    Quest'ultimo, come risulta ormai a tutta Italia, è stato socio in affari nella "Braceria d’Italia" con Miriam CAROCCIA, figlia di un prestanome del clan SENESE. 
    Parliamo di una gang in odor di mafia da almeno quarant'anni, nota nella Capitale come "i napoletani della Tuscolana". 
    Com’è possibile che chi sedeva al Ministero della Giustizia non abbia sentito prima l’inopportunità politica di certi legami societari e abbia atteso la tempesta post-voto della stampa non governativa per fare un passo indietro?

Andrea AGOSTINI (Fdi), Presidente e Direttore di Film Marche Commission per circa 8.000€ al mese!

2. Andrea PUTZU: tra cocaina e silenzi complici
A proposito di scoop e coerenza. Scendendo sul territorio, è nelle Marche — anche un pò sue — che il suo modello di classe dirigente mostra il volto più ipocrita. 
Parliamo di nuovo di Andrea PUTZU, Capogruppo regionale e suo amico fraterno sin dagli esordi in Azione Giovani, quel movimento dove, nel 1998, insieme sognavate un’Italia pulita. 
Mentre il suo Governo a parole dichiara guerra fermissima alle droghe, a Porto Sant’Elpidio PUTZU continua a sghignazzare dei nostri scoop dall'alto della sua poltrona di super vertice regionale. 
Lo fa protetto da un silenzio di partito (e, per la verità, anche delle opposizioni!) che sa di omertà, nonostante i ripetuti casi di utilizzo di cocaina documentati in solitaria dalla nostra testata OSIMO OGGI. 
Com'è possibile conciliare i valori della Destra con il naso più volte sporco di chi rappresenta le istituzioni?

La Senatrice Elena LEONARDI nominata Coordinatore regionale di Fratelli di Italia a maggio 2018.... invano.

3. L'inganno elettorale del 2020 e la "coscienza critica" di DI RUSCIO
C'è poi da chiarire il fango della elezione regionale, nuovamente in capo a PUTZU! 
Dobbiamo per davvero rassegnarci al fatto che un uomo delle istituzioni sieda ancora in Consiglio, anzi sia il capogruppo di FdI, nonostante una condanna definitiva per le firme false, confermata in Cassazione nel 2018? 
Aver taciuto quella sentenza per ottenere la poltrona non cancella il fatto che PUTZU fosse, secondo la Legge Severino, incandidabile. 
A gridarlo è da tempo un altro ex esponente di Fratelli d'Italia, non di secondo piano, anzi illustre fino a ieri: Saturnino DI RUSCIO. 
L'ex sindaco di Fermo rappresenta oggi quella "coscienza critica" — o l’alternativa ignorata dai vertici — che ha deciso di non voltarsi dall'altra parte di fronte a quello che descrive come un inganno ai danni suoi e di oltre 8.200 elettori del Fermano. 
È stato lui a presentare l'esposto per falso ideologico presso la Procura di Ancona; quando il fuoco "amico" è così preciso, Presidente, voltarsi dall'altra parte diventa complicità.

Andrea PUTZU, troppo lungo l'elednco dei dispiaceri inferti dal Capogruppo di FdI ai marchigiani.

4. Elena LEONARDI: la coordinatrice "scomparsa" dai radar
Chi avrebbe dovuto badare a queste clamorose "storture", prima ancora della MELONI, è la Coordinatrice regionale Elena LEONARDI. 
Port?orecanatese, in carica dal maggio 2022, la LEONARDI sembra essere letteralmente scomparsa, dileguata, in fuga.Di certo lo è, da qualsiasi radar politico, subito dopo la conferenza stampa di ufficializzazione del suo incarico, quattro anni fa! 
Un’assenza assordante che, giorno dopo giorno, provincia dopo provincia, Osimo dopo Osimo, ha trasformato le Marche nel "Far West" della coerenza Meloniana, dove si tollerano doppi stipendi pubblici come quelli dell'avvocato Andrea AGOSTINI — 8.000 euro al mese tra Presidenza e Direzione della Film Commission — senza che la "vigile" coordinatrice batta un colpo sull'amico di Francesco ACQUAROLI.
La latitanza della LEONARDI ha permesso che i virus della cattiva politica infettassero sino alle Istituzioni regionali, trasformando FdI in un feudo per pochi privilegiati, dove ognuno fa ciò che vuole, sicuro dell'impunità.
Se chi deve controllare sparisce, il partito è destinato a soccombere; presto o tardi. Vero Giorgia?

Francesco ACQUAROLI, il futuro del Governatore, seppur appena confermato, si tinge di grigio.

 

5. L'appello finale: la lezione di ALMIRANTE
Presidente MELONI, cosa devono regalare queste "pulizie" agli italiani? 
Non chiediamo manette, ma un briciolo di dignità: un caldo e pressante invito a questi signori a raccogliere le proprie cose e abbandonare celermente incarichi ricoperti senza onore. 
Presidente, usi quella scopa senza guardare in faccia a nessuno. Lo faccia per la dignità di quella Destra che non accetta nasi sporchi e mani lunghe.
Dimostri che il suo partito non è un malato terminale di arroganza, ma un organismo ancora capace di espellere chi se ne appropria e lo infanga.
Giorgio ALMIRANTE, al riguardo, saprebbe ancora consigliarla per il meglio: se a sbagliare è un avversario politico è giusto che paghi; ma se a sbagliare è "uno dei nostri", la pena per chi macchia il decoro della Nazione deve essere almeno doppia. 
È tempo di dimostrare che quel codice etico esiste ancora. 
Pulisca tutto, Giorgia, o sarà il fango a sommergere le Marche e quindi il suo Governo.

 

 

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