giovedì, 23 aprile 2026

NARCOS UCCISO DAL COMPORTAMENTO DELLA SUA PADRONA: LA PERIZIA SMASCHERA LE BUGIE SUL DOPPIO SPARO

Cane senza microchip e guinzaglio rotto: mentre la padrona vendeva ai media una versione strappalacrime, i periti scoprivano la verità tra vestiti puliti dal sangue e l'ombra dello spaccio. Narcos è stato tradito da chi lo avrebbe dovuto tenere al guinzaglio

Di Sandro Pangrazi | 23-Apr-2026 4 min di lettura
(0 voti)
NARCOS UCCISO DAL COMPORTAMENTO DELLA SUA PADRONA: LA PERIZIA SMASCHERA LE BUGIE SUL DOPPIO SPARO

https://qualitaeamore.it/ristorante/cucina-contadina/?utm_source=osimooggi&utm_medium=referral&utm_campaign=articolo_editoriale&utm_content=grafica_ancona

Pubblicità

di Sandro PANGRAZI

Non è stato il colpo di una Beretta d'ordinanza a uccidere Narcos, ma una gestione irresponsabile e illegale che ha segnato la sua breve esistenza. 
Il pitbull abbattuto il 14 settembre 2025, a soli due anni e mezzo di età, non è la vittima di un poliziotto dal grilletto facile, ma l’esito fatale di una condotta padronale totalmente fuori dalle regole. 
Le risultanze dell’incidente probatorio, chiuse il 16 aprile 2026 davanti alla Gip Sonia PIERMARTINI, scrivono la parola fine su una narrazione vittimistica che è stata letteralmente frantumata dalla prova scientifica.

Ilaria o Alessia SOSA GOMEZ, 21 anni: per mesi ha sostenuto la tesi del "poliziotto pistolero" facendo scatenare l'indignazione di mezza Italia. In realtà ha coperto lo spaccio del fidanzato, arrivando a determinare la morte di Narcos.

Il castello di menzogne crolla sotto la balistica
Per mesi la giovane proprietaria Ilaria (o Alessia) SOSA GOMEZ, 21 anni, ha venduto ai media la storia di un poliziotto che avrebbe sparato due volte contro un cane inerme e immobile, alla catena tra le sue gambe. 
Una versione definita dal perito balistico Sandro EVANGELISTI come "incompatibile con i riscontri oggettivi". 
Il dettaglio che inchioda e svergogna la ragazza di origine Centro-americana è inoppugnabile: i suoi pantaloni. 
Se Narcos fosse stato davvero tra le sue cosce quando il proiettile gli ha reciso giugulare e carotide, la donna sarebbe stata letteralmente inondata di sangue. 
I video analizzati mostrano invece indumenti perfettamente puliti. 
Il cane non era lì a farsi coccolare; il cane era in volo, ad un paio di metri, massimo tre, per azzannare l'agente.

Narcos da cucciolo, la colpa di essere affidato a mani sbagliate.

La verità sul "doppio sparo"
La perizia firmata da EVANGELISTI e Carlo FREZZOTTI smaschera definitivamente la tesi calunniosa del doppio colpo. 
I riscontri tecnici non lasciano spazio a interpretazioni: un solo bossolo a terra, una sola ogiva nel corpo dell'animale e, soprattutto, il caricatore dell'agente che conteneva 14 colpi su 15. 
Un solo sparo, l'estrema ratio difensiva di fronte a un pericolo imminente.

 

 

Come un'arma "fantasma" in un contesto di spaccio
In soli due anni di vita, Narcos è stato trattato come un'ombra: un cane "fantasma", privo del microchip obbligatorio. 
Una negligenza grave: senza registrazione, i proprietari si garantivano l'anonimato in caso di aggressioni. 
Un vizio di famiglia, considerando che il fidanzato della ragazza era già stato a processo per aver aizzato un cane durante una lite. 
Quel pomeriggio di sette mesi fa, nei giardini di via Osimo, ad Ancona, il giovane pitbull è stato usato come scudo per coprire un’attività di spaccio, finché il guinzaglio — definito in perizia di «robustezza inadeguata» con maglie non saldate — non ha ceduto, lasciando l'animale libero di scagliarsi contro la polizia, ovvero uno dei tre agenti dell'operazione anti-droga.

Il verdetto della scienza
I rilievi tecnici travolgono ogni tentativo di difesa della proprietaria:
Dinamica d'attacco: la traiettoria del proiettile, dall'alto verso il basso, conferma che l'animale era «proteso verso l'alto», sulle zampe posteriori, in piena fase di assalto a meno di tre metri dall'agente.
Nessuna alternativa: con l'agente spalle alla panchina, anche l'utilizzo del Taser sarebbe stato inutile e i colpi in aria un pericolo mortale per i passanti nel parco.

Il verdetto morale
L'agente, difeso dall'avvocato Laura VERSACE, ha dunque sparato per non essere sbranato. 
Narcos, invece, è morto perché chi doveva amarlo lo ha tenuto nell'illegalità fin dalla nascita; lo ha usato per proteggere la droga e lo ha trattenuto con un’attrezzatura fatiscente. 
I fatti urlano la verità: Narcos è morto per colpa di chi teneva l'altro capo del guinzaglio.

https://www.dottromaldini.com/

 

 

Pubblicità

Cosa ne pensi?

Partecipa alla discussione. Il tuo commento sarà revisionato dalla redazione.

Potrebbe interessarti