2028 OSIMO "CAPITALE", 2026 OSIMANA ESCLUSA DAL CAMPIONATO; LA GLORIO COMPRA IL BOLLINO MA VOLTA LE SPALLE AI GIALLOROSSI
La "gloria" internazionale inseguita dalla Giunta Glorio non è un bando europeo per intercettare fondi pubblici, ma una compravendita di facciata con Aces Europe, associazione belga gestita in famiglia dai Lupattelli, per soddisfare "diritti d'immagine" e brochure patinate in un'operazione senza ritorno economico per il territorio

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di Sandro PANGRAZI
Mentre nelle stanze felpate del Palazzo comunale ci si specchia compiaciuti nella vetrina dorata di "Osimo Città Europea dello Sport 2028" (è di ieri la notizia dell'invio all'associazione Aces Europe delle scartoffie di appoggio alla cosiddetta "candidatura", non stranamente a pagamento!) lo sport osimano reale, quello fatto di passione autentica, gradinate calde e una storia ultra centenaria stampata sulla pelle, si prepara a ricevere l’estrema unzione.
La clessidra del destino Giallo-Rosso ha iniziato il suo conto alla rovescia più drammatico e spietato: il prossimo 22 luglio, alle ore 19 in punto, scatterà la ghigliottina burocratica della Lega Nazionale Dilettanti.
Se Antonio CAMPANELLI non perfezionerà (ma come?) l'iscrizione del club al prossimo campionato, ovvero se non accadrà un miracolo contabile dell'ultimo minuto, la storica matricola dell'Usd Osimana verrà estromessa dal torneo, cancellata dal calcio che conta.
Tre le condizioni necessarie per evitare la cremazione della storica matricola: pagamento iscrizione, sottoscrizione fidejussione e soprattutto positiva chiusura delle vertenze economiche con i tesserati al 30 giugno.
Insomma più facile che un ricco entri nel Regno dei Cieli, piuttosto che l'Osimana, in assenza di aiuti importanti, possa salvare anche stavolta lo scalpo.
Si profila un collasso societario epocale che, eppure, si sta consumando nel silenzio più assordante e imbarazzante di un’Amministrazione comunale che appare totalmente alienata dalla realtà, decisamente più impegnata a comprare costosi "bollini" all'estero che a muovere un dito per salvare il più grande patrimonio sportivo e sociale della propria città.
Quarantamila euro di fumo e in fumo per acquistare la passerella dorata di Aces Europe
Mentre il patron CAMPANELLI combatte una guerra solitaria e disperata tra lo scoglio insidioso delle liberatorie dei calciatori (a cui aggiungere la pesante zavorra degli arretrati Iva) la Giunta GLORIO preferisce dirottare altrove le proprie priorità economiche e politiche.
Come rivelato dai documenti d'archivio e dalle determine che pesano come macigni, l’operazione Aces, a conti fatti, costerà alle tasche dei contribuenti osimani, grosso modo, la bellezza di 40.000 euro di fondi pubblici. Forse qualcosina in più che meno.
Denaro contante sottratto alle reali necessità del territorio.
Entrando nel dettaglio delle cifre, ben 19.000 euro finiranno dritti nei presunti "diritti d'immagine" al solo scopo di potersi fregiare di un titolo onorifico concesso da un’associazione privata belga ma gestita in famiglia dagli italianissimi Gian Francesco e Vincenzo LUPATTELLI, non per nulla padre e figlio.
Risorse sonanti che verranno bruciate per finanziare la macchina burocratica della candidatura, stampare brochure patinate, organizzare convegni autoreferenziali e oliare i meccanismi delle pubbliche relazioni.
Una spesa che definire folle è un eufemismo, soprattutto se paragonata al ritorno economico pari a zero per le casse asfittiche delle società locali, ridotte ormai a mendicare l’aiuto dei privati e degli sponsor per non chiudere i cancelli di prime squadre e settori giovanili.
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Trattamento da nababbi per i commissari: hotel a 5 stelle superior a spese dei cittadini
Ma il vero capolavoro dello spreco e dell'ostentazione si consumerà nel prossimo mese di settembre, quando la teoria lascerà il posto alla passerella.
Nella generosa somma stanziata dal Comune è infatti capientemente compresa, da regolamento capestro, la quota per garantire un trattamento da veri e propri nababbi ai commissari di Aces Europe.
Una delegazione composta da tre, o forse addirittura cinque esaminatori, verrà coccolata e ospitata a spese dei contribuenti osimani per un intero fine settimana di fine estate.
Per loro, Palazzo comunale non ha badato a spese, scegliendo il massimo del comfort disponibile sul mercato: un soggiorno extralusso in un hotel a 5 stelle superior, cene di gala a base di eccellenze del territorio e tappeti rossi srotolati ovunque.
Un week-end da re, interamente accollato sulle spalle dei poveri osimani che resteranno a guardare (e pagare), mentre i ragazzi delle giovanili locali saranno, come capita a volte, costretti ad allenarsi in strutture fatiscenti, in orari impossibili, sperando persino di trovare l'acqua calda nelle docce a fine allenamento.
Insomma altro che Osimo Capitale europea dello Sport per l'anno 2028 ma pratiche sportive ormai parificate ad un lusso per pochi intimi.
Cronaca di un fallimento annunciato e l'ombra del passato
Il contrasto è stridente, doloroso, e assume i contorni di una vera e propria beffa geopolitica a chilometro zero.
Il Comune spende decine di migliaia di euro per farsi chiamare "Città dello Sport" e intanto assiste immobile, quasi distaccato, al funerale sportivo della sua squadra più rappresentativa e amata.
Il rischio concreto è che il 22 luglio, alle 19, si materializzi un clamoroso e tragico "Novelli-bis", cancellando con un colpo di spugna burocratico un secolo di glorioso calcio Giallo-Rosso, di trasferte, di coreografie e di passioni tramandate di padre in figlio per almeno quattro generazioni.
La sordità del Sindaco e delle istituzioni di fronte al grido d'allarme lanciato ripetutamente dalla piazza è la plastica dimostrazione di un'azione amministrativa totalmente slegata dal tessuto sociale della città.
A cosa servirà esibire il blasonato marchio europeo sui fogli intestati del Comune se poi lo stadio Diana resterà desolatamente vuoto, privato della sua squadra, dei suoi colori e della sua gente?
Si preferisce finanziare la forma esteriore mentre la sostanza crolla a pezzi sotto il peso dei debiti e del disinteresse pubblico.
La rabbia della curva: gli ultras puntano il dito contro il Palazzo immobile
In questo clima surreale da "ultima spiaggia", la fiammata della contestazione divampa violentissima e incontrollabile tra le fila del tifo organizzato.
La tifoseria giallorossa, da sempre cuore pulsante, anima critica e vero termometro del sentimento popolare osimano, è ufficialmente sul piede di guerra.
Gli ultras, dopo aver dato gli otto giorni a CAMPANELLI, non hanno alcuna intenzione di assistere passivamente alla morte di 104 anni di storia nell'indifferenza generale del Palazzo, e puntano il dito direttamente contro una Giunta bollata senza mezzi termini come immobile, assente e intrappolata nelle proprie pastoie burocratiche.
I comunicati che filtrano dagli ambienti della curva, insieme ai primi striscioni che iniziano a comparire in città, non lasciano spazio a doppie interpretazioni: la rabbia dei tifosi è equamente divisa tra le colpe storiche della dirigenza e il vuoto pneumatico lasciato dalle istituzioni locali.
Al sindaco GLORIO e all'Assessorato competente viene rimproverato un disinteresse totale, una cronica mancanza di leadership e di coraggio che ha impedito persino l’attivazione di un banale tavolo di crisi istituzionale.
Un tavolo che sarebbe servito (e potrebbe ancora servire avendo ancora 19 giorni di vita davanti) a mediare la situazione con i creditori e/o a cercare, con la forza della diplomazia politica, nuovi acquirenti o cordate di imprenditori capaci di rilevare la gloriosa matricola e garantire l'iscrizione.
La piazza freme, la tensione sociale sale e lo spettro di clamorose e rumorose proteste sotto le finestre del Comune si fa ogni ora più concreto.
Gli ultras promettono barricate e giurano che non staranno a guardare questo scempio, pronti a ricordare alla politica che il blasone dell’Osimana appartiene alla città e alla sua storia, non ai giochi di poltrona o alle passerelle estive.
Strutture a pezzi e sogni di gloria: la realtà contro i dossier
La coreografica passerella di Aces si scontra frontalmente con una quotidianità cittadina fatta di impianti sportivi comunali ridotti non al meglio, palestre scolastiche fredde o attese o inagibili) e l'incidente, per citarne uno a caso, della piscina comunale "BUGLIONI" chiusa per contaminazione da "Pseudomonas aeruginosa", simbolo di una gestione che fa... acqua, non da nuotare.
La commissione esaminatrice europea, una volta scesa dalle stanze ovattate e climatizzate dell’hotel a 5 stelle superior, si troverà davanti a un dossier da 9 milioni di euro che sulla carta promette miracoli e investimenti faraonici, ma che sul territorio fotografa lo sfascio e l'abbandono.
Comprare la patente straniera di "sportività" per nascondere la polvere del degrado sotto il tappeto è un gioco d'azzardo pericoloso che non incanta più nessuno.
Gli sportivi osimani, le famiglie e i tifosi non vogliono medaglie di latta comprate a caro prezzo con i soldi pubblici; e nemmino bollino di plastica. E neanche insegne stradali che ricordino di essere entrati in un Capitale sulla carta.
Diversamente gli osimani pretendono o per meglio dire pretenderebbero, da qui al 2030, risposte certe, manutenzioni ordinarie e, soprattutto, in caso di allarme rosso, che le istituzioni facessero la propria parte senza perdere tempo, per evitare che il prossimo 22 luglio si trasformi definitivamente nel giorno più nero nella storia dello sport osimano.
Quello vero.
https://www.facebook.com/alsolitoposto.osimo



