STOP SCONGIURATO CREMATORIO DI TAVERNELLE GRAZIE ALL’ODG LATINI BOCCIATO L’EMENDAMENTO ACCHIAPPA VOTI DELLA DEM MANUELA BORA

Antistorico documento della Consigliera regionale Pd che, davanti al Comitato “Aria nostra” ha provato a far saltare l’impianto, proponendo il varo di un regolamento che avrebbe, di fatto, bloccato l’avanzamento dei lavori. Il progetto, al contrario, attraverso l’approvazione dell’ordine del giorno a firma del Presidente Latini, non subirà stop. Il testo licenziato dalla maggioranza di Centro-Destra, invita la Giunta a promuovere una impiantisca, quella crematoria, ormai vissuta come esigenza fondamentale nella cultura delle nuove generazioni
NULLA E’ DOVUTO MA SAREBBE MOLTO URGENTE
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Che sul finire del 2025 ci sia ancora gente, persino numerosa, che ha letteralmente paura delle antenne 5G, degli impianti, degli impianti di trasformazione del biometano e persino della banale cremazione delle salme… più del Lupo cattivo, possiamo purtroppo crederci.
Anche perché – per fortuna – trattasi in genere di “paure momentanee” che, matematicamente, come nascono… finiscono pure: se solo qualche politico acchiappa-voti (che in queste favole 2.0 non manca mai, vero Consigliera BORA) riuscisse nell’impresa di spostare, di qualche chilometro le suddette collocazioni tecnologiche.

In quel caso, antenne 5G, impianti biometaniferi e pure forni crematori, posizionati qualche passo più in la, non farebbero più paura nemmeno per la salute in pericolo… per la serie, non nel mio giardino… molto meglio nel tuo!
Dopo di che, per fortuna, esistono pure politici di coscienza che non barattano l’utilità sociale e il progresso per quattro voti personali, vedi Dino LATINI martedì in Assemblea regionale, in grado di tenere dritta la barra e consentire al progetto per l’impianto crematorio presso il cimitero di Tavernelle, di andare avanti in barba alle medievali proteste del solito comitato oscurantista.

Nonostante l’irruzione in Consiglio regionale, al grido di “Vergogna, vergogna” di qualche rappresentante del comitato “Aria nostra” (come se l’aria fosse cosa loro…) e nonostante la disponibilità della Dem Manuela BORA a fare da sponda al gruppetto di protestanti, la maggioranza ha tenuto duro approvando un ordine del giorno (primo firmatario lo stesso LATINI) in cui si invita la Giunta regionale a farsi carico del problema di agevolare nuovi impianti nelle Marche.
Si ricorda, infatti, come, al momento, il territorio marchigiano può contare solo sui forni di Fano e San Benedetto del Tronto, di gran lunga insufficienti per fronteggiare una domanda del pubblico oggi già al 50% dei decessi e comunque crescente.

Bocciata dunque la pretestuosa indicazione della Consigliera BORA che avrebbe portato – compiacendo ai desiderata del Comitato, nell’ambito della legge di assestamento del Bilancio in discussione – al via libera di un emendamento teso ad istituire un Piano regionale di coordinamento sugli impianti crematori; Piano utile a stabilire criteri oggi inesistenti per i Comuni marchigiani (al momento ogni municipalità si regola in autonomia in materia) e che di fatto, viste anche le elezioni imminenti, avrebbe sortito lo stop di fatto all’iter di avanzamento di Tavernelle.
Da qui la contro proposta del Presidente LATINI che, diversamente, stimola la Giunta che verrà dopo le elezioni a farsi carico della questione-crematori, favorendo la diffusione dell’impiantistica ad almeno un impianto a provincia.
Messi ai voti, i due documenti sono stati bocciati per la BORA e approvato per LATINI, con conseguente sconfitta per il rumoroso comitato oscurantista “Aria nostra”, costretto a prendere atto di essere ormai giunti in prossimità del 2026 e di aver perso, a favore della civiltà, una inutile battaglia di retroguardia.
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