sabato, 21 febbraio 2026

"OSIMO SIA UN MONITO, NON UNO SPAURACCHIO", LATINI RIVENDICA L'IDENTITA' CIVICA

Il fondatore delle Liste Civiche replica alle polemiche in vista delle Comunali a Fermo, Macerata e San Benedetto del Tronto: "A gioco lungo il tradimento di Pirani si è rivelato un complotto per provare a distruggerci". E sulle future alleanze: "Difendiamo la nostra storia dai pregiudizi dei partiti: in avvenire accordi solo sulla base di programmi chiari. Altrimenti molto meglio correre da soli"

Di Sandro Pangrazi | 21-Feb-2026 4 min di lettura
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"OSIMO SIA UN MONITO, NON UNO SPAURACCHIO", LATINI RIVENDICA L'IDENTITA' CIVICA

"Basta demonizzare Osimo". 

Dino LATINI, fondatore storico delle Liste Civiche, torna ad intervenire con fermezza nel dibattito politico, cittadino e regionale, per rispedire al mittente l’immagine di Osimo quale esempio di "spauracchio" elettorale. 

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Mentre a Fermo, Macerata e San Benedetto del Tronto il "modello Osimo" viene evocato a vanvera come l'errore da non ripetere, LATINI ribalta la narrazione: quello della Giunta PIRANI, nel 2024, come gli osimani in parte già sanno e in parte stanno apprendendo toccandolo con mano a distanza di tempo, non fu un incidente di percorso dovuto a numeri fragili, ma piuttosto un "duplice suicidio politico", lucidamente pianificato da PIRANI e company e scientificamente replicato nel 2025!

Giugno 2024, pochi mesi come secoli. A novembre PIRANI sarà già in fuga pronto a regalare Osimo alla Sinistra


L’accusa di complotto

Secondo LATINI, la caduta dell'Amministrazione Civici, Piraniani e Fratelli di Italia, non fu figlia dell'impossibilità di governare, ma di un obiettivo ben preciso, accarezzato per decenni dalla Destra e dai transfughi del movimento: "Distruggere le Liste Civiche nate nel 1991". 

Il leader accusa apertamente il Sindaco PIRANI, i partiti di Destra e i vertici provinciali e regionali di aver cercato di proposito lo scontro, al fine di cancellare la sua componente politica e regalare alla Sinistra un altro quinquennio di sotto potere, dopo 10 anni di PUGNALONI. 

"Hanno preferito incolparci di ostruzionismo, sperando che gli osimani li premiassero... chissà poi perchè; ma i fatti hanno puntualmente detto il contrario. 

Ma al Sindaco e alla sua Giunta interessava far prevalere il pregiudizio, promuovere l'ingannare, costruirsi una falsa verginità: tutto nella speranza di affossare il loro stesso ex movimento e dimostrare che non dovevamo più avere voce in capitolo, nè contare nulla".

24 giugno 2024, nel Getsemani del bunker Latiniano l'abbraccio di Giuda


Divergenze su tasse e programmi

Oltre allo scontro politico, LATINI evidenzia nella nota una profonda distanza amministrativa con i cittadini. 

Mentre le Liste Civiche hanno sempre puntato alla coerenza con le promesse elettorali, la Giunta ha immediatamente imboccato, sin dal primo provvedimento, quello del doppio aumento Tari, la direzione opposta e contraria: 

"Noi volevamo amministrare e abbiamo amministrato, dal 199 al 2014, in modo molto diverso dalla Sinistra. 

Per quindici anni abbiamo garantito, ad esempio, che non avremmo aumentato Tari e acqua; PIRANI, appena Sindaco, come prima mossa ha alzato proprio queste due tasse, scegliendo la via più facile... ma a discapito di un popolo bue che avrebbe dovuto non sapere e comunque accettare tutto".

Alberto Maria ALESSANDRINI PASSARINI ecc e Giacomo BUGARO, esempio tra decine di altri di come vecchio e "nuovo" si intrecciano ad Osimo


Il monito per il futuro

Il messaggio di LATINI alle altre realtà civiche della regione è chiaro: non accettate alleanze al ribasso per paura dell'instabilità. 

"Si può stare insieme a partiti e altre liste solo quando si hanno chiarissimi in testa i programmi e le scelte da fare, mantenendo al primo posto assoluto gli interessi dei cittadini, senza sconti politici o facili scorciatoie". 

In vista delle prossime elezioni di primavera a Fermo, Macerata e San Benedetto del Tronto, il consiglio utile è semplice quanto drastico, di chi in un solo anno ci è passato per ben due volte.

"I 15 anni delle Liste Civiche e la recente doppia caduta di Osimo insegnano che dove il civismo ha una storia consolidata, deve poter andare e scegliere di restare da solo, nel bene e nel male, indicando ai partiti, eventualmente, una guida chiara basata sulle cose da portare in porto. Altrimenti - taglia corto il leader storico - il rischio di rimanere stritolati e scomparire, inghiottiti dai personalismi e/o dentro i partiti maggiori diventerà inevitabilmente certezza".

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