EVENTI DANZANTI ABUSIVI E LAVORO NERO A MARCELLI: 7 GIORNI DI STOP AL LIBECCIO
Nel week-end un blitz interforze di Polizia, Finanza e Vigili del Fuoco ha rilevato la totale assenza di licenze comunali: tre dipendenti senza contratto e gravi violazioni antincendio. Scattata la denuncia per il titolare e la sospensione totale di tutte le attività, ristorative e balneari, della struttura


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di Sandro PANGRAZI
Si stringono le maglie della giustizia amministrativa e penale sulla movida della Riviera del Conero.
Il provvedimento di sospensione della licenza per 7 giorni, disposto dal Questore di Ancona Cesare CAPOCASA riguarda l'attività del Libeccio Restaurant & Club (Libeccio Beach), posto al centro della movida di Marcelli, al civico 213 del lungomare.
La contestazione poggia sull'applicazione rigorosa dell'articolo 100 del Tulps e salvo ricorsi d'urgenza, il blocco terminerà venerdì prossimo, alla scadenza dei 7 giorni complessivi, motivato da gravi motivi di ordine e sicurezza pubblica.
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Il teatro dell'assurdo e la fuga dei Sindaci
Il fulcro del controllo: totale assenza di permessi
Il cuore dell'ispezione condotta dalla Squadra Amministrativa della Questura riguarda la totale illegalità delle serate di punta del locale, mascherate da semplici cene con animazione ma gestite a tutti gli effetti come appuntamenti da discoteca aperta al pubblico.
Nel corso dell’accertamento, i poliziotti hanno verificato che quell’attività danzante era abusiva.
Tuttavia il titolare è risultato sprovvisto della regolare licenza, oltre a non aver mai presentato la Scia o aver chiesto la licenza per pubblico intrattenimento al Comune di Numana.
La situazione ha fatto scattare una doppia contestazione al titolare: è scattata subito la denuncia quindi nei suoi confronti per aver organizzato un pubblico spettacolo-intrattenimento in un locale privo di licenza di agibilità per eventi danzanti e poi gli è stata contestata la mancanza della licenza che appunto abilita a svolgere eventi di pubblico intrattenimento.
L'aver aperto un luogo di pubblico spettacolo aggirando i controlli preventivi delle autorità ha costretto il Questore a firmare il decreto di chiusura immediata, il ricordato ex articolo 100 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, finalizzato ad impedire il protrarsi di una situazione di potenziale pericolo per l'incolumità pubblica dei frequentatori.

Le altre contestazioni del blitz interforze
Alla pesante denuncia per intrattenimento abusivo e alla contestuale chiusura della Questura si sono sommate le sanzioni degli altri reparti intervenuti nel fine settimana sul noto locale sul lungomare.
La Guardia di Finanza ha trovato tre persone intente a lavorare al LIBECCIO, sprovviste di regolare contratto.
Per questa violazione è stata proposta all’Ispettorato territoriale del Lavoro di Ancona la sospensione dell’attività.
I Vigili del Fuoco del Comando provinciale hanno invece riscontrato diverse violazioni, sia alla normativa antincendio che alla sicurezza nei luoghi di lavoro.
La chiusura per 7 giorni comminata impatta, di fatto, sull'intera attività del locale, attivo anche come bar, pizzeria e attività spiaggia. I sigilli impongono quindi lo stop totale e simultaneo a ogni singolo servizio della struttura ristorativa e balneare fino a venerdì 22 maggio compreso.
Il precedente del 2024: sporcizia in cucina e telecamere abusive
Per il Libeccio non si tratta del primo pesante controllo da parte degli organi di vigilanza.
Già due anni fa, nel luglio 2024, la struttura era finita al centro di un maxiblitz ispettivo condotto dai Carabinieri del Nas, dall'Ispettorato del Lavoro e dall'Ast2.
All'epoca l'ispezione si era concentrata sulle precarie condizioni igieniche del reparto cucina, dove erano stati documentati forni e frigoriferi incrostati, affettatrici sporche e persino la presenza di ragnatele.
In quel frangente il provvedimento di chiusura immediata in piena alta stagione fu evitato per un soffio grazie al tempestivo e immediato ripristino delle condizioni di sicurezza e igiene da parte della proprietà.
L'operazione si concluse comunque con una multa salata da 3.000 euro, oltre alla contestazione formale della ulteriori violazioni delle procedure di autocontrollo Haccp sulla salubrità degli alimenti; e alla contestazione di aver installato un impianto di videosorveglianza interno senza le prescritte autorizzazioni.
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Rettifica e formali scuse al Sottovento
La redazione intende formulare le proprie scuse alla Direzione e allo staff del Sottovento, situato al civico 220 della medesima via.
Negli attimi successivi al blitz, a causa della parziale secretazione iniziale del nome dell'attività coinvolta, per poche ore il provvedimento è stato erroneamente attribuito al Sottovento.
Diversamente il locale risulta indenne da sanzioni, operando senza interruzioni nella consueta programmazione degli eventi.
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La locandina dell'ultimo spettacolo andata in onda al Libeccio.

L'affissione del decreto di sospensione all'ingresso del ristorante sul lungomare.



