“IL MIO CUORE E’ QUI, RINUNCIO ALLA REGIONE: AMO TROPPO LORETO” “AMO TALMENTE FILOTTRANO DA VOLERLA OGNI GIORNO IN REGIONE”

Loreto e Filottrano nelle parole dei due Sindaci Pieroni e Paolorossi, due modi diversi e opposti di curare gli interessi dei cittadini. Se l’intendimento del Sindaco matto traspare oltre ogni evidenza, le parole del primo Cittadino lauretano appaiono ammantate da una doppia morale, persino implicita, di autoaccusa. Dietro il gesto d’amore eterno a Loreto c’è infatti la consapevolezza che la corsa regionale abortita, difficilmente avrebbe pagato l’elettorato di Pieroni!
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Ammoniva San GIROLAMO già nel quarto secolo: “Dum excusare credis, accusas”, ovvero “Mentre credi di scusarti, ti accusi”.
Sedici secoli dopo, però, capita che Moreno PIERONI, da bravo parrocchiano della Madonna nera (certamente più in pratica con gli insegnamenti mariani piuttosto che attento agli ammonimenti retorici del santo monaco biblista nato croato) senta improvvisamente ul bisogno di esternare, non richiesto, cosa non farà…

A cominciare dalla non candidatura regionale e del perché non scenderà di nuovo in campo per la terza volta.
Peccato che gli inviti a partecipare fossero stati, per quanto numerosi, tutti informali e ristretti alla ristretta cerchia personale di amici, conoscenti di Loreto e dintorni.
“Ho valutato con serietà e coscienza – scrive PIERONI in una lettera aperta ai cuoi concittadini – se fosse giusto, in questo momento, fare un passo verso un ritorno in Consiglio regionale, dove ho avuto il privilegio di sedere per dieci anni.
Mi sono chiesto se potessi oggi portare quel patrimonio, arricchito dal ruolo di Sindaco che sto vivendo con immensa dedizione, al servizio di un progetto più ampio.

Mi sono domandato – prosegue la valutazione fai da te del Sindaco di Loreto – se fosse il tempo giusto per allargare ancora il raggio del mio impegno, per cercare di rappresentare nuovamente, con umiltà e concretezza, le esigenze della Val Musone e delle Marche.
Alla fine, ascoltando non solo la mente ma anche il cuore, la risposta è arrivata con chiarezza. Loreto oggi ha bisogno di continuità.
Ho quindi scelto di restare Sindaco. Di essere, ogni giorno, al fianco dei concittadini, di onorare fino in fondo il mandato che mi è stato affidato dai loretani con fiducia e partecipazione, perché Loreto è la mia casa.
Rinunciare a una nuova sfida politica, pur stimolante e importante – ha concluso PIERONI – è per me una scelta di coerenza e di amore per la mia città”.
Non la pensano (per fortuna) tutti così.
Nella vicina Filottrano un altro Sindaco, vedi Luca PAOLOROSSI, ha appena ufficializzato la mossa opposta e contraria, motivando la decisione alla PIERONI… ovvero mi candido “perché amo Filottrano… la amo talmente tanto che desidero per la mia città un prossimo riferimento in Regione, da interpellare ogni volta Filottrano e i filottranesi avranno necessità”.

Due modi di amare il territorio di riferimento, per il quale si è Sindaco, veramente molto diversi… persino troppo.
Per analogia col suo pensiero di oggi, infatti, cosa pensare dello stesso PIERONI nelle due legislature in cui ha abbandonato Loreto per occuparsi di beghe regionali. Forse allora PIERONI amava meno di oggi la città per cui oggi si strappa le vesti affermando di non voler e non poter abbandonare, in caso di elezione, ad un successore?
San GIROLAMO, di cui sopra, ci invita così a riflettere. O Moreno PIERONI è ormai pronto per essere elevato sugli altari – quando sarà, il più tardi possibile – quale nuovo patrono cittadino o… scusandosi senza motivo il Sindaco nasconde altre verità, senz’altro rispettabili ma anche meno nobili.
La narrazione politica infatti da tempo aveva inquadrato PIERONI, amor di Loreto, impegnato a soppesare, da eterno ago della bilancia politica, quale candidato tra ACQUAROLI o RICCI, fungesse più adatto per attaccarvi il potente carro lauretano.
Scelto nei tempi giusti (e senza troppe indecisioni) il candidato vincente nel Governatore in carica, si trattava di individuare la Lista più adatta a dare un’anima “madonnara” al pacchetto di voti in mano a PIERONI.
La scelta, dopo settimane di confronti con ACQUAROLI e il deus ex machina della situazione, Senatore di FdI Guido CASTELLI, è alla fine caduta sulla cosiddetta “Lista del Presidente” la quale, secondo i calcoli di chi lavora giorno e notte a decifrare percentuali e resti, dovrebbe poter effettivamente portare, in tutte le Marche, alla elezione di un Consigliere.
Il problema (non detto) da PIERONI è che nessuno sa in quale circoscrizione provinciale scatterà il beneficiato, più dalla sorte che per meriti politici.
Ad Ancona PIERONI avrebbe dovuto fare i conti, anche soltanto per classificarsi primo, con Massimo BACCI, già Sindaco a Jesi.
E non è detto sarebbe bastato superare al foto finish la città di Federico II di Svevia per avere migliori certezze di successo.
Fondamentale infatti risulterà il quoziente chiamato ad uniformare, tra le cinque province, le percentuali di gradimento; al riguardo sia quella di Macerata con la candidatura a Tolentino di Alessandro Massi che quella a Fermo col candidato Sindaco Fabio CALCINARO (uno che dovrebbe amare poco la città, stando al PIERONI-pensiero) parrebbero avere uguali o addirittura migliori chance di farcela rispetto ad Ancona.
Da qui il vitigno marchigiano da vendemmiare il 28 e 29 settembre, giudicato troppo aspro da un PIERONI orgoglioso di professarsi astemio… e perdutamente innamorato. Di se stesso. E un pò pure di Loreto!
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