venerdì, 13 febbraio 2026

L'ORRORE SUPERA QUOTA 50! MA IL CERCHIO SI STRINGE SULL'AUTORE

La rimozione sistematica dei microchip conferma il disegno criminale. Appello di Carabinieri e Forestale: «Chi ha visto per anni movimenti sospetti vicino al cavalcavia autostradale si faccia avanti».

Di Sandro Pangrazi | 13-Feb-2026 3 min di lettura
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L'ORRORE SUPERA QUOTA 50! MA IL CERCHIO SI STRINGE SULL'AUTORE

Non ha fine l’orrore che emerge dal pendio autostradale di Scossicci, al confine tra Porto Recanati e Loreto. Stamane il bilancio aggiornato e si spera finale, presumibilmente definitivo secondo gli investigatori, è salito a circa 50 carcasse. 

Con l'ultimo recupero si ha ragione di pensare che i ritrovamenti, almeno allo stato superficiale del terreno, siano conclusi.

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L'eco della vicenda ha ormai superato i confini locali e la natura del semplice maltrattamento, per trasformarsi in un’indagine complessa sul business dello smaltimento illecito, coordinata dalla Procura di Macerata.


Una pista concreta e il "giallo" dei microchip

Gli investigatori dei Carabinieri e della Forestale del Cònero mantengono come comprensibile il massimo riserbo, ma sembrano aver imboccato una pista, più consistente di altre, ritenuta altamente attendibile. 

Un dettaglio agghiacciante conferma la tesi del progetto criminale: la totale assenza di microchip scomparsi in quasi 50 carcasse. I dispositivi parrebbero essere stati rimossi uno ad uno prima dell'abbandono, un'operazione semplice da realizzare per mani esperte e mirata a cancellare ogni traccia dell'identità degli animali, oltre che atta ad impedire di risalire ai soggetti che avrebbero dovuto gestire il loro fine vita.

Fonzie, il bastardino osimano del canile "Lilli e i Vagabondi" che sabato pomeriggio ha annusato la macabra pista


L'attesa per i riscontri scientifici

Si attendono a giorni i primi riscontri dal laboratorio dell’istituto Zooprofilattico di Tolentino. Le analisi saranno determinanti per indirizzare con certezza le indagini, confermando se gli animali siano deceduti per cause naturali o violente, tassello questo fondamentale per far quadrare l’ipotesi accusatoria.


L'appello: «Aiutateci a trovare i responsabili»

Proprio in questa fase cruciale, viene rivolto un accorato appello a quanti sanno o potrebbero aver notato dettagli utili. 

La collaborazione è richiesta in particolare ai residenti delle immediate vicinanze e a chi frequenta abitualmente la zona per fare jogging. 

Ogni informazione, anche apparentemente insignificante, potrebbe essere determinante per chiudere il caso.

Uno dei tanti ritrovamenti sul pendio della morte di Scossicci


Il luogo del ritrovamento:

Il "cavalcavia dell'orrore" si trova in territorio di Porto Recanati: superando il sottopassaggio ferroviario, da Loreto verso il mare, si svolta alla prima a sinistra; oltrepassato l'ex Nuovo Pignone, si prosegue per un centinaio di metri fino all'intersezione con l'autostrada. 

Chiunque nel tempo abbia visto, sentito o notato movimenti sospetti è invitato a collaborare con le autorità.


IL FOCUS: Come funziona lo smaltimento legale

La Legge: Il Regolamento CE 1069/2009 classifica le carcasse come "Materiali di Categoria 1", rifiuti speciali ad alto rischio da incenerire obbligatoriamente.

I Costi: La cremazione collettiva costa tra i 100 e i 250 euro, quella singola supera i 400-500 euro.

I Rischi: Chi ha rimosso i microchip e abbandonato i resti rischia pesanti denunce per gestione illecita di rifiuti, maltrattamento e truffa ai danni dei proprietari che avevano pagato per un servizio mai avvenuto.

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