mercoledì, 24 giugno 2026

RIFIUTI PERICOLOSI E FINTI FORMULARI PER 600.000€, SCATTA IL BLITZ A CASTELFIDARDO: NEI GUAI LA FAMIGLIA MENGONI

I provvedimenti del Gip hanno colpito Francesco MENGONI (54 anni), Michael MENGONI (36 anni) e Nicola MENGONI (27 anni), interdetti dall'attività d'impresa della "MENGONI Rottami". Nel provvedimento della Procura Distrettuale Antimafia disposto anche il sequestro della flotta aziendale e dei siti di stoccaggio

Di Sandro Pangrazi | 24-giu-2026 5 min di lettura
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RIFIUTI PERICOLOSI E FINTI FORMULARI PER 600.000€, SCATTA IL BLITZ A CASTELFIDARDO: NEI GUAI LA FAMIGLIA MENGONI

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Un giro d’affari illegale su larga scala capace di muovere, in appena due anni, oltre 1,6 milioni di chilogrammi di rifiuti speciali e pericolosi (tra cui batterie al piombo esauste e RAEE) scomparendo completamente dai radar della tracciabilità normativa. 
È la fitta rete clandestina scoperta a Castelfidardo dai militari del Nucleo Operativo Ecologico (Noe) dei Carabinieri che, in collaborazione con le Stazioni locali dell’Arma, hanno inferto un colpo durissimo al cuore della filiera del riciclo abusivo nella Val Musone.
Il blitz ha colpito i vertici della nota attività di gestione rottami con sede in via Recanatese a Castelfidardo. 
I militari hanno dato esecuzione a tre misure cautelari personali interdittive emesse dal Gip del Tribunale di Ancona, su delega della Procura della Repubblica Distrettuale Antimafia.

I nomi degli indagati e lo stop all'azienda
I provvedimenti interdittivi colpiscono tre membri dello stesso nucleo familiare legati alla "MENGONI Rottami": Francesco MENGONI (54 anni), Michael MENGONI (36 anni) e Nicola MENGONI (27 anni).
I tre esponenti della famiglia MENGONI non sono stati arrestati. 
Nei loro confronti il Giudice per le indagini preliminari ha applicato la misura del divieto temporaneo (da quantificare, in genere fino ad un massimo di un anno) di esercitare l’attività imprenditoriale. 
Sebbene restino a piede libero, l'operatività della ditta è stata materialmente azzerata sul posto: i Carabinieri del Noe hanno infatti apposto i sigilli di Stato e fatto scattare il sequestro preventivo di tutti i camion e gli autocarri intestati all’azienda, bloccando ogni possibilità di movimentazione.
Le ipotesi di reato contestate a vario titolo dalla Dda dorica sono pesanti: si va dall’attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, alla gestione illecita di sostanze pericolose, fino all’invasione aggravata di terreni ed edifici pubblici. Gli indagati avevano infatti occupato abusivamente persino aree di proprietà del demanio per stoccare i materiali senza alcuna protezione ambientale.

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Il meccanismo del mercato parallelo: l'hub dei privati
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori nel biennio 2023-2024, la ditta si muoveva come un vero e proprio "hub" clandestino per una fitta rete di conferitori privati, svuotacantine e raccoglitori ambulanti non autorizzati operanti tra le province di Ancona e Macerata.
I privati scaricavano nei piazzali tonnellate di metalli e batterie esauste cariche di acidi tossici. 
Per ripulire i materiali e mascherarne la provenienza illegale prima di rivenderli alle fonderie, l'organizzazione ricorreva sistematicamente alla compilazione di documentazione fittizia e formulari creati ad hoc. 
Un business sotterraneo continuativo che avrebbe fruttato un profitto illecito stimato dagli inquirenti in oltre 600mila euro.

📌 IL FOCUS
Vecchi pc, cellulari e batterie: come smaltirli legalmente ed evitare il mercato nero
L'inchiesta del Noe riaccende i riflettori sulla corretta gestione dei rifiuti speciali domestici. 
Un privato cittadino non deve mai consegnare vecchi elettrodomestici, computer o batterie ad ambulanti o ditte di rottami commerciali. 
Per disfarsene in modo gratuito, legale e sicuro esistono tre strade:
Cosa sono i Raee? La sigla sta per Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. 
Rientrano in questa categoria tutti i dispositivi che per funzionare dipendono da una presa di corrente o da una batteria. 
Si dividono principalmente in grandi elettrodomestici (frigoriferi, lavatrici, condizionatori), piccoli elettrodomestici (aspirapolvere, frullatori), apparecchiature informatiche (computer, monitor, stampanti, smartphone), televisori e sorgenti luminose (neon e lampadine a LED). 
Questi oggetti contengono metalli pesanti altamente inquinanti per l'ambiente se abbandonati, ma anche materiali preziosi (come rame, oro e plastica speciale) che possono essere riciclati al 100% solo nelle filiere autorizzate.

I Centri di Raccolta comunali: tutti i residenti della Val Musone iscritti al ruolo Tari possono conferire gratuitamente i propri apparecchi elettronici (Raee) e le batterie esauste presso le isole ecologiche di riferimento gestite da Astea (a Osimo in Via Chiaravallese, a Castelfidardo in Via Fornaci).
Ritiro "1 contro 0" (per i piccoli dispositivi): i vecchi smartphone, tablet e i piccolissimi elettrodomestici (con dimensioni inferiori a 25 centimetri) possono essere lasciati gratuitamente negli appositi contenitori all'interno dei grandi store di elettronica (con superficie sopra i 400 mq), senza alcun obbligo di acquisto.
Ritiro "1 contro 1" (in caso di nuovo acquisto): quando si acquista un nuovo computer, un telefono o un qualsiasi elettrodomestico, qualunque negoziante (sia fisico che i grandi portali di e-commerce online) è obbligato per legge a ritirare gratuitamente il vecchio apparecchio equivalente che si intende gettare.

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