MANIFESTI LEGHISTI PRO SICUREZZA, ESPLODE LA DOPPIA MORALE DEL PD ROMA CENSURA, COMUNE SCHIERATO CON OCCUPANTI E BORSEGGIATRICI!

Azzerata dall’Amministrazione Gualtieri la campagna leghista sui buoni risultati ottenuti dal Governo in tema sicurezza; in particolare riguardo alle nuove norme introdotte sull’occupazione di appartamenti, borseggi in metro e blocchi stradali
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Prima vandalizzati da ignoti, ora finiti nel mirino del Campidoglio e rimossi “perché violano le norme vigenti circa i contenuti etici delle pubblicità”.
La polemica sui manifesti promozionali del Decreto legge “Sicurezza”, che la Lega aveva affisso a Roma, si accende ancora di più.
Ai Salviniani, fieri delle misure introdotte con il Decreto – la stretta sulle occupazioni delle case, sui furti nelle metro e stazioni, il blocco delle strade – non va giù l’intervento del Comune di Roma, guidato dal Sindaco Dem GUALTIERI.

Per i leghisti e per le persone di buon senso si tratta di un evidente caso di bavaglio “comunista”, un attentato alla democrazia, un atto di arroganza, uno sfregio alla libertà di opinione, un attacco a chi lavora e ha pure pagato per le affissioni.
L’intervento censorio del Comune capitolino era avvenuto con il carattere d’urgenza, nato – a leggere la richiesta del Campidoglio inviata alla società incaricata di rimuovere i manifesti – a seguito di presunte segnalazioni (?) ricevute da cittadini evidentemente felici di essere borseggiati, sottratti della casa o invischiati in uno stop improvviso del traffico già caotico della Capitale.
“Scippi in metro? Ora finisci in galera senza scuse”, il messaggio visivo nel quale uno scippatore, rappresentato da una persona di etnia rom (e come altrimenti, nord americana?) viene finalmente prelevato da un agente di polizia all’interno di un vagone della metropolitana.

E ancora: “Occupi una casa? Ti buttiamo fuori in 24 ore”, nel quale gli occupanti sono individuati in persone di colore… quando tutti sappiamo benissimo che sono inglesi e tedeschi, in genere, i più affini a delinquere.
Quanto basta e avanza al Campidoglio, nel tempo della dittatura del politicamente corretto, per far scattare la rimozione dei manifesti Salviniani, ai sensi dell’articolo 12 bis del Regolamento in materia di pubblicità (?), che vieta “l’esposizione pubblicitaria il cui contenuto sia lesivo del rispetto delle libertà individuali, dei diritti civili e politici, del credo religioso, dell’appartenenza etnica, dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere, delle abilità fisiche e psichiche.
Come se i manifesti in questioni pubblicizzassero banali bevande, auto e/o località turistiche, dimenticando la realtà della propaganda politica!
La rimozione di quanto appena affisso ha immediatamente fatto deflagrare la polemica politica.

Per il sottosegretario leghista dell’Interno Nicola MOLTENI “quanto sta accadendo a Roma, con il Sindaco Roberto GUALTIERI che tenta di oscurare i successi della Lega e di Matteo SALVINI, è vergognoso e ha dell’incredibile. Una censura in piena regola verso le iniziative del Decreto sicurezza che punisce gli occupanti abusivi, le borseggiatrici e chi blocca le strade senza motivazione”.
Di “censura a tutti gli effetti” parla ovviamente anche il vice Segretario della Lega Claudio DURIGON. “Cercare di mettere a tacere gli avversari politici con questi mezzucci subdoli – ha sottolineato il leader federale – è contrario ai principi democratici su cui si fonda il nostro Paese”.
E ancora. “Si tratta di censura – concorda il segretario leghista del Lazio Davide BORDONI – i nostri Consiglieri comunali presenteranno una immediata interrogazione… mentre abbiamo dato mandato agli avvocati di lavorare per un risarcimento dei danni”.
Agli attacchi della Lega ha replicato tecnicamente il Campidoglio, attaccandosi pretestuosamente al regolamento sulle banali affissioni pubblicitarie di aziende e privati.
“I manifesti della Lega sono stati rimossi – provano ad arrampicarsi in Comune – perché violano le norme vigenti circa i contenuti etici delle pubblicità. Ovvero mostrano stereotipi legati all’appartenenza etnica.
Si tratta di un atto, quello della rimozione dagli spazi di Roma – prosegue la spiegazione – adottato autonomamente dagli uffici competenti, a seguito di esposti pervenuti da cittadini. Non si tratta di censura ma dell’applicazione puntuale delle norme vigenti”.
Dal partito Democratico si leva la voce del Senatore Francesco VERDUCCI, vice Presidente della Commissione Antidiscriminazioni a Palazzo Madama.

“Ha fatto benissimo il Comune di Roma ad applicare il regolamento in materia e a disporre la rimozione. Quei manifesti – si dice certo il Senatore, mostrando la gravità del livello di sotto cultura imperante a Sinistra – sono una vergognosa campagna discriminatoria”.
La Lega però giustamente insiste, proponendo una ulteriore lettura basata, oltre che sul buon senso, sulla visione che l’intelligenza artificiale ha delle questioni toccate: “Il Pd censura i manifesti della Lega sul Decreto Sicurezza – conclude l’affondo del Carroccio – perché contengono immagini prodotte con l’IA.
In pratica la Sinistra vieta sia le immagini reali che quelle artificiali! Tutto pur di nascondere la verità.
Il partito Democratico, al solito, difende chi scippa, chi ruba, chi imbratta e sta dalla parte di chi occupa le case?
Siamo di fronte a una violenza inaudita che per fortuna non ci preoccupa. Partirà dopo l’estate una massiccia campagna, non solo a Roma ma in tutta Italia; e verranno diffusi nuovi manifesti. Se può interessare il Pd, sappiano a Sinistra che sono in produzione anche magliette ad hoc”.
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