giovedì, 02 luglio 2026

GABBANELLI SALTA IL FOSSO E IL CAMPANA DA NERO (PANGRAZI) DIVENTA ROSA (CHIAPPA)

La strategia Bugaro-Ciccioli va in frantumi in Sala Gialla sul voto per il rinnovo del CdA: il Consigliere Simone Gabbanelli sbatte (piano) la porta ed entra nel gruppo misto conquistando il diritto ad esprimere il proprio rappresentante in persona dell'insegnante Liana Chiappa. Inutile a questo punto la votazione che ha visto la nuova minoranza battere Fratelli di Italia e Piraniani per 13 a 9. FdI annuncia ricorsi al Tar e all'Ufficio scolastico regionale ma intanto il fortilizio culturale resta in mano all'osimanità rimandando Ancona a casa, a mani vuote

Di Sandro Pangrazi | 02-lug-2026 7 min di lettura
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GABBANELLI SALTA IL FOSSO E IL CAMPANA DA NERO (PANGRAZI) DIVENTA ROSA (CHIAPPA)

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Esclusiva di Sandro PANGRAZI

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Un capolavoro di cinismo politico da una parte, una Waterloo clamorosa e dilettantesca dall’altra. 

Palazzo Campana si conferma il buco nero della politica osimana, capace di inghiottire ambizioni, strategie regionali e sogni di gloria in una sola, infuocata seduta di Sala Gialla. 
Doveva essere la giornata del trionfo Tricolore, l’alba del nuovo avamposto della Destra Meloniana sotto le volte dello storico istituto culturale. 
Si è trasformata in un bagno di sangue politico per Fratelli d’Italia, costretta a guardare la maggioranza di Centro-Sinistra mentre si sceglieva, si votava e si apparecchiava in casa la "sua" minoranza di comodo, lasciando i patrioti con un pugno di mosche e tanta bile in corpo.

Ecco, stazione per stazione, la cronaca del golpe perfetto e del fallimento più amaro.

SALTA IL BLITZ DI FDI, NIENTE "SALONE DI RAPPRESENTANZA" PER CICCIOLI E BUGARO
Niente da fare per Fratelli d’Italia. 
Il piano strategico studiato a tavolino dai vertici della Fiamma tricolore per espugnare Palazzo Campana e trasformarlo nel salone di rappresentanza della Destra marchigiana in vista del 2027 e oltre è clamorosamente naufragato. 
L'operazione, secondo i corridoi ben informati della politica locale, portava la firma della collaudata regia dell'eurodeputato Carlo CICCIOLI e l'attuazione pratica dell'Assessore regionale Giacomo BUGARO, teorico neo rappresentante delle istanze osimane presso le stanze che contano.
L'obiettivo politico era chiaro e ambizioso: mettere le mani sulla storica istituzione osimana per farne un avamposto identitario da confrontare, in qualche modo, con Palazzo comunale regalato nel 2025, oltre ad utilizzare il fortilizio culturale quale prestigioso trampolino di lancio regionale in vista della decisiva campagna elettorale per le Politiche del 2027. 
La strategia si è però infranta sul nome forte calato sul tavolo dai Meloniani come figura di garanzia per l'opposizione: Gianlorenzo PANGRAZI. 
Una candidatura sin troppo blindata nelle intenzioni (cognato del sotto segretario all'Economia Lucia ALBANO) quanto troppo esposta e quindi rimasta sulla carta.

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IL COLPO DI SCENA A MEZZOGIORNO, GABBANELLI LASCIA LA MAGGIORANZA
Ma a far saltare completamente i vecchi schemi e a incendiare la mattinata osimana ci ha pensato un clamoroso colpo di scena. 
In contemporanea all'ipotesi di un tradimento bis di Sandro ANTONELLI (tornato ad essere malinconicamente Ciuffo moscio), a mezzogiorno in punto, con una mossa a sorpresa (ma fino a un certo punto per chi mastica i malumori d'aula), il Consigliere comunale Simone GABBANELLI ha deciso di staccare la spina alla sua appartenenza governativa. 
Eletto un anno fa tra le fila della corazzata "Lista Michela Glorio Sindaco" (96 preferenze), GABBANELLI stamani, in gran soppiatto, è salito negli uffici comunali per protocollare l'atto ufficiale di addio. 
Una notifica formale, prima protocollata e quindi consegnata direttamente nelle mani del Segretario generale, Mariarosaria GIORGIO, con cui il Consigliere di Sinistra ha dichiarato la propria fuoriuscita dalla maggioranza di governo e il contestuale ingresso nel gruppo Misto della Sala Gialla. 
Un terremoto numerico che ha dato il via all'operazione strategica.

Simone GABBANELLI, 96 preferenze con la lista "Michela GLORIO Sindaco", da oggi dissidente

STERILE RABBIA TRICOLORE IN AULA, LA DESTRA GRIDA AL GOLPE ISTITUZIONALE
La bomba è esplosa ufficialmente in apertura di seduta, quando il Presidente del Consiglio Eliana FLAMINI ha dato pubblica lettura della nota di GABBANELLI che annunciava il temuto blitz, seppur a salvaguardia dell'osimanità. 
La reazione del Centro-Destra è stata immediata, schiumante e violentissima, infiammando gli scranni dell'opposizione. 
A rappresentare la propria rabbia sono stati soprattutto i consiglieri di Fratelli d'Italia, letteralmente imbestialiti per una mossa che, seppur temuta come possibile, si attendevano più dal proprio interno (vedi ANTONELLI) che proposta dalle opposte file.
Una mossa del cavallo che, una volta esplicitata, ha silurato sul nascere le residue ambizioni della Fiamma sul Campana. 
Dai banchi dei Meloniani si è gridato apertamente al "golpe istituzionale", accusando la Sinistra di aver orchestrato un cambio di casacca, strategico e all'ultimo minuto, per alterare le regole della rappresentanza. 
Più sornioni e distaccati, invece, i Piraniani, che hanno assistito alla scena con molta più freddezza, lasciando che fossero STAFFOLANI, MAGI e CALCATERRA ad incendiare il dibattito tra minacce di ricorsi a raffica a tutti i livelli istituzionali, TAR e ufficio scolastico regionale (chiamato a ratificare l'esito delle nomine) in testa.

IL MURO CONTRO MURO SUL NOME DI LIANA CHIAPPA E LA DIFFIDA DEI PATRIOTI
Nel corso del dibattito, i "patrioti" di Fratelli d'Italia hanno alzato la voce a più riprese, lanciando una vera e propria diffida formale ai colleghi di maggioranza a non intromettersi nelle cose delle minoranze. 
Il messaggio spedito da FdI ai banchi del Centro-Sinistra è stato netto: non azzardatevi ad appoggiare la candidatura alternativa di Liana CHIAPPA. 
La CHIAPPA è infatti il nome spuntato fuori dal cilindro, espresso da questa "nuova minoranza" identitaria col fuoriuscito Simone GABBANELLI; nominativo, quello dell'insegnante osimana, peraltro fatto proprio, seduta stante, dal resto della maggioranza, inaugurando un asse di vicinanza col neonato gruppo Misto. 
Per Fratelli d'Italia, l'operazione CHIAPPA, proposta in extremis, ha rappresentato una autentica manovra a tavolino, pensata per scippare alla Destra il posto di garanzia nel CdA, utilizzando il voto di un consigliere appena uscito dalla maggioranza come foglia di fico per legittimare un candidato gradito alla stessa maggioranza.
Plausibile ma al momento nulla più di supposizioni che, per trovare conforto legale, necessiteranno degli annunciati passaggi in Tribunale.
Resta il fatto che PANGRAZI, entrato in conclave da Papa annunciato, ne è uscito Cardinale. E pure bastonato.

IL VERBALE DELLA DISCORDIA (13 A 9) E LA NUOVA PRESIDENZA "ROSA"
Prima di arrivare al voto, la Sala Gialla si è trasformata in un'arena giuridica. 
Per oltre un'ora si è disquisito sui poteri e sui confini del Regolamento del Consiglio comunale applicato allo Statuto del Campana. 
A sbrogliare la matassa, dando il via libera formale, è stato il parere del Segretario generale GIORGIO. 
Si è passati così alla votazione nominale, terminata con un verdetto che è la fotografia del paradosso: 13 favorevoli, 9 contrari e 1 astenuto. 
Un'ex esponente della scuderia Latiniana Liana CHIAPPA (del resto ad Osimo è quasi impossibile rintracciare personale non qualificabile come Latiniano o ex) è così stata eletta consigliera del Campana in quota minoranza... ma con i voti determinanti di quella stessa maggioranza da cui GABBANELLI era appena uscito, peraltro senza polemiche. 
Ma il vero retroscena guarda già alla poltrona più alta: con questo blitz, la CHIAPPA si candida a essere, oltre che consigliere, il probabile prossimo Presidente "rosa" di Palazzo Campana, andando a sostituire un'altra storica Latiniana, stavolta effettiva, della politica osimana, Gilberta GIACCHETTIi.

L'AMARO FINALE: BRINDISI ANNULLATI O CENA AL FIELE?
Resta solo da capire se Gianlorenzo PANGRAZI e company, vista la mala parata e l'esito infausto (come detto in apertura, davvero pochissimo da invidiare alla più celebre Waterloo, seppur in salsa osimana) abbiano fatto in tempo ad annullare i previsti festeggiamenti d'ordinanza. 
Nei giorni scorsi, infatti, tra i corridoi della Destra si sussurrava di brindisi già prenotati per celebrare la tanto sbandierata conquista del fortilizio culturale. 
La realtà della Sala Gialla ha riconsegnato alla Fiamma un risveglio amarissimo, degno in toto di chi la politica ne mastica poca e male. 
Chissà se gli esponenti di Fratelli d’Italia avranno avuto almeno il buon senso di disdire i tavoli prenotati o se, invece, si siano ritrovati ugualmente insieme, costretti a meditare sulla sconfitta storica con l'amaro in bocca, la bile in corpo e un boccone decisamente indigesto da buttar giù. 
Di certo per la Destra osimana e soprattutto anconetana, la notte davanti apparirà troppo lunga, appena calmierata da spettri giudiziari, tutti da dimostrare, da evocare davanti al Tar.

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