PARENTOPOLI SVENTATA AL CAMPANA: LA GABOLA DELLA FIAMMA PER PIAZZARE IL COGNATO D'ORO E "CIVILIZZARE" OSIMO
Saltano i piani della Fiamma per la "colonizzazione culturale" della città: l'ex fedelissimo di Michela Glorio sfila l'elmetto e impallina Gianlorenzo Pangrazi, cognato della Albano. E la passerella trionfale della Destra si trasforma, già da oggi con Longobardi in città, invitato da Osimo Tricolore, in una recita senza bottino

https://www.facebook.com/alsolitoposto.osimo
di Sandro PANGRAZI
Ha appena debuttato, in queste ore, al Ridotto del teatro "La Nuova Fenice". la neonata associazione "Osimo Tricolore" portando in città Tommaso LONGOBARDI (guru dei social di Giorgia MELONI) proprio nelle stesse ore in cui in Consiglio comunale si è consumato il clamoroso ribaltone politico, al contrario, sul rinnovo del CdA del Campana.
Una coincidenza temporale impossibile da ignorare, che squarcia il velo sul disegno della destra Meloniana, peraltro ampiamente smascherato e annunciato da queste colonne: prendersi la cabina di comando dell'Istituto per affidarla a Gianlorenzo PANGRAZI, cognato del potente Sottosegretario al Ministero dell'Economia Lucia ALBANO.
Una manovra spericolata che ha visto come braccio armato la Direttrice scolastica regionale, Donatella D’AMICO, spinta a forzare le procedure e annullare in autotutela il bando originario di marzo, pur di servire alla Fiamma regionale la poltrona su un piatto d'argento.
Una vera e propria "Parentopoli in salsa osimana" che trasforma la città in un tabellone del Risiko dove Fratelli di Italia gioca a prendersi tutto, infischiandosene delle regole e del bon ton istituzionale.
IL GRAN RIFIUTO DI GABBANELLI E IL BLITZ SFUMATO IN EXTREMIS
Il piano perfetto, studiato a tavolino nelle stanze romane e anconetane, era pronto per essere servito.
Ma i signori della Destra avevano fatto i conti senza l'oste, o meglio, senza Simone GABBANELLI capace di sgamare l'aria e inventarsi la più efficace delle contromosse.
Ieri pomeriggio, nell'aula di Consiglio comunale, il castello di carte è crollato clamorosamente: l'uscita di scena di GABBANELLI dalla propria maggioranza ha mandato all'aria i piani di conquista etnica e territoriale, con Osimo ridotta alla stregua di territorio da civilizzare!
La conseguente discesa in campo dell’insegnante Liana CHIAPPA ha bloccato un'operazione che sembrava già impacchettata.
Se il colpaccio fosse riuscito, Palazzo Campana si sarebbe trasformato nell'elegante ed esclusivo avamposto della "colonizzazione" culturale della destra marchigiana. Un'operazione egemonica in salsa anconetana e regionale, mirata a fare del Campana una passerella politica per le elezioni Politiche del 2027.
E non solo: una riserva di caccia blindata che avrebbe garantito poltrone e visibilità fin quasi all'alba del 2032!
Per stavolta, però, i piani sono saltati e la parata è stata rovinata.
...................................................................................................................................
E' ORMAI VENERDI', E LA NOTIZIA DELLA SETTIMANA ringrazia un quinto lettore, ancora una volta non osimano, con cui il contributo complessivo del 2026 sale a 162.5€.
Agli altri 3.995 osimani che ogni giorno entrano per informarsi non diciamo nulla se non invitarli ad una piccola "vergogna" non avendo MAI cliccato qui: paypal.me/osimooggiblog Sei invitato ad una piccola riflessione.
N.B. Se ritieni giusto sostenere il giornale della tua città, puoi andare direttamente alle Poste e donare ciò che vuoi ricaricando la carta Poste pay numero 4023 6013 6599 0332 intestata a Sandro PANGRAZI C.F. PNG SDR 58B19 G157O
................................................................................................................................
L'ENIGMA GABBANELLI: L'EX FEDELISSIMO DI GLORIO CHE HA APERTO IL FUOCO AMICO
Chi si aspettava il solito soldatino ubbidiente e pronto a schiacciare il bottone del sì, stavolta è rimasto a bocca asciutta.
Simone GABBANELLI, fino a ieri considerato un semplice ingranaggio, ben oliato, della macchina della maggioranza, ha scelto il momento più drammatico (ma anche più opportuno) per sfilarsi l'elmetto.
Un siluro d'aula che ha lasciato di sasso i colonnelli del Centro-Destra osimano, tutto al più in ansia per qualche tradimento possibile nelle proprie fila (vedi le esitazioni di Sandro ANTONELLI, a lungo in bilico); convinti di avere i numeri in tasca per liquidare la pratica Campana.
Con la sua uscita di scena, GABBANELLI non ha solo impallinato la candidatura del "cognato d'oro" PANGRAZI, ma ha aperto una fessura profonda e forse insanabile nel palazzo di Piazza del Comune.
Un gesto di indipendenza o il primo segnale di un più ampio rimescolamento di carte?
Quel che è certo è che l'ex fedelissimo del Centro-Sinistra, passando al gruppo Misto quale nuova minoranza, con una sola mossa si è trasformato nell'incubo peggiore dei registi della Fiamma, dimostrando che a Osimo, prima di spartirsi le poltrone, bisognerebbe imparare a fare i conti con la realtà.
La locandina dell'evento col titolo evocatore del libro di LONGOBARDI: "Senza maschera".
OSIMO TRICOLORE AL RIDOTTO: LA COINCIDENZA CHE SVENA IL BLITZ
Per chi ancora si ostinasse a credere alla favola della buona fede, c’è una prova provata che cancella ogni dubbio e smaschera l'intera operazione.
In politica, si sa, le coincidenze non esistono.
E cosa succede a meno di 24 ore dal voto decisivo?
Nelle stesse ore del caos in Consiglio, debutta in città la neonata associazione "Osimo Tricolore".
Guarda caso, il battesimo non va in scena al Campana – evidentemente considerato ancora un fortino "nemico" da espugnare – ma ripiega sulle scomode sedute del Ridotto del teatro "La Nuova Fenice".
Tempismo perfetto o, per meglio dire, la pistola fumante di un disegno politico ben più ampio.
Un debutto in pompa magna che avrebbe dovuto celebrare l’inizio dell'era Meloniana a Osimo e che invece, dopo lo scivolone d'aula, somiglia tanto a una parata di vincitori rimasti improvvisamente senza bottino.
IL CALENDARIO COMPLICE: QUANDO IL DEBUTTO SOCIAL PREVEDE IL FUTURO
A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca, diceva qualcuno.
E qui le date cantano che è una meraviglia.
Andiamo a scartabellare i registri digitali: l'associazione "Osimo Tricolore", almeno su Facebook, vede la luce esattamente con un primo post pubblicato il 14 aprile.
Un giorno qualunque? Nemmeno per idea.
È lo stesso identico giorno in cui la direttrice dell'Ufficio Scolastico Regionale, Donatella D'AMICO decide, folgorata sulla via di Damasco, di annullare in autotutela il primo bando per il Campana – peraltro già bello e concluso – per lanciarne un secondo con regole nuove di zecca, decisamente più stringenti.
Una sincronia che rasenta la chiaroveggenza.
Mentre la burocrazia regionale resettava i giochi, sul web nasceva già il contenitore pronto a riempirli.
Sulla carta, i fini di "Osimo Tricolore" sono nobili ed enciclopedici: attività culturali, artistiche, ricreative di interesse sociale e promozione del volontariato. Nella realtà osimana, però, a vigere è il grave sospetto che l'unica vera attività da promuovere fosse l'occupazione militare di Palazzo Campana.
Molto più che un'illazione giornalistica, sempre che esistessero ancora i giornali.
IL GURU DELLA MELONI AL RIDOTTO: SENZA MASCHERA (E SENZA POLTRONE)
A chiudere il cerchio di questa incredibile commedia degli equivoci, sul palco del Ridotto è sbarcato nientemeno che Tommaso LONGOBARDI, l'uomo ombra della comunicazione digitale del Premier Giorgia MELONI.
Il guru di Palazzo Chigi è arrivato in città per presentare il suo libro dal titolo che oggi, a Osimo, suona quasi come una beffa: "Senza maschera".
Sia chiaro, le pagine del volume non alludono minimamente ai pasticci del Campana, ma il titolo fotografa alla perfezione l’aria che tira sotto le Cinque Torri.
Le maschere, a dire il vero, sono cadute tutte in Consiglio comunale, prima ancora che LONGOBARDI potesse salire sul palco osimano.
OSIMO TRICOLORE E LE ALTRE ASSOCIAZIONI
Ovviamente "Osimo Tricolore" non sarebbe rimasta sola a gestire le stanze appena rimesse a nuovo di Palazzo Campana; l'associazione è piuttosto soltanto la punta di un iceberg, una delle tante pedine studiate a tavolino da Fratelli d’Italia, a Roma, magari con la collaborazione di LONGOBARDI stesso... vai a capire.
Dietro le quinte, infatti, si sussurra, anzi si afferma, di un intero pacchetto di "iniziative culturali" curato e confezionato direttamente nella Capitale, pronto per essere scartato l'indomani dell'imminente (e data per certa) conquista dell'Istituto.
Un piano di occupazione culturale in grande stile che, per il momento, è clamorosamente abortito.
Doveva essere una passerella trionfale per celebrare l'inizio dell'egemonia della Fiamma locale (intendendo per locale Ancona) e invece si è trasformata nella recita di chi è rimasto con un pugno di mosche in mano.
Il re è nudo, il blitz è fallito, e ai colonnelli Meloniani non resta ora che masticare amaro, sperando che a Roma nessuno chieda conto di questa figuraccia d'oro.




