PAOLOROSSI vs PALAZZESI: SU ACQUAMBIENTE E' DUELLO ALL'ULTIMO RUBINETTO
ESCLUSIVA OSIMO OGGI: Filottrano rifiuta il bilancio "al buio" e diserta l'assemblea dei soci. Saltata la tregua armata nel Centro-Destra. È guerra totale per la poltrona più ricca del servizio idrico. Il Sindaco strano lancia esposti a Procura e Corte dei Conti, lasciando in CdA la sedia vuota: «Basta con la società di Centro... Comodo». Ma l'asse del Conero (Tombolini & Palazzesi) tira dritto a maggioranza per blindare il quinto mandato consecutivo del forzista, Presidente Acquambiente dal 2014 fino al 2029

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di Sandro PANGRAZI
Acquambiente, PAOLOROSSI fa saltare il banco della nomina a Presidente di PALAZZESI, al quinto triennale consecutivo.
Clamoroso strappo politico nel cuore dei servizi pubblici locali.
La tregua armata dell'acqua è ufficialmente finita per lasciare spazio ad una guerra aperta, interna al Centro-Destra, a colpi di carte bollate e minacce di esposti alla Procura.
A sorpresa, ma mica tanto, il vulcanico Sindaco-strano di Filottrano Luca PAOLOROSSI, ha fatto saltare il banco e deciso di non partecipare per protesta all'assemblea dei soci convocata in queste ore per l'approvazione del bilancio e il rinnovo delle cariche per il triennio 2026-2029.
Una decisione drastica che spacca il fronte dei quattro Comuni soci (Numana, Sirolo, Filottrano e Cingoli) e apre una crisi istituzionale senza precedenti all'interno di Acquambiente Marche Srl, la cassaforte operativa del servizio idrico che ha la sua sede blindata a Castelfidardo ma la cui regia politica risponde a logiche interne da sempre circoscritte a Forza Italia provinciale, che superano gli angusti confini comunali.
Ecco i cinque passaggi chiave per capire il rebus dell'acqua e la clamorosa svolta di queste ore.
Acquambiente: è guerra totale, violentissima, senza esclusione di colpi.
Un confronto, tra il Presidente Massimo PALAZZESI (Forza Italia) e il Sindaco di Filottrano Luca PAOLOROSSI (Lega) combattuta per sei lunghi mesi nel segreto delle stanze felpate dei palazzi comunali e rimasta finora rigorosamente sotto traccia, invisibile al pubblico.
Ma nelle ultime ore la tregua armata sulla gestione dell'acqua è ufficialmente finita.
A far saltare il banco, squarciando il velo di silenzio, ci ha pensato il dirompente e imprevedibile Sindaco-strano di Filottrano, Luca PAOLOROSSI.
Con una mossa clamorosa destinata a innescare un effetto domino devastante per la politica locale, il Sindaco strano ha deciso di non avere rappresentanti nel Cda - formalmente assemblea dei soci - convocato per l'approvazione del bilancio e il rinnovo delle cariche. Uno strappo senza precedenti che spacca in due il fronte dei quattro Comuni soci (Numana, Sirolo, Filottrano e Cingoli).
Aperti ufficialmente i focolari di una crisi istituzionale mai vista all'interno di Acquambiente Marche Srl, la cassaforte operativa del servizio idrico.
Una corazzata con sede a Castelfidardo la cui regia politica risponde da sempre a logiche interne circoscritte ai desiderata di Forza Italia provinciale, superando di fatto gli angusti confini municipali.
La vera notizia bomba che ha innescato lo scontro totale è infatti la richiesta, avanzata in queste ore, di blindare il quinto mandato triennale consecutivo alla Presidenza dell'uscente Massimo PALAZZESI: una pretesa che, se accordata, estenderebbe il regno ininterrotto del 75enne forzista dal 2014 fino all'estate 2029.
Ecco i cinque passaggi chiave per capire il rebus dell'acqua e l'esplosiva svolta delle ultime ore.
Il duo PALAZZESI & TOMBOLINI made Forza Italia
Il muro di silenzio sui documenti di bilancio
La miccia che ha fatto esplodere la rabbia di Filottrano è la denuncia di una totale mancanza di trasparenza aziendale.
PAOLOROSSI ha infatti accusato il Direttore da sempre di Acquambiente, il fidardense Maurizio SCATTOLINI, di aver alzato un vero e proprio muro di gomma lungo tutti gli ultimi sei mesi di gestione.
Al Comune di Filottrano infatti non sono mai stati consegnati i verbali del CdA sul progetto di bilancio, i registri del Collegio sindacale e dell'organismo di Vigilanza, né il parere legale, rimasto segreto, custodito dall'azienda, sulla formale regolarità del cosiddetto "controllo analogo", ovvero le linee guida normate sul controllo delle società in house.
Un terremoto che ha radici profonde: la "quota rosa" nel CdA uscente laura SARNARI, in rappresentanza proprio di Filottrano, si era infatti già dimessa dall'incarico, in netta polemica con Presidente e Direttore, sin dallo scorso marzo, rifiutandosi pertanto di firmare l'atto finale. C’è di più: dopo l’ennesimo sollecito di questi giorni, SCATTOLINI ha comunicato che il verbale del CdA non è ancora pronto per essere esaminato.
Votare un simile atto equivale ad una pretesa inaccettabile, rispedita al mittente.
"Nessun amministratore serio – ha dovuto dichiarare PAOLOROSSI – può essere costretto a votare un bilancio al buio, senza poter leggere il verbale che ne ha approvato il progetto".
Per questo motivo Filottrano ha chiesto ufficialmente il rinvio dell'assemblea, richiesta però rimasta totalmente inascoltata dagli altri tre Comuni soci.

Massimo PALAZZESI, 75 anni, da 12 Presidente ACQUAMBIENTE e in corsa per il quinto triennio consecutivo!
Il fantasma del Controllo Analogo a rischio legge
Il secondo step tocca un nervo scoperto che rischia di far tremare le fondamenta stesse della multiutility di via Recanatese.
Carte alla mano, PAOLOROSSI ha portato alla luce la questione del già ricordato controllo analogo, ovvero quell'obbligo di legge per cui i Comuni devono vigilare sul buon andamento delle società in house esattamente come se fosse un ufficio municipale interno.
Secondo l'affondo del Sindaco, questo pilastro normativo è stato completamente trascurato per anni, sia dai vertici societari che dagli organi di controllo.
Una leggerezza colossale, capace di mettere a rischio la legittimità stessa degli affidamenti diretti del servizio idrico e l'incolumità giuridica dei Comuni soci.
La prova provata del pasticcio? Solo dopo le durissime contestazioni sollevate segretamente da Filottrano, i vertici si sono visti costretti a convocare in tutta fretta una riunione specifica sull'argomento pochi giorni fa.
Il problema insomma esisteva eccome, ma nessuno aveva vigilato prima.
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Lo Statuto calpestato e la farsa della rotazione
Il terzo passaggio svela il vero cuore politico della contesa di potere. Lo Statuto di Acquambiente Marche prevede espressamente il principio della rotazione nella guida della società tra i quattro Comuni titolari del pacchetto azionario, con quote divise pariteticamente al 25% per ciascun Ente.
Una regola fondamentale per garantire che nessuna realtà diventi padrona assoluta del rubinetto locale, men che un unico partito, come nella fattispecie di Forza Italia.
Secondo Filottrano, questa norma è stata scientificamente aggirata per lunghi anni pur di blindare le solite poltrone.
Il Presidente uscente Massimo PALAZZESI, alla guida dal 2014, ambirebbe infatti, nonostante gli incarichi pregressi e una carta di identità non più verde, ad essere confermato per la quinta volta consecutiva sino all'estate 2029, coprendo nei fatti un quindicennio senza precedenti. Una blindatura che ha già ridotto e ridurrebbe ancor più gli altri Comuni alla stregua di "soci di serie B" dentro una struttura occupata storicamente dagli "azzurri" attraverso il collaudato duo TOMBOLINI & PALAZZESI.
Un'alleanza definita da PAOLOROSSI non più a traino Centro-Destra, ma piuttosto un perenne accordo da "Centro-Comodo".
L'asse di Numana e la gallina dalle uova d'oro
Per capire i motivi di un nervosismo così alto, bisogna guardare ai numeri pesanti della società.
Acquambiente Marche non gestisce solo i semplici contatori di casa, ma possiede il potabilizzatore strategico di Castreccioni a Cingoli, l'infrastruttura che disseta mezza provincia e vende l'acqua all'ingrosso alle utility vicine, Astea in primis.
Si tratta di una vera gallina dalle uova d'oro che genera utili preziosi per i bilanci dei quattro piccoli Comuni soci.
Il controllo di questo tesoro fa capo, da dodici anni, a un asse di ferro guidato dal Sindaco di Numana, Gianluigi TOMBOLINI (esponente di spicco di Forza Italia, noto per il riconosciuto filo diretto col Ministro TAJANI).
Un TOMBOLINI che, anche al suo terzo mandato da Sindaco, parrebbe intenzionato a garantire la permanenza al vertice, sine die, del 75enne amico fraterno PALAZZESI, compagno di squadra alla guida di Forza Italia rivierasca da sempre.
Il paradosso di Castelfidardo e il grande autogol del 2002
Sullo sfondo si staglia il paradosso geografico più clamoroso di tutti. La sede centrale di Acquambiente si trova a Castelfidardo, in via Recanatese, ma il Comune della Fisarmonica non è socio e non vede un centesimo di quegli utili.
Bisogna risalire al 2002, quando l'Amministrazione del Sindaco Tersilio MAROTTA decise di esercitare il diritto di recesso, uscendo dalla compagine idrica e facendosi liquidare le quote.
Quelle azioni vennero prontamente riassorbite proprio da Cingoli, Filottrano, Numana e Sirolo.
Un autogol storico: oggi Castelfidardo ospita la fabbrica e i grandi depuratori sul proprio suolo comunale ma risponde politicamente a Numana e ora assiste impotente al muro contro muro scatenato da Filottrano.
NOTA CRITICA: una forzatura che cancella la trasparenza
Il voto che si sta consumando in queste ore nei corridoi blindati di via Recanatese assume i contorni di una vera e propria forzatura istituzionale.
Procedere all'approvazione del bilancio e blindare l'ennesima volata di Massimo PALAZZESI verso il suo quinto mandato triennale consecutivo – un record assoluto di longevità dal 2014 al 2029 che cancella nei fatti lo spirito e la lettera dello Statuto – ignorando la durissima protesta, l'assenza fisica del Comune di Filottrano e le dimissioni polemiche di marzo della Sarnari, lancerebbe nell'agone politico un segnale a dir poco pessimo.
Scegliere la strada del tirare dritto a maggioranza, lasciando la sedia di un socio paritario al 25% completamente vuota, senza un rappresentante della Val Musone, non farebbe che confermare i dubbi sollevati da PAOLOROSSI sulla grigia gestione da "Centro-Comodo".
La contromossa di Filottrano è un arsenale di carte bollate: il sindaco ha già annunciato ricorsi immediati all’Autorità giudiziaria, esposti alla Corte dei Conti, segnalazioni dettagliate all’Anac e all'AGCM (Antitrust).
Con queste premesse, la riconferma lampo di PALAZZESI rischia di trasformarsi in una pericolosissima vittoria sulla carta, lasciando sulla multiutility l'ombra pesante di una imminente paralisi giudiziaria e amministrativa.
Luca PAOLOROSSI: sulla Presidenza Acquambiente è braccio di ferro con PALAZZESI e il metodi "Forza Italia"
Questo il testo integrale sottoscritto da Luca PAOLOROSSI:
"Il tempo del silenzio è finito. Da oggi qualcuno dovrà assumersi le proprie responsabilità.
Per sei mesi il Comune di Filottrano ha chiesto documenti, verbali, pareri legali, chiarimenti e tutte le informazioni indispensabili per esercitare il proprio ruolo di socio.
Per sei mesi la risposta è stata sempre la stessa: silenzio.
Non mi sono stati consegnati i verbali del Consiglio di Amministrazione che ha approvato il progetto di bilancio.
E, cosa ancora più grave, dopo l’ennesimo sollecito di questi giorni, il Direttore SCATTOLINI mi ha comunicato che quel verbale non è ancora pronto.
Come si può pretendere che un Comune voti un bilancio senza poter leggere il verbale che ne ha approvato il progetto?
Non mi sono stati consegnati i verbali del Collegio Sindacale.
Non mi sono stati consegnati i verbali dell’Organismo di Vigilanza.
Non mi è stato consegnato il parere legale che la stessa società dichiara di aver acquisito.
Eppure qualcuno pretendeva che il Comune di Filottrano votasse ugualmente.
Io questo modo di amministrare una società pubblica non lo accetto.
Ma c’è un fatto ancora più grave.
Dopo aver approfondito gli atti, ho portato alla luce una questione che nessuno aveva mai avuto il coraggio di affrontare: il controllo analogo.
Una società in house può operare soltanto se i Comuni soci esercitano realmente il controllo analogo previsto dalla legge.
Ebbene, dopo anni di gestione, ci siamo accorti che questo tema è stato completamente trascurato.
Tanto che solo dopo le mie contestazioni è stata convocata, pochi giorni fa, una riunione specifica sull’argomento.
Questo dimostra che il problema esisteva e che nessuno, fino ad oggi, aveva ritenuto necessario affrontarlo, mettendo potenzialmente a rischio i Comuni soci e gli affidamenti diretti fondati proprio sull’esistenza del controllo analogo.
La domanda è semplice.
Perché nessuno se n’è accorto prima?
Dov’erano gli organi di amministrazione?
Dov’era il Collegio sindacale?
Dov’erano tutti coloro che, in questi anni, avevano il dovere di vigilare?
Per questo motivo ho chiesto il rinvio dell’assemblea.
Perché nessun Sindaco serio può votare un bilancio senza avere la documentazione necessaria e senza avere la certezza della piena regolarità dell’operato della società.
E sia chiaro fin da ora: se qualcuno dovesse decidere di andare avanti comunque, ritengo che quella riunione non possa tenersi.
Se sarà necessario, sono pronto anche a chiedere l’intervento dei Carabinieri.
Qualcuno dirà: “Ma sono i tuoi stessi colleghi di coalizione.”
La mia risposta è semplice.
Io non guardo alle appartenenze politiche.
Guardo ai cittadini che rappresento.
Chi amministra il denaro pubblico ha il dovere di rispondere ai Comuni soci con trasparenza, correttezza e rispetto.
C’è poi una questione istituzionale che non intendo più tacere.
Lo Statuto attribuisce al Comune di Filottrano un ruolo preciso nella governance della società.
Da troppo tempo Filottrano viene trattata come un socio di serie B.
Questo non accadrà più.
È arrivato il momento che venga rispettato anche il principio di rotazione nella guida della società.
Filottrano ha diritto al ruolo che lo Statuto le riconosce e non accetterò più interpretazioni costruite per mantenere sempre gli stessi assetti.
Infine c’è una questione politica che merita una riflessione.
L’attuale presidente Massimo PALAZZESI continua a chiedere fiducia per un nuovo mandato.
Ma è mio dovere chiedere trasparenza.
Quando vengono negati documenti, quando manca il controllo, quando si tenta comunque di procedere con approvazioni e nomine e quando ogni richiesta di chiarimento trova davanti un muro, è inevitabile che sorgano interrogativi sugli equilibri che governano queste società.
Per questo non mi fermerò.
Ho già annunciato il ricorso all’Autorità giudiziaria, le comunicazioni alla Corte dei Conti e all’Agcm e utilizzerò ogni strumento previsto dalla legge affinché venga fatta piena luce su questa vicenda.
Non è una battaglia personale.
È una battaglia per la trasparenza, per il rispetto delle istituzioni e per il ruolo dei Comuni che rappresentano migliaia di cittadini.
E non mi si dica che questa è una società di Centro-Destra.
Questa è diventata una società di centro-comodo.
Una società dove troppo spesso gli equilibri sembrano contare più delle regole, dove il silenzio viene preferito alle risposte e dove chi pretende chiarezza viene visto come un problema.
Con il Comune di Filottrano questo metodo è finito".
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