I TAMARRI TUNISINI INDIVIDUATI A TEMPO DI RECORD DAI CARABINIERI GENITORI BASITI: “PERCHE’ PORTARE IN CASERMA? SONO RAGAZZI BRAVI”

Italiani di seconda generazione, i due hanno 16 e 17 anni e vivono tra Castelfidardo e Osimo. Non nuovi a simili episodi, sanno bene di poter contare su una sostanziale immunità garantita, di fatto, dalla legge ai minorenni. Giovedì mattina, in due ore, 177 euro grazie alla rapina a mano armata (di coltello) in un ferramenta del Cerretano e al tentato scippo di una borsetta sotto un ombrellone di Marcelli
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“Sono ragazzi buoni, incapaci di fare male mosca… perché li portate in caserma? Cosa hanno fatto?”.
Così, parola più, concetto in meno, i genitori tunisini dei due tamarri nordafricani, individuati a tempo di record dai Carabinieri e denunciati a piede libero per rapina a mano armata (commessa giovedì mattina presso il ferramenta Hobyn al Cerretano di Castelfidardo) e il successivo tentato scippo, nella spiaggia di Marcelli, ad una turista in grado di resistere al furto con strappo della borsetta.

A tempo di record i militari del Norm di Osimo, coadiuvati dai colleghi di Castelfidardo e Numana, hanno brillantemente risolto il doppio caso che da giorni sta facendo discutere sotto l’ombrellone, politica compresa.
I due, un 16enne di Osimo e un 17enne di Castelfidardo, entrambi italiani di seconda generazione essendo nati in Italia da famiglie di immigrati magrebini, non hanno mostrato paura particolare nell’essere prelevati e condotti in caserma per la chiusura del cerchio investigativo a loro carico.

Sul loro conto i Carabinieri, raccolte le informazioni su entrambi i teatri dei delitti, hanno portato a termine, davvero quasi in diretta, indagini tradizionali che hanno consentito l’identificazione dei due probabili protagonisti.
Trattasi di personaggi già noti e titolari di più fascicoli narranti imprese di reati giovanili, tipici delle baby gang che tanto imperversano da qualche anno a questa parte, anche alle nostre latitudini.
I due mostrando strafottenza e una sfrontatezza da impuniti consapevoli di poterla fare, sostanzialmente, franca anche questa volta, hanno seguito docilmente le pattuglie lasciandosi interrogare sui fatti di indagine.
Come è noto giovedì mattina, incuranti di essere osservati, hanno fatto irruzione nel ferramenta fidardense, non prima di aver fatto scivolare sul volto una sorta di bandana, così da provare a rendersi non riconoscibili da Manuela CINGOLANI, osimana di Campocavallo, titolare dell’Hobyn.
“Dacci i soldi o per te finisce male…”, questo l’approccio, da provetti delinquenti patentati, scelto dai due per essere più convincenti possibile.
Nonostante un coltello agitato in mano dal capobanda, la donna è fortunatamente rimasta calma e senza opporre resistenza ha aperto il cassetto consegnando ai coatti il denaro contenuto, 177 euro di fondo cassa.

Solo una volta allontanatisi velocemente a piedi, la CINGOLANI ha avuto la forza, ripresasi dallo choc, di urlare e chiedere aiuto raccontando di essere stata appena rapinato dai due ragazzini travisati.
I tunisini, nel frattempo, non contenti degli spiccioli appena incassati, si sono diretti, probabilmente con dei motorini, alla volta del mare e di Marcelli in particolare, meta preferita di raid sempre più numerosi.
Qui, adocchiata una turista solitaria, hanno atteso l’attimo buono per entrare in azione e rovistare sotto l’ombrellone, senza accorgersi di essere stati notati, nel frattempo, da un uomo intervenuto a rovinare la festa.
E’ stato un attimo con uno dei due, in particolare, a tentare la fuga armeggiando al volo la borsetta della turista, ignara in acqua.
L’uomo però, col vantaggio della sorpresa, è stato più lesto e fisicamente forte da reggere l’urto dello strappo fino a costringere il tunisino a mollare la presa e a scappare più velocemente possibile verso il proprio compare, già al sicuro.

Il tempo di formalizzare la denuncia e già in serata i Carabinieri erano in grado, grazie a foto segnaletiche mostrate alle vittime e alle immagini raccolte in giro dalle varie telecamere sul tragitto Cerretano-Marcelli, di chiudere un pesante doppio capo di accusa per la rapina e il furto tentato con strappo.
Già venerdì mattina, dunque, i militari della Compagnia di Osimo, bussando alla porta delle rispettive abitazioni, sono riusciti a rintracciare i principali sospettati dei colpi, ancorchè belli, buoni e bravi per i rispettivi genitori.
Il tempo di essere identificati e di metter loro in mano una copia della denuncia, e i due tamarri hanno fatto ritorno a casa, per la gioia di mamma e papà.
Sanno bene di dover affrontare un inutile processo futuro che, al 99%, pur in caso di condanna, vedrà il giudice intento ad una paternale e al consiglio vivissimo, da padre di famiglia, a non farlo mai più…
Ma che bravi ragazzi…
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