MARCHE, REGIONE DA PODIO ABUSIVO! NON AUTORIZZATO L'UTILIZZO DEL LOGO
Dopo le nostre denunce sui costi della discutibile operazione di marketing, spunta il bluff del patrocinio non richiesto (o negato) sulla kermesse romana. Marchi piazzati "a scrocco" su targhe di latta, mentre il conto finale rischia di essere scaricato sui 15 piccoli Comuni montani gestiti dall'Unione dei Monti Azzurri presieduta da Giampiero FELICIOTTI. Ma la frittata politica la firma la segreteria di ACQUAROLI: prega l'Assessore alla Sanità CALCINARO di allungare la tappa nella Capitale per benedire il pasticcio di Miro RIGA
Di Sandro Pangrazi
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12-ott-2026
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6 min di lettura

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di Sandro PANGRAZI
Il Picchio abusivo a Roma!
Sul caso della trasferta romana del premio "Marche Regione da Podio" (mercoledì scorso al Coni) credevamo di aver visto già tutto.
Ci eravamo sbagliati.
Mentre i nostri lettori attendono di capire che fine faranno i soldi pubblici per il 2026, l'esame ravvicinato delle immagini e dei premi consegnati, lo scorso 7 ottobre, fa saltare il banco della regolarità burocratica e smonta pure la pomposità di quello che nei comunicati veniva pomposamente spacciato come "un evento straordinario" organizzato da Vladimiro RIGA Promotion".
A guardare con attenzione i fatti, l'unica cosa straordinaria della vicenda sono i metodi utilizzati dall'organizzazione e il retroscena politico che accompagna una autentica farsa... altro che l'eccellenza marchigiana costretta senza colpa alcuna a scendere decisamente dal podio.
Lino BANFI salutato cordialmente dall'Assessore alla Sanità Paolo CALCINARO
L'Abuso del Marchio – Il Picchio sulla targa "di latta"
Il fatto nuovo è clamoroso ed è ufficiale: in alto a sinistra di ogni targa specchiata consegnata alle autorità, a partire da quella conquistata dal Senatore Guido CASTELLI (guardatele bene: metallo comune da catalogo premiazioni, altro che prezioso argento!), campeggia in bella vista il logo ufficiale della Giunta regionale delle Marche.
Peccato che lo storico Picchio verde non sia mai stato richiesto, né tantomeno concesso, dagli uffici competenti di Palazzo Raffaello.
Insomma gli organizzatori dell'evento privato hanno stampato il sigillo pubblico "a scrocco", confezionando un abuso burocratico in piena regola pur di dare al premio una parvenza di patrocinio istituzionale che, nei fatti, poco ma sicuro, non è mai esistito.
Il Coni tratto in inganno sotto gli occhi di Mussolini
L'effetto domino del bluff, una volta avviato, si è spostato subito sulla location e sul marchio ufficiale del Coni nazionale.
Gli organizzatori hanno sbandierato ai quattro venti i fasti del ricevimento presso il pomposo "Salone d'Onore" al Foro Italico, ma a giudicare dalle immagini della premiazione, la sfarzosità epica lascia spazio alla realtà.
L'elemento inconfondibile che certifica l'identità della sala è l'enorme e storico affresco che occupa l'intera parete di fondo, intitolato "Apoteosi del Fascismo" e realizzato dal pittore Luigi MONTANARINI tra il 1941 e il 1942.
Sullo sfondo si notano anche i lampadari monumentali e la disposizione tipica delle sedute per le grandi cerimonie.
In questo spazio, il Comitato Olimpico guidato dal nuovo Presidente Luciano BONFIGLIO, assente per l'occasione, si è ritrovato nella scomoda posizione di chi, inconsapevole, è stato beffato a domicilio.
Nulla sapendo del mancato via libera di Ancona, il Coni ha concesso a Miro RIGA l'uso della sala navigando a vista.
Poiché la terza edizione del 2025 non si è mai svolta, a Roma si sarebbero fidati del "credito" dell'edizione 2024 (quando la kermesse era legalmente vidimata dall'Atim) fino a cadere nella gabola del 2026 senza neanche sospettare l'inganno della finta autorizzazione regionale.
Ottobre 2024, l'allora Presidente Coni MALAGO' abbraccia Miro RIGA sotto gli occhi del Governatore ACQUAROLI
CALCINARO l'Innocente – il capolavoro della segreteria di ACQUAROLI
In questo cortocircuito burocratico, l’unico a uscirne intellettualmente pulito è l’Assessore regionale alla Sanità Paolo CALCINARO, rimasto senza saperlo col cerino in mano a causa dell'eccessiva disponibilità.
L'Assessore alla Sanità, quantomeno, non è partito da Ancona per dar manforte alla kermesse privata: si trovava già a Roma per ben altri e legittimi motivi istituzionali legati al delicato mandato sulla salute pubblica.
Intercettata la sua presenza nella Capitale, la segreteria del Governatore Francesco ACQUAROLI lo ha letteralmente pregato, prima di ripartire, di allungare la tappa e fare un salto al Foro Italico per recapitare i saluti ufficiali del Presidente ai convenuti.
Un favore di pura cortesia istituzionale da parte di CALCINARO, che però mette a nudo la sbandata di Palazzo Raffaello: da una parte gli uffici negano formalmente il marchio alle targhe "di latta" ritirate da Guido CASTELLI e Andrea AGOSTINI, dall'altra la segreteria politica, forse ignara, usa un Assessore altrettanto ignaro del pasticcio burocratico, come ambasciatore per timbrare comunque il cartellino della presenza.
Istituzioni a dir poco in tilt!
CALCINARO, già che c'era, impegnato a premiare l'ex collega Senatore CASTELLI
Le Fasce Tricolori come scudo – Dieci Sindaci mobilitati per il bluff
A dare una parvenza di assoluta e indiscutibile ufficialità a tutta l'operazione non c'erano però solo i loghi "contraffatti", ma una vera e propria claque istituzionale trasferita in blocco dalle falde dei Sibillini ai fasti di Palazzo H al Foro Italico.
In prima fila, con tanto di fascia Tricolore d'ordinanza ben tesa sul petto, erano presenti una decina dei 15 sindaci che compongono l'Unione Montana dei Monti Azzurri.
I Primi cittadini del comprensorio sono stati così mobilitati ed esibiti come figuranti di lusso per fare da corona al duo RIGA-FELICIOTTI.
Un dispiegamento di rappresentanza civica ingannato sul nascere: i Sindaci stavano dando il proprio autorevole avallo a una kermesse priva di patrocinio regionale, di dubbia rilevanza, letteralmente usati come scudo umano per legittimare l'evento.
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Il nodo dei fondi – C'è un'altra certezza: la Regione pagherà la gabola
Se sul fronte dei permessi formali regna il caos, sul lato economico c'è un'unica, matematica certezza: la Regione Marche pagherà comunque il conto.
Non è ancora dato sapere l'ammontare esatto della fattura, né attraverso quali rivoli o associazioni, reali o di comodo, verrà veicolata la transazione, ma Ancona staccherà l'assegno.
È una condanna finanziaria obbligata: senza la copertura dei soldi pubblici regionali, l'intera impalcatura della manifestazione firmata Vladimiro RIGA Promotion non potrebbe stare in piedi nemmeno per cinque minuti.
Resta da capire se il bonifico della tesoreria andrà a rimborsare a posteriori l'Unione Montana dei Monti Azzurri di San Ginesio (che unisce 15 piccoli Comuni, da Tolentino a Sarnano, Cessapalombo e Belforte del Chienti) presieduta da Giampiero FELICIOTTI, sanando l'abuso dei loghi in extremis.
Per i dettagli sui mandati di pagamento l'appuntamento è fissato a inizio anno: tra gennaio e febbraio 2027 i decreti regionali sveleranno le cifre al centesimo.
E OSIMO OGGI sarà lì a fare i conti e chiederne conto.
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