GLORIO ANNO UNO, LA CITTA' IN BILICO TRA PACIFICAZIONE E COMPETENZA
Dal plebiscito del 57,37% ottenuto in elezioni scontate e senza avversari, Michela Glorio ha traghettato Osimo verso una stabilità ritrovata, ma deve ora fare i conti con nodi irrisolti vecchi e nuovi e le prime tensioni sotterranee. Vedi la spinosa questione Comandante e l'imbarazzo per la vicenda a pagamento del titolo "Città europea Sport". Le aspettative della città, ormai fuori dalla luna di miele, al vaglio di una squadra amministrativa tutta da valutare se e quanto all'altezza del compito affidatole


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di Sandro PANGRAZI
Esattamente dodici mesi fa, le urne del 25 maggio 2025 consegnavano a Michela GLORIO e alla Sinistra una vittoria schiacciante: un 57,37%, ancorché colto nella solitudine e in assenza di avversari, che non lasciava spazio a repliche.
Oggi, ormai ad un anno dall'insediamento del primo Sindaco donna nella storia di Osimo, la città si ferma a riflettere.
Quello che emerge è il ritratto di una Amministrazione che - certamente - ha saputo cambiare il "clima" di Osimo, ma che fatica ancora a dominarne la "macchina" e a nascondere le prime crepe interne.
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La "Pax Osimana": il merito della normalizzazione
Il risultato più visibile e immediato dei primi 365 giorni di Michela GLORIO da primo cittadino è stata la normalizzazione istituzionale.
Osimo usciva da un periodo traumatico: le tensioni della precedente maggioranza civica e di Destra e il successivo commissariamento prefettizio avevano lasciato una cittadinanza esausta.
Il Sindaco ha avuto il pregio di abbassare i toni, restituendo decoro al Palazzo.
Questa "pacificazione" è il pilastro su cui poggia il suo attuale gradimento: molti osimani riconoscono alla GLORIO il merito di aver riportato stabilità, governando con una coalizione che, almeno ufficialmente, si professa compatta.
Il vuoto della "Vecchia guardia Latiniana" e un'opposizione inesistente
A rendere questo primo anno un unicum è però lo scenario politico circostante, sempre in ebollizione.
Per la prima volta nella storia recente, l’aula consiliare è rimasta orfana delle storiche Liste Civiche Latiniane.
Il doppio fallimento del fronte unitario del 2024 e del 2025 ha portato alla scomparsa volontaria, anche dai banchi della minoranza, di quei volti che, per oltre vent'anni, hanno rappresentato il cuore pulsante della politica osimana.
Questo vuoto di "memoria storica" non è stato colmato. L’attuale opposizione, guidata (si fa per dire) da Francesco PIRANI e dagli inconcludenti rappresentanti di Fratelli d’Italia, appare agli occhi di molti osservatori come di fatto inesistente.
Senza il pungolo tecnico dei civici storici, la minoranza in Consiglio fatica a incidere, limitandosi a critiche spesso formali e prive di quella forza politica necessaria a impensierire seriamente la Giunta. Questa "assenza di avversari" sta regalando alla GLORIO una navigazione di crociera tranquilla, ma ha anche privato la città di un necessario controllo democratico di alto livello.

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Le luci: una freschezza che non sempre piace
Non mancano comunque le note positive, rivendicate con orgoglio dall'Amministrazione:
Servizi alla persona: un focus deciso sul welfare e sul potenziamento dei nidi comunali, accolto con favore dalle famiglie.
Proattività sui fondi: il tentativo di intercettare bandi Pnrr e internazionali per progetti culturali e di sostenibilità.
Presenza sul territorio: un Sindaco comunicativo e vicino alla gente, che continua a riscuotere successo per il suo stile empatico.
Le ombre: infortuni tecnici e prime avvisaglie di tensioni interne
Tuttavia, sotto la superficie, i problemi non mancano.
La carenza di qualità amministrativa della squadra è emersa in alcuni "infortuni" eclatanti.
Il più spinoso è il caso BUSCARINI: la mancata risoluzione del nodo del Comandante della Polizia Locale (senza titolo dal 2024) è una macchia che segnala l'incapacità della Giunta di gestire la tecnocrazia comunale.
A questo si aggiunge la controversa questione del titolo di "Città Europea dello Sport 2028", etichettato fin dal sorgere come una "disavventura d'immagine", un bollino percepito come "mercanteggiato" con Aces più che meritato sul campo.
Ma il vero retroscena riguarda la tenuta della squadra; oltre ad uno stile definito "ondivago" proprio dall'area larga dei partiti e movimenti alleati.
Nonostante le apparenze di facciata e i sorrisi istituzionali, i rapporti in Giunta non sembrano sempre essere "tutto rose e fiori".
Serpeggiano malumori legati alla gestione di alcune deleghe pesanti e a una leadership del Sindaco che alcuni Assessori giudicherebbero eccessivamente accentratrice su certi dossier e troppo cauta su altri. Queste tensioni sotterranee, unite a un'esperienza amministrativa ancora acerba, rappresentano la vera mina vagante per il futuro del mandato.
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Conclusione: la sfida del secondo anno
Il bilancio dell'Anno Uno si chiude con un interrogativo.
Il 57% è ancora una corazza robusta, facilitata da un'opposizione silente e dalla scomparsa dei protagonisti storici.
Ma la fase della "normalizzazione" è finita.
Per Michela GLORIO, il secondo anno che si apre sarà quello della verità: dovrà dimostrare di saper risolvere i nodi tecnici irrisolti e, soprattutto, di saper mantenere compatta una Giunta dove i primi nervosismi iniziano a farsi notare.

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