domenica, 10 maggio 2026

PALLONCINI E DELIRI, LEGAMBIENTE IN TILT: LA DERIVA IDEOLOGICA DELL'AMBIENTALISMO OSIMANO

Dopo un lancio di palloncini a Osimo Stazione, gli ambientalisti locali invocano divieti, nuove strette e regolamenti comunali. Tra pseudo allarmismo scientifico e soluzioni surreali, ecco come un’ideologia spinta sta trasformando ogni gesto di leggerezza in un reato contro l’ecosistema

Di Sandro Pangrazi | 10-May-2026 4 min di lettura
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PALLONCINI E DELIRI, LEGAMBIENTE IN TILT: LA DERIVA IDEOLOGICA  DELL'AMBIENTALISMO OSIMANO

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La scena del crimine: un campo sportivo e un filo di lattice

C’era una volta il campo sportivo come luogo di festa, aggregazione e simboli condivisi. 
Nel week-end, ad Osimo Stazione, quel prato è diventato la scena di un "crimine ambientale". 
Un lancio collettivo di palloncini colorati ha scatenato l’immediata reazione del circolo Legambiente, trasformando un gesto simbolico e piacevole in un caso politico. 
L’allarmismo del Presidente Leonardo PULITI non ammette deroghe: nemmeno la dicitura "biodegradabile" basta a scagionare il lattice. 

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La narrazione degli ambientalisti duri e puri è implacabile: l’oggetto si trasformerebbe in una sorta di missile a guida laser programmato per finire esattamente dove un animale selvatico sta aspettando di ingerirlo!

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La "pornografia del dolore" e il processo alle intenzioni
Per rendere il quadro ancora più cupo, l’ambientalismo locale ricorre al repertorio del terrore emotivo. 
Ci viene spiegato, con toni da referto autoptico, che i resti provocherebbero "letali blocchi intestinali" e "strangolamenti" alla fauna. 
È il classico utilizzo della sofferenza animale per forzare una decisione politica: si proietta l'immagine straziante di una tartaruga soffocata per impedire a un bambino di Osimo di lasciar andare un filo colorato. 
In questa visione binaria, non esiste via di mezzo tra un rito festivo e lo sterminio sistematico della biodiversità; ogni palloncino è, potenzialmente, un'arma letale.

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La scure educativa: il "metodo" TARABELLONI
Alle preoccupazioni ecologiche si aggiunge la severa ramanzina sull'educazione civica. 
Francesca TARABELLONI, vice Presidente del Circolo osimano, rincara la dose sottolineando il "messaggio contraddittorio" inviato ai giovani. Secondo la vice, è inutile fare sensibilizzazione nelle scuole e nelle parrocchie se poi, in un campo sportivo, si ignorano le "regole base". 
È la visione di un ambientalismo che non tollera eccezioni: il momento ludico viene processato e condannato come un atto di diseducazione di massa. 
Non si educa alla gestione responsabile, ma si pretende la cancellazione di ogni rituale che non rientri nei rigidi canoni del politicamente corretto ambientale.

Dalle fiamme libere alla minaccia per i cieli
Non paghi di aver trasformato il lattice in veleno, Legambiente passa alla guerra alle povere lanterne cinesi. 
Secondo PULITI, questi oggetti aumenterebbero "esponenzialmente" il rischio di incendi, ignorando la realtà di un territorio monitorato. 
Ma l’incredibile arriva adesso: per il circolo extra ambientalista, le lanterne sarebbero addirittura un pericolo per la sicurezza del traffico aereo! 
Siamo ormai nel campo del surreale: dipingere un evento di provincia come una minaccia per l’aviazione civile trasforma la cronaca locale in una sceneggiatura catastrofica di serie B, pur di giustificare la propria fobia per il simbolo e la luce.

Il gran finale: la burocrazia come unico orizzonte
La chiusura di questa crociata è la richiesta rivolta all’Amministrazione comunale di Osimo: modificare il Regolamento vigente per sancire l’esplicito divieto di lancio, come segnale "forte e coerente". 
Quello che viene presentato come un atto di civiltà appare invece come l’ennesimo rigurgito di una burocrazia del nulla che vuole normare ogni istante della vita sociale. 
Chiedere al Comune di farsi "sceriffo del cielo" significa abdicare alla credibilità residua e soprattutto rinunciare al buonsenso. 

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Il vero rischio non sono i palloncini che volano ma un’ideologia grigia che vuole chiudere la società in un recinto di sanzioni e sensi di colpa, dove persino un soffio di carta colorata viene trattato come un attentato alla pubblica sicurezza.
Un po' di sana vergogna ambientale?

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