venerdì, 03 luglio 2026

IL "METODO OSIMO" FOTOCOPIA IL "METODO ANCONA": QUANDO LE REGOLE DEL GIOCO SI CAMBIANO IN CORSA

Nomine Campana stravolte sia ad Ancona che ad Osimo: prima il blitz della D’Amico (Usr), che introduce i colloqui orali per azzerare i curricula eccellenti di Anselmi e Severini per favorire Fratelli d’Italia con la Graciotti. Poi il riflesso condizionato in Sala Gialla, dove il colpo di scena di Simone Gabbanelli al Misto ha fatto saltare i piani della Destra su Pangrazi, blindando l'opzione di Liana Chiappa. Quando la regolarità istituzionale diventa un optional per i giochi di potere di ogni colore politico

Di Sandro Pangrazi | 03-lug-2026 5 min di lettura
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IL "METODO OSIMO" FOTOCOPIA IL "METODO ANCONA": QUANDO LE REGOLE DEL GIOCO SI CAMBIANO IN CORSA

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C’è un filo rosso, evidente e inquietante, che unisce le stanze dell'Ufficio Scolastico Regionale (Usr) ad Ancona e i banchi della Sala Gialla a Osimo. 
Due mondi apparentemente distanti – la burocrazia scolastica e la massima assise cittadina – che negli ultimi mesi si sono scoperti gemelli nell'applicazione di una stessa identica dottrina: quella delle "geometrie variabili" e delle regole riscritte a partita già avviata. 
Il fine? Sempre lo stesso: piegare il merito oggettivo e i percorsi lineari alle ferree e spregiudicate necessità delle alleanze politiche di turno.
C'è da dire, però, doverosamente rispetto all'amor di cronaca, che il primo a ribaltare le regole, piegandole ai propri "interessi" di buon vicinato politico, è stato l'Ufficio scolastico diretto da Donatella D'AMICO, costretta persino a cambiare in corsa le regole del bando pur di assicurare a Fratelli di Italia il nominativo giusto di Gabriella GRACIOTTI.
Il Campana, storico tempio della cultura osimana, è diventato per il secondo rinnovo consecutivo, dopo quello del 2021, terreno di scontro perfetto su cui misurare questo modus operandi. 
Una vera e propria chirurgia politica applicata alle nomine, capace di trasformare e piegare la regolarità istituzionale in un fastidioso optional.

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Il blitz burocratico dell'USR sul seggio docenti
La prima dimostrazione di questo "metodo" si è consumata tra marzo e aprile nei corridoi dell'Usr Marche. 
Il bando originario per la nomina del rappresentante scolastico nel CdA del Campana parlava chiaro: la selezione doveva basarsi esclusivamente sui titoli, valutando il merito oggettivo dei curricula. 
Quando però la commissione compila la graduatoria interna, scatta il cortocircuito. 
Primo risulta il consigliere uscente Marco ANSELMI, seguito a una brevissima incollatura da Argentina SEVERINI (profilo eccellente per titoli) mentre l'esponente blindata dall'asse politico di Centro-Destra regionale – la prof Gabriella GRACIOTTI – finisce ultima, staccatissima.
A quel punto, con un tempismo perfetto, l'amministrazione scolastica compie un'acrobazia senza precedenti: annulla tutto in autotutela, congela i meriti oggettivi e vara un "bando bis" riparatorio. 
La novità? L'introduzione di una prova orale da ben 65 punti su 100. 
Una mossa studiata a tavolino per polverizzare il peso dei curricula e consegnare alla Commissione la massima discrezionalità. 
Il risultato è servito su un piatto d'argento: ANSELMI (malato) non partecipa al secondo round e la candidata designata compie il sorpasso in extremis sulla SEVERINI proprio grazie al colloquio, garantendo al blocco politico regionale caro ad ACQUAROLI un voto fedele e allineato in seno al nuovo CdA osimano.

Il riflesso condizionato della Sala Gialla
Passano le settimane, cambiano le Amministrazioni (stavolta comunale), ma il vizio del potere resta identico. 
Il secondo atto del parallelismo si consuma direttamente ieri sera in Consiglio Comunale, dove sul Campana le dinamiche della Sala Gialla replicano fedelmente lo schema inaugurato con successo dall'Usr.
Una "regolarità" – quella pure invocata dagli elettori e dal buon senso – che solo il pianto greco della STAFFOLANI e PIRANI avrebbe voluto rispettata in una abnorme linearità; normalità che non poteva esserci e non c'è stata, facendo saltare i piani di predominio sull'istituto culturale attraverso la figura di Gianlorenzo PANGRAZI. 
Non per nulla la politica osimana da almeno 30 anni ama i colpi di teatro. 
Esattamente come l'Usr ha introdotto il colloquio orale per ribaltare i titoli, così il Consiglio comunale ha visto il clamoroso passaggio al gruppo Misto di Simone GABBANELLI, oltretutto a sorpresa. 
Una manovra che ha polverizzato i vecchi schieramenti e salvato la maggioranza, spostando l'asse decisionale e portando alla clamorosa alternativa materializzatasi nel nominativo di Liana CHIAPPA, sbarrando la strada a PANGRAZI.

Il sacrificio del merito
Due vicende, una sola matrice. 
Che si tratti di un bando modificato in corsa per escludere curricula eccellenti o di cambi di casacca in aula consiliare per blindare i numeri, il risultato per la città di Osimo è desolante.
La regolarità avrebbe voluto Marco ANSELMI o la SEVERINI nel CdA, insieme a Gianlorenzo PANGRAZI per le minoranze, rispettando il valore dei percorsi professionali personali e il buon senso istituzionale. 
Invece l'Istituto Campana si ritrova a essere, per il secondo quinquennio consecutivo, la fotografia di un risiko spregiudicato.
Chi si muove sui binari della correttezza e delle competenze si scopre tagliato fuori da un sistema che non premia chi vale di più, ma chi serve di più al momento giusto. 
E mentre la governance del Campana prende forma tra le polemiche, a Osimo resta la certezza che le regole del gioco, da queste parti, valgono solo fino a quando non intralciano i piani di chi comanda, a Destra come a Sinistra passando per il Centro.
Insomma non ci si salva!

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