CASO BUSCARINI E IL GRAN CALDO, MA NESSUN CAMBIAMENTO, NEANCHE CLIMATICO!
Un'ordinanza sindacale di Michela Glorio impone ai dipendenti comunali la "previsione del sudore" entro le ore 10 dei lunedì e giovedì di luglio e agosto coperti da bollino meteo arancione. Ma esclude la caserma di via Molino Mensa dove il "non cambiamento", dalla nomina del Comandante in giù, abroga persino il riscaldamento climatico globale

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di Sandro PANGRAZI
Se c'è una certezza granitica sotto il cielo osimano, è che la parola "cambiamento" non gode di grande simpatia nei palazzi del potere.
L'immobilità è un'arte, e la Giunta guidata dal Sindaco Michela GLORIO l'ha appena elevata a sistema scientifico con l'ordinanza numero 32.
Il messaggio politico è chiaro, quasi filosofico: a Osimo non deve cambiare nulla.
E per dimostrare la massima coerenza con questo principio di assoluta continuità, l'Amministrazione è riuscita in un'impresa d'altri tempi: negare alla Polizia Locale di via Molino Mensa persino il cambiamento climatico in atto.
Mentre il mondo intero discute di riscaldamento globale e temperature record, per gli agenti osimani l'estate resta "congelata" d'ufficio nello status quo istituzionale.
Una scelta di assoluta stabilità che trova la sua perfetta firma politica nel quasi certo rinnovo – e sarebbe la quarta "nomina a tempo" – di Daniele BUSCARINI al Comando del Corpo tramite la gratifica di elevata qualificazione.
Non cambiano i vertici, non cambia la gestione e, per decreto, non deve cambiare nemmeno il termometro!

L'ordinanza sindacale anti sudore varata questa mattina dal Sindaco e valevole solo per i dipendenti di Palazzo comunale
Il privilegio del sudore a norma UNI EN ISO 7730
Tutto nasce dalla solenne ordinanza salva-calore firmata questa mattina per tutelare i circa 80 dipendenti del "vetusto" Palazzo Comunale.
Un testo blindato da perizie tecniche ai sensi del Decreto legislativo 81/2008, dove gli esperti certificano che dentro il municipio si schiatta dall'afa.
Ma la burocrazia ha classe, e preferisce definire l'inferno estivo come un "valore indicativo di una sensazione di caldo moderato rispetto alla neutralità termica riferita alla norma UNI EN ISO 7730".
Peccato che questa raffinata deviazione scientifica dal benessere sia un lusso riservato solo a chi lavora in centro.
Se sei un agente in via Molino Mensa, la tua neutralità termica è garantita d'ufficio e senza relazioni tecniche: per te il riscaldamento globale semplicemente non è contemplato.
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La chiaroveggenza delle ore 10
Per i pochi eletti del Palazzo Comunale, sfuggire al "caldo moderato" richiederà doti da maghi.
La procedura impone al dipendente di avere una personale "percezione" dell'afa pomeridiana (ovviamente limitata ai soli turni di rientro di 3 ore previsti di routine il lunedì e il giovedì) e di protocollare una domanda scritta al proprio Dirigente entro e non oltre le ore 10 del mattino.
Se il termometro impazzisce alle 11:30, la sudorazione è considerata clandestina.
Una trafila talmente surreale che gli agenti della Polizia Locale non sono stati nemmeno ammessi a partecipare al gioco: per loro niente moduli preventivi, niente scommesse sul meteo e nessun diritto di percezione mattutina.
La roulette russa dei bollini regionali
Se l'impiegato del Palazzo indovina la profezia entro le 10, la palla passa al cielo. L'uscita anticipata scatta solo se il Centro Multirischio della Regione Marche emette il fatidico bollino arancione o rosso.
A quel punto, il Dirigente è autorizzato a concedere la fuga, ma solo "compatibilmente con le esigenze inderogabili dei servizi".
Se decide di dire no, dovrà istruire una contro-pratica documentata per spiegare perché il cittadino ha urgente bisogno di quel faldone mentre l'impiegato si sta sciogliendo sulla tastiera.
In via Molino Mensa, invece, il problema non si pone: le esigenze del Comando sono inderogabili per definizione, indipendentemente dal colore del bollino regionale.
Lo scaricabarile termico e il mutuo sul fresco
Il vero capolavoro giuridico dell'ordinanza è lo scarico di responsabilità.
Il provvedimento specifica che i veri "Datori di Lavoro", penalmente responsabili della salute, restano i singoli Dirigenti Anna TIBERI e Manuela VECCHIETTI.
La politica incassa il merito dell'ordinanza salva-vita, ma la colpa civile e penale di qualunque svenimento resta in capo ai capi ufficio.
Inoltre l'Amministrazione ovviamente non regala il fresco: lo presta.
Le ore perse per l'uscita anticipata a luglio e agosto dovranno essere interamente recuperate entro il 31 dicembre.
Gli eroi del Palazzo pagheranno il debito prima di Capodanno, magari mentre l'edificio (già colpito dal crollo di un cornicione ieri mattina e con intere ali inagibili dal terremoto del 2016) si trasformerà in una ghiacciaia.
Buscarini quater: per la PL non previsto alcun cambiamento, neanche climatico
Ed ecco che il cerchio della coerenza osimana si chiude magnificamente tornando a via Molino Mensa.
Perché escludere la Polizia Locale da questa pur bizzarra tutela sindacale?
La risposta, non scritta, è tutta, forse, nella continuità amministrativa.
Il blindatissimo e imminente "BUSCARINI quater" – ovvero la quarta nomina a tempo per l'equivalente Comando del Corpo – certifica che a Osimo il cambiamento è un concetto superato.
Se la gestione del Corpo resta immobile e impermeabile al passare degli anni, perché il Comando dovrebbe piegarsi alle mode del bizzarro cambiamento climatico?
Gli agenti restino pure in caserma a soffrire l'afa in silenzio: se non cambia il Comandante e allora non cambi nemmeno il clima.
Per ordine sindacale!
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