DRITTA IN CURVA PER UN PROBABILE MALORE, ADDIO A NADIA GIACOMELLI
Il drammatico frontale ieri, attorno l'ora di pranzo, poco dopo l'arco degli Angeli, La donna, 73 anni, ex operatrice alla "Ceci", rientrava a casa dopo aver assistito degli anziani non autosufficienti, come ha sempre fatto nella vita.Dopo lo schianto l'auto, rimbalzata indietro per diverse centinaia di metri, è finita in un campo di girasoli. Illesa ma sotto choc la 21enne, pure di Camerano, che se l'è vista piombare addosso

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Chi passa la vita a proteggere gli altri lascia un vuoto più difficile da colmare.
Camerano si ritrova da ieri più sola dopo la scomparsa di Nadia GIACOMELLI, 73 anni, che ha perso la vita domenica, in un drammatico scontro stradale, avvenuto intorno all'ora di pranzo, lungo un tratto in salita di via Cameranense.
La donna si trovava al volante della propria Fiat Panda blu quando, superato il tratto dell'Arco degli Angeli, in direzione del paese, la vettura è entrata in collisione con una Volkswagen Polo che scendeva nel senso opposto, guidata da una ragazza di 21 anni, S.M. pure di Camerano.
La ragazza, sotto choc per le conseguenze mortali dell'impatto, ha dichiarato di non aver potuto far nulla, senza il tempo di realizzare che quell'auto, uscendo dalla curva, le stava venendo addosso senza poter correggere la traiettoria o abbozzare una frenata.
Un impatto inevitabile e violentissimo, avvenuto all'uscita di una curva, che ha respinto la Panda all'indietro per diversi metri fuori dalla carreggiata, fino a farla arrestare contro un palo all'interno di un campo di girasoli adiacente alla strada.
La Volkswagen Polo è invece rimasta ferma al centro della carreggiata, pesantemente danneggiata nella parte anteriore a causa del forte scontro.
I danni simmetrici sulla parte frontale della Polo testimoniano la violenza di un urto in cui la berlina tedesca, complice la massa maggiore, ha dissipato l'energia cinetica sul posto agendo quasi da barriera.
Il violento e istantaneo arresto del veicolo ha persino provocato l'apertura del portellone posteriore per il contraccolpo dello scontro.

La Panda, strutturalmente più leggera e spinta dall'inerzia dell'impatto frontale oltre che dalla gravità della pendenza, ha subito un drammatico effetto rimbalzo che l'ha proiettata senza controllo in retromarcia nella vallata laterale.
La traiettoria dell'utilitaria, che ha proseguito dritta invadendo la corsia opposta senza evidenti segni di frenata correttiva, avvalora drammaticamente il sospetto che la conducente sia stata colta da un malore fatale e improvviso prima dell'impatto.
A confermare questa tragica dinamica è anche il racconto di un uomo in scooter, tra i primissimi a fermarsi per prestare aiuto.
«Ho aperto lo sportello, ma la donna era già priva di sensi - racconta il testimone -.
È andata dritta lungo la salita, finendo contro l’auto nell’altra corsia.
L’impressione è che abbia avuto un malore».
La macchina dei soccorsi si è attivata immediatamente con l'arrivo dell'automedica da Ancona e dei volontari della Croce Gialla.
I sanitari hanno tentato a lungo di rianimare sul posto la pensionata, purtroppo senza esito.
La giovane alla guida dell'altro mezzo è stata invece accompagnata all'ospedale di Torrette per accertamenti, ma le sue condizioni per fortuna non destano preoccupazione.
I rilievi stradali e la gestione del traffico sono stati curati dai Carabinieri della Compagnia di Osimo insieme ai Vigili del Fuoco.
Al di là della ricostruzione tecnica, su cui farà luce l'autopsia per verificare se la perdita di controllo sia stata effettivamente originata da un improvviso problema di salute, resta il dolore per la perdita di una persona speciale.
Nadia aveva dedicato la sua intera esistenza professionale all'assistenza degli anziani presso l'Opera Pia Ceci e, anche una volta collocata a riposo, non aveva mai smesso di offrire il proprio tempo e la propria sensibilità a chiunque si trovasse in difficoltà, diventando una presenza silenziosa ma fondamentale nelle case di molti cittadini fragili.
Tutta Camerano si è stretta nel lutto per Nadia, rimasta vedova anni fa del marito Loris BERLUTI.
«Faceva l'assistente in tutto il paese, correva dagli anziani. Era una donna di buon cuore», la ricorda commosso il parroco, don Lorenzo ROSSINI.
Nadia lascia il figlio Matteo BERLUTI (cuoco in un ristorante a Sirolo) e un ricordo indelebile del suo altruismo.
I funerali saranno fissati subito dopo lo svolgimento dell'esame autoptico.
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