giovedì, 20 agosto 2026

PASTICCIACCIO BRUTTO SUL PALASCHERMA, IL TAR CONGELA L'APPALTO E IL CANTIERE

Il Tribunale Amministrativo Regionale ha demolito gli atti dell'Amministrazione GLORIO e bloccato i conteggi della Suam, azzerando il vantaggio della B.C. APPALTI e spianando la strada al sorpasso della FRANCINELLA. L'ordinanza di sospensiva congela il cantiere della Vescovara, lasciando sulle spalle dei cittadini un mutuo da 1,8 milioni di euro e un enorme punto interrogativo sul finanziamento statale da 1,5 milioni di "Sport e Periferie", in vista della resa dei conti fissata al 21 ottobre

Di Sandro Pangrazi | 20-ago-2026 6 min di lettura
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PASTICCIACCIO BRUTTO SUL PALASCHERMA, IL TAR CONGELA L'APPALTO E IL CANTIERE
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di Sandro PANGRAZI
 
Il bando per il nuovo Palascherma e arti marziali alla Vescovara è stato ufficialmente congelato dal TAR Marche (Sezione Prima) nell'udienza dell'8 luglio scorso.
Accogliendo il ricorso cautelare della ditta Enrico FRANCINELLA S.r.l., assistita dall'avvocato Luciano MASTROVINCENZO di Roma (e dal collega Fabio Massimo PELLICANO), il Tribunale amministrativo ha così squarciato i toni trionfalistici della politica locale, rappresentata in Tribunale dall'avvocato Andrea GALVANI.
I giudici hanno ordinato lo stop tassativo alla stipula del contratto e alla consegna dei lavori, mandando al tappeto le difese della Regione e del Comune proprio mentre la macchina amministrativa locale stava accelerando stringendo i tempi.
 
Il duello in vetta e i nomi della burocrazia regionale
Le carte esclusive del Decreto numero 97 della Stazione unica appaltante delle Marche (Suam) analizzate da OSIMO OGGI – l'atto di aggiudicazione provvisoria risulta firmato dal Dirigente regionale Pietro TAPANELLI su proposta formale della responsabile del Procedimento Suam Valentina PIERDOMINICI – svelano un vero e proprio duello all'ultimo punto tra le 19 imprese partecipanti.
Al primo posto, difesa dall'avvocato Arturo CANCRINI di Roma, si era imposta la ditta osimana B.C. APPALTI S.r.l. con 82,513 punti e un ribasso del 6,18% (per un valore di aggiudicazione di 2.731.965,57 euro al netto di Iva).
Subito dietro, in seconda posizione assoluta, si era piazzata proprio la ricorrente Enrico FRANCINELLA S.r.l. con 74,360 punti.
Lo scarto ridotto spiega la durezza dell'attacco chirurgico sferrato dall'avvocato MASTROVINCENZO: contestando l'errata applicazione del criterio di valutazione B.3 nei punteggi tecnici – ovvero la qualità tecnica dei materiali e/o le modalità esecutive dei lavori proposti dalle ditte per migliorare il progetto del Palascherma - la FRANCINELLA punta al sorpasso diretto per sfilare l'appalto dalle mani della ditta concorrente.
Questo nonostante il capo dei Lavori Pubblici del Comune di Osimo, l'ingegner Filippo SAMPAOLESI (indicato formalmente come responsabile unico del progetto, Rup, dell'Ente aderente, ovvero il Comune) avesse inizialmente controfirmato l'offerta della B.C. APPALTI definendola "attendibile e sostenibile".
 
Il clamoroso autogol del "Fumus Boni Iuris" e della Relazione numero 10
Nel labirinto di specchi della burocrazia, c'è un passaggio chiave nell'ordinanza che pesa come un macigno: il riconoscimento del cosiddetto "Fumus boni iuris", vale a dire il profilo di evidente fondatezza del ricorso.
Come anticipato, il Tar ha riscontrato pesanti anomalie nell'applicazione del criterio di valutazione dell'offerta tecnica contrassegnato dalla sigla B.3.
Ma la vera perla di questa disfatta legale risiede nella strategia difensiva: per tentare di blindare l'aggiudicazione, la Regione Marche ha depositato in giudizio una memoria scritta, ovvero una relazione tecnica contrassegnata come documento numero 10. Peccato che i giudici, analizzandola riga per riga, vi abbiano riscontrato la prova regina dell'errore anzichè della regolarità.
Invece di difendere l'appalto, la relazione ha finito per dare ragione alla FRANCINELLA, trasformandosi nel più classico dei clamorosi autogol burocratici.
 
 Un mutuo da 1,8 milioni sulle spalle dei cittadini
La fretta di chiudere la pratica – ereditata dalla delibera numero 153 della Giunta GLORIO lo scorso 17 dicembre – si è scontrata con una partenza ad ostacoli, come il crash della piattaforma telematica "GT-SUAM" a fine gennaio che ha costretto a una proroga d'urgenza dei termini.
Cosa era successo? La scadenza iniziale per la presentazione delle offerte telematiche era stata inizialmente fissata per il 28 gennaio 2026. 
Peccato che l'infrastruttura informatica della Regione Marche non abbia retto l'urto.
Molte delle 19 ditte partecipanti, nel tentativo di caricare sulla piattaforma "GT-SUAM" i pesanti file grafici delle relazioni tecniche e dei progetti migliorativi (quelli superiori ai 20 megabyte), hanno letteralmente mandato in tilt il sistema.
Il portale web ha iniziato a registrare continui blocchi e malfunzionamenti, impedendo il regolare upload dei documenti più pesanti, rischiando di tagliare fuori diverse imprese.
Ora però è l'intero quadro economico, da 3,3 milioni di euro totali, a rischiare di saltare. La quota più pesante dell'opera grava interamente sulle tasche dei contribuenti osimani: il Comune ha infatti acceso un pesante mutuo da 1,8 milioni di euro, tramite Cassa Depositi e Prestiti per coprire la parte non finanziata dal fondo statale "Sport e Periferie" (pari a 1,5 milioni).
 
Il Tar demolisce la difesa osimana: "Scadenze sbandierate a vuoto"
Il castello di carte è puntualmente capitolato davanti ai magistrati. 
Oltre a riconoscere i difetti nel calcolo dei punteggi tecnici, i giudici hanno letteralmente demolito la linea difensiva di Palazzo comunale.
Per evitare il blocco del cantiere, l'Amministrazione comunale ha infatti provato a fare leva sul rischio di perdere i fondi statali.
Messa alle strette dal Collegio, durante il dibattimento orale, la difesa osimana "non ha però indicato un termine perentorio entro il quale i lavori dovrebbero essere ultimati al fine di non incorrere nella perdita del co-finanziamento da parte di Sport e Salute S.p.A.".
In pratica si sono sbandierate scadenze tragiche senza nemmeno conoscerle o poterle dimostrare nei documenti.
 
Cantiere al palo: resa dei conti il 21 ottobre
Per non alterare la situazione prima del giudizio definitivo, il Tar ha blindato l'area della Vescovara applicando il principio della "res adhuc integra" (ovvero lasciare la situazione del tutto intatta).
Tutto resterà congelato nonostante il pieno della stagione edilizia estiva.
Ma la tregua durerà poco: i magistrati hanno infatti bruciato le tappe fissando l'udienza pubblica di merito già per il prossimo 21 ottobre 2026.
Fino ad allora le ruspe non si muoveranno.
Con un mutuo da 1,8 milioni già sul groppone della città e un finanziamento statale da 1 milione e mezzo che ora rischia davvero di saltare a causa degli errori commessi nella gara d'appalto, la patata bollente passa ora alla politica locale.
Si annuncia un probabile bagno di sangue, con le teste dei responsabili pronte a saltare a causa di un autentico disastro burocratico.
Sul fronte dei lavori, invece, con simili premesse, il riconteggio dei requisiti, con sorpasso della FRANCINELLA sulla B.C. APPALTI, sembra essere più di una ipotesi.
 

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(Causale: Per un giornalismo che non passa inosservato)

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