giovedì, 14 maggio 2026

DISCARICA DI FATTO A PASSATEMPO: GLORIO E PIRANI CONVERGONO SU UN NO CHE CONTA ZERO

Da ufficialità a farsa politica. La scomposizione del Consiglio comunale di Osimo, pronto a spaccarsi lunedì pomeriggio tra doppi ed inutili ordini del giorno e la calcolata astensione di FdI, si consuma attorno a un paradosso istituzionale: un voto tardivo e senza senso, quello programmato in sala Gialla, che giungerà dopo il via libera alla discarica di questo pomeriggio

Di Sandro Pangrazi | 14-May-2026 6 min di lettura
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DISCARICA DI FATTO A PASSATEMPO: GLORIO E PIRANI CONVERGONO SU UN NO CHE CONTA ZERO

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di Sandro PANGRAZI

La scomposizione del Consiglio comunale di Osimo, pronto a spaccarsi lunedì pomeriggio tra ordini del giorno contrapposti e calcolate astensioni (GLORIO E PIRANI uniti, FdI minoranza ad Osimo ma maggioranza in Regione), si consuma attorno a un paradosso istituzionale: un voto inutile, quello programmato in sala Gialla per lunedì pomeriggio, che arriverà persino fuori tempo massimo! 
Domani, infatti, la designazione del sito di via Fratte a Montefano per la nuova discarica diventerà ufficiale, superando nei fatti i ritmi a scoppio ritardato della politica osimana. 
L'Aula si appresta così a mettere in scena uno scontro di puro posizionamento elettorale su una decisione già presa, specchio perfetto del cinismo partitico e della paralisi infrastrutturale italiana.

1. La scomposizione di un'Aula fuori tempo massimo
La vera notizia politica che emerge alla vigilia del Consiglio comunale è la frammentazione interna delle forze osimane di fronte a un binario morto.
Lunedì il Consiglio comunale si troverà a votare su due distinti documenti urgenti che esprimono piena contrarietà all'opera.
Da una parte la minoranza Piraniana, firmataria di un atto di netta contrarietà a difesa dei confini comunali; e dalla stessa parte, ma con un documento difforme solo nella punteggiatura, la maggioranza di Centro-Sinistra, con un testo siglato dai consiglieri FLAMINI, M. MENGONI, CAMPANARI, CARPERA, MARINCIONI, LANARI, G. MENGONI, FREDDO e CANAPA per ribadire altrettanta "ferma contrarietà". 
Due testi paralleli per dire lo stesso "No", sintomo di una frammentazione interna persino tra opposizioni e nuove improbabili alleanze tra la minoranza Piraniana e l'asse Pd.

2. L'astensione tattica di Fratelli d'Italia e l'isolamento in Sala Gialla
In questa scomposizione geometrica, il gruppo consiliare di Fratelli d'Italia si ritaglia un ruolo isolato ma calcolato, orientando la propria linea verso l'astensione. 
Sul piano locale, il non-voto ai documenti di contrarietà taglia i ponti con il resto del Consiglio comunale, ma garantisce al partito la totale fedeltà politica alla cabina di regia della Regione Marche guidata dal Governatore Francesco ACQUAROLI. 
Una mossa strategica che antepone le logiche di scuderia regionale alla difesa a oltranza del territorio osimano, lasciando FdI come l'unica forza di fatto allineata alla scelta del sito confinante.

3. La beffa dell'ufficialità: un voto che conta zero
Il paradosso più macroscopico resta però l'inutilità amministrativa dell'intero dibattito. 
Domani, ben prima che il Consiglio comunale possa avere il tempo di riunirsi, la localizzazione dell'impianto a via Fratte diventerà ufficiale. 
Poiché il sito ricade nel territorio di Montefano, sotto la competenza provinciale di Macerata, le deliberazioni di Osimo – in quanto Comune meramente confinante – avranno un valore puramente cartaceo. 
Nella migliore delle ipotesi l'atto finirà allegato come sterile nota di protesta nelle conferenze dei servizi; nella peggiore, non sposterà di un millimetro una decisione già blindata, trasformando il Consiglio di lunedì in una recita tardiva.

4. Il falso ambientalismo e la cultura del "non nel mio cortile"
Questa corsa affannata a depositare atti inutili fotografa quel falso ambientalismo di cui la Sinistra ha imbevuto la società italiana da sempre. 
Una narrazione ideologica che, invece di promuovere impianti moderni e sicuri, preferisce colpevolizzare l'infrastruttura per cavalcare paure ancestrali collettive, frutto dell'ignoranza. 
A questo impianto si salda l'ipocrisia di un corpo elettorale che esige i servizi e i consumi della modernità, pretendendo però che i supposti rischi – scientificamente inesistenti o azzerati dalle attuali tecnologie – siano costantemente scaricati oltre il proprio confine di casa.

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La farsa di via Fratte segue un copione nazionale consolidato, dove la sindrome del "giardino del vicino" blocca lo sviluppo attraverso un preciso elenco di veti storici.
Centrali nucleari: il peccato originale del blocco energetico italiano, che ha privato il Paese, per referendum, di fonti pulite di massa grazie allo spettro della paura emotiva.
Termovalorizzatori e inceneritori di ultima generazione: strutture sicure ed indispensabili all'autosufficienza ecologica, puntualmente sostituite da costosi trasporti di rifiuti all'estero o dall'apertura di nuove discariche.
Centri di trasformazione in metano e biogas: impianti di transizione ecologica circolare, sistematicamente bloccati da comitati locali convinti di difendere l'ambiente mentre lo danneggiano.
Antenne telefoniche e ripetitori: strutture pretese da tutti per avere la massima copertura dati sul proprio smartphone, ma osteggiate non appena si apre il cantiere sotto casa.

5. Dalle centrali nucleari ai centri di cremazione, passando per antenne, centrali biogas e termovalorizzatori: sempre lo stesso disco rotto
Forni crematori e impianti di cremazione mortuaria: strutture di prossimità ormai essenziali per la gestione dei servizi civici ed ecologici, rifiutate per presunti e inesistenti miasmi o per mero tabù psicologico.
Un cortocircuito cinico: pretendere ogni servizio ma respingere ogni impianto, condannando l'Italia a litigare per sempre mentre il resto d'Europa avanza.
La dinamica della ritorsione elettorale, al dunque, è l'unico vero punto di convergenza tra Centro-Destra e Centro-Sinistra. 
Quando governa la Sinistra le strutture si autorizzano nei Comuni di Destra; e quando governa la Destra avviene l'esatto contrario, col solo fine di preservare il proprio bacino di voti. 
Il risultato prodotto da tali logiche avallate dagli elettori, è la paralisi infrastrutturale di una nazione condannata a fronteggiarsi in ritardo su ogni progetto. 
Lunedì Osimo celebrerà la sua tribuna politica sterile, mentre i cittadini di Passatempo resteranno gli spettatori "indifesi" (da cosa, poi?) di un teatro che ha già scritto il suo finale.

6. BUGARO, referente osimano a corrente alternata
In questo marasma di inutili No, l'ufficialità della discarica attesa per domani si trasformerebbe nel primo vero assist strategico, a nove mesi dalla nomina, per l'Assessore regionale Giacomo BUGARO. 
L'esponente di Fratelli d'Italia, pur essendo anconetano 100% e dunque senza alcun legame reale con la terra dei "Senza Testa", avrebbe l'opportunità d'oro di appuntarsi sul petto una medaglia impossibile, quanto di cartone: quella di "nuovo referente politico degli osimani". 
Una dicitura puramente virtuale, buona per i comunicati stampa della Giunta ACQUAROLI, per le geometrie dei palazzi regionali e per qualche rara comparsata in città… nei fatti un primo buco nell'acqua per BUGARO che certifica l'ennesimo bluff istituzionale: un supposto protettore che esiste solo sulla carta, mentre sul territorio reale la commedia prosegue immutata.

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